martedì 18 dicembre 2012

Giorni d'inverno ad Assisi

Scopro solo ora che tra Assisi e l'abbazia di San Benedetto al Subasio (un tempo base scout dell'Agesci) ci sono 8 km, e ricordo che io e la Betta li facemmo tutti a piedi sotto la neve :).

Era la Pasqua del 1992 e per mille motivi fu l'ultima volta che andai ad Assisi.
Assisi la bianca, Assisi la silenziosa.

Sabato mattina abbiamo aperto le persiane della nostra camera e ci siamo trovati davanti questo spettacolo. Tetti antichi che guardano un orizzonte invariato dai tempi di San Francesco.


Alle spalle il Subasio imbiancato di neve (ieri sulla Bologna-Firenze la bufera di neve ci ha rallentato non poco).

La città si apre davanti a noi con pochissimi turisti e un freddo intenso.

I nostri passi percorrono strade antiche e scoprono angoli insperatamente ancora ignoti.


Che bella l'Italia centrale. Mi sento a casa. 
Voglio tornare senza essere ancora andata a casa. 
Vorrei rimanere. 

Amo questi luoghi come li amava San Francesco. Li sento miei. 

Riconosco angoli e piazze. Mi vengono in mente episodi di Routes estive e primaverili in Umbria con volti di amici che invece ormai purtroppo mi sfuggono.

San Francesco è ed è stato per noi una guida e un modello.

Abbiamo dato al nostro primo figlio il suo nome e anche per lui ora è una figura molto importante (in più è il patrono dei Lupetti).

Ma non solo San Francesco=Assisi.

Anche Giotto e Cimabue, ad esempio.
E via con i bambini a riconoscere uno per uno quasi tutti gli affreschi della Basilica Superiore e svolgere a poco a poco il racconto di una vita unica che si è svolta proprio lì dove siamo noi adesso.
Che una cosa è raccontare Assisi e San Francesco sul divano di casa, e un'altra è ascoltarla ad Assisi. Proprio lì sulle strade percorse dai frati di Francesco e da Chiara. Niente di meglio, senza dubbio.
E poi le suggestioni date dall'Eremo delle Carceri innevato, dalla Porziuncola e da San Damiano.

Ai bambini, vi dirò, è piaciuto molto rincorrersi per le viuzze, giocare a nascondino tra i portoni e sotto gli archi e vedere i tetti dalle finestre.



 


Sabato pomeriggio sembrava che nevischiasse, allora ci siamo rintanati nella Sala delle Volte dove tre ragazze bravissime raccontavano fiabe di Natale a bambini e genitori local ai quali ci siamo volentieri mischiati. 
Anche questo è viaggiare. 
Fare cose che faresti anche a casa.
Per sentirti a casa.
(ma l'ho già detto che qui mi sento già e comunque a casa, no?)

Vi lascio con il link ad un libro che io ho molto amato e che anche se non siete credenti vi illuminerà (o magari no, ma è piacevole da leggere): Io Francesco, di Carlo Carretto.




E altrimenti riguardatevi Forza Venite Gente su youtube, è ancora attualissimo!!! (le scene migliori votate da Paolo e Franz: "Forza Venite Gente che in piazza si va", "24 piedi siamo" e "Povero diavolo/Povero belzebù")


 

 

 
 

 (qui imbuchiamo la lettera a Babbo Natale)







3 commenti:

Debora ha detto...

Ciao, piacere di conoscerti, sono mamma di due gemelle. Molto carino il tuo post, complimenti.

silvia - amoricolpisello ha detto...

Che ricordi, Assisi, è tanto tempo che non ci vado!
Anche noi siamo molto legati a San Francesco, il nostro primo figlio si chiama così, siamo stati sposati da un frate francescano che è un nostro caro amico.
Mamma mia, mi hai fatto proprio venire voglia di ritornare ad Assisi. Grazie!!!

gigi ha detto...

Bellissimo racconto. Così vero e così "appassionato" . Lo condividiamo sulla nostra pagina Via di Francesco :-) Bellissimo!