mercoledì 10 ottobre 2018

Alle Gole del Verdon con la famiglia/1 - Castellane

Quest’estate avevamo l’esigenza di non spostarci troppo da casa. Ma sapete com’è, la strada chiama i routard inside come noi e considerando posti belli alla distanza di una mezza giornata di auto da Milano, ci siamo rivolti - come spesso ci accade - verso ovest e cioè verso l’amata Francia.

Avevamo l’esigenza anche di stare tranquilli in un posto fresco dove ci fossero cose da fare: viaggiamo con un adolescente con numerosi libri delle vacanze appresso e un undicenne con tendenza alla noia tranne in presenza di qualsiasi tipo di specchio d'acqua.

Abbiamo così scelto di trascorrere una settimana a Castellane nel Parco Naturale Regionale del Verdon in Provenza.

Abbiamo trovato una buona offerta per una mobilhome in un piccolo campeggio praticamente in paese (conditio sine qua non: walking distance to the village) e senza sapere praticamente nulla dei luoghi siamo partiti.

Da subito siamo stati sorpresi dalla bellezza del posto. 

Siamo arrivati da nord (prima eravamo stati in Camargue, e nello spostamento da lì al Verdon siamo passati da Manosque a respirare un po' di aria provenzale e poi a vedere i campi di lavanda intorno a Valensole, anche se la lavanda era già stata tagliata).





Castellane ci è apparsa dall'alto e da subito ci è piaciuta. 

Raccolta sul fondovalle, con la cappella di Notre Dame du Roc su un costone roccioso a custodia della città, una bella piazza con i platani e vecchietti che giocano a petanque, un paio di giorni di mercato, vicoletti con bar e piazze con fontane e meritevoli boulangeries. 

Molto vivace e imperdibile tappa per muoversi agevolmente ad esplorare la zona.









Per rinfrescarsi nei pomeriggi d'estate, vicinissimo a Castellane c'è il lago di Castillon. 

Alla base nautica Sirocco (5km) troverete una spiaggia attrezzata con ombrelloni e materassini, bar, toilettes e noleggio natanti. 
A fianco, un bel tratto di spiaggia libera se venite con il vostro ombrellone. 

Ovviamente la spiaggia è di sassi e il lago è freddino. Ma i colori sono così belli e l'ambiente è così fantastico che sopravviverete!





Insomma il nostro posto preferito per passare il pomeriggio!

Quest'anno avevamo anche il nostro mitico kayak gonfiabile, ottimo supporto alle vacanze con adolescenti che dopo un po' in spiaggia si annoiano (già sperimentato sul lago di Mergozzo in Piemonte e lungo il Petit Rhone in Camargue).

Tornati a Castellane ci si può fermare in una delle piazzette del paese per la merenda, come abbiamo fatto spesso noi. Abbiamo persino trovato la crepe al miele che cercavamo da giorni!

Tra i negozi e le pasticcerie troverete numerose associazioni che propongono attività come rafting, canyioning, acqua speed etc etc. Sono tutti molto gentili e vi racconteranno di cosa si tratta e se un'attività è o meno alla vostra portata. Anche noi alla fine abbiamo scelto una discesa in rafting, in un post successivo vi racconteremo i dettagli.

lunedì 1 ottobre 2018

Dietro le quinte dell'Acquario di Genova

Era ben dieci anni che non tornavamo all'Acquario di Genova. Paolo non c'era ancora e Franz era piccolo piccolo.

Per dare più senso alla nostra giornata, appena arrivati all'Acquario abbiamo prenotato una visita guidata chiamata Dietro le quinte. Perché, a nostro parere,  è importantissimo sapere anche come funziona una struttura complessa come l'Acquario e venire a conoscenza dei progetti in corso relativi al recupero di alcune specie. 

La visita guidata ha un sovrapprezzo: è un regalo che ci siamo fatti, considerando che i biglietti d'ingresso li avevamo presi con i punti dell'Esselunga, non siamo rimasti a dormire a Genova e anche per il viaggio in treno abbiamo approfittato di un'offerta tutto sommato conveniente.

L'Acquario ci ha lasciati, come ci ricordavamo, stupefatti e ammirati. Abbiamo particolarmente apprezzato la vasca con i lamantini, le foche, gli squali, la vasca delle razze. Mentre quella dei pinguini purtroppo è sempre troppo piccola e gli animaletti ci sembrano sempre troppo tristi.







Aggiungo che, dopo aver visitato anche l'Oceanographic di Valencia, l'Acquario di Genova mi è sembrato troppo stretto e troppo affollato. Resta tuttavia una bella gita da cui siamo tornati molto soddisfatti.

Tornando al Dietro le quinte, si tratta di un percorso a tappe, lungo il quale, guidati da una biologa marina, siamo potuti entrare in stanze solitamente off-limits.

La prima tappa è stato il laboratorio del plancton, dove abbiamo potuto - grandi e piccoli - vedere al microscopio e poi proiettato su uno schermo il movimento di questi minuscoli organismi.





Poi siamo passati alle vasche delle meduse, anzi dietro le vasche delle meduse per vedere dove vengono 'allevati' e monitorati i cuccioli (si potrà dire cuccioli di medusa? insomma la nursery 😁) . Come vi posso far capire quanto erano belli? Assistere ad uno spettacolo del genere è impagabile!




Un'altra tappa sono le cucine, dove viene preparato il cibo per i pesci e per gli altri abitanti dell'acquario (in quantità inimmaginabile: ad esempio i lamantini mangiano 100 kg di verdura al giorno, i delfini 10 kg di pesce etc etc)

Il percorso dura un'ora e mezza. Vi consiglio assolutamente di provarlo, per sensibilizzare i bambini anche al fatto che l'acquario non serve solo per vedere i pesci, ma soprattutto è un luogo dove i pesci vengono curati e studiati. Il Dietro le Quinte serve anche per conoscere aspetti del mondo marino sconosciuti alla maggior parte di noi e ad ascoltare in diretta i racconti degli scienziati.

Poi abbiamo continuato da soli il giro dell'Acquario. Abbiamo visto un addetto subacqueo che puliva la vasca verticale delle murene (nel posto giusto al momento giusto) 😄😄 e altre cose bellissime! 








martedì 18 settembre 2018

Al museo con i bambini - il Louvre-Lens

Due estati fa ci siamo trovati ad attraversare una regione della Francia poco toccata dal turismo. Si tratta del Pas de Calais: la zona non ha - apparentemente - grandi attrattive turistiche, ha una lunga storia mineraria e di vicinanza al confine con il Belgio e fu teatro di numerosi scontri durante la prima guerra mondiale (il fronte passava di qui tra le Fiandre e la Piccardia).

Negli ultimi anni però molti passi sono stati fatti per valorizzare queste zone. Le cittadine sono vivaci, i luoghi della guerra ben segnalati, nuovi musei nascono, il passato minerario viene valorizzato; la Baia della Somme, dove abbiamo trascorso alcuni giorni è un luogo in-c-r-e-d-i-b-i-l-e dal punto di vista naturalistico.

Per ovviare ulteriormente alla fama un po' triste dei luoghi, il governo francese ha deciso di costruire a Lens una succursale del Louvre, su un terreno che prima era una miniera, un po' anche per testimoniare il passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo. 




Il Museo è una cattedrale nel deserto, ma è molto bello. C'è un grande parcheggio gratuito, si attraversa un bosco e finalmente si giunge ad una costruzione integrata con lo spazio circostante. C'è un bel giardino intorno, anche se quando ci siamo stati noi pioveva e dunque non so raccontarne i dettagli.

Inoltre mi chiedo se ci sia qualcuno che soggiorna in zona tra quelli che vengono da queste parti per visitare il Museo. Se tutti fanno come noi, #ciaone al turismo in zona! 

Ad ogni modo, se vi trovate - come noi - a passare di lì quasipercaso, perchè non fermarsi? 

La costruzione è bassa e con molte vetrate da cui filtra la luce esterna. 

(photo credit: treccani.it)

Nella grande sala d'ingresso trovate la biglietteria, il bookshop, un bar e uno spazio per pic-nic al coperto (con microonde e seggioloni) e posti vari per sedersi.

Nel Museo si possono visitare la (famosa) Galleria del Tempo e uno spazio per le esposizioni temporanee (ne sono previste due all'anno). 

Abbiamo visitato solo la prima, perchè avevamo poco tempo ed è gratuita. 

Abbiamo investito i soldi risparmiati nelle audioguide: ottima scelta, visto che quella per bambini permette di giocare ad una specie di caccia al tesoro alla scoperta delle varie opere esposte. E' in francese o in inglese, quindi dovrete intervenire se i vostri figli come i miei hanno ancora difficoltà con le lingue.



La Galleria del Tempo si chiama così, perchè - potete intuirlo - le opere sono esposte in ordine cronologico dall'inizio dei tempi fino ad oggi. Le opere vengono tutte dai magazzini del Louvre di Parigi e alcune sono notevoli (qui potete vederle on line).  Ogni anno la collezione viene rinnovata e il percorso cronologico varia in base alle opere esposte. 

Le opere sono ben distanziate tra loro, la linea del tempo è indicata in alto sulla parete destra. Noterete che il suolo è leggermente in discesa, questo è stato fatto per invitare maggiormente i visitatori a "scendere" verso le opere.

Se siete abituati ai grandi musei, magari in parte potrete essere delusi, ma dovete sempre pensare cosa significa questo museo collocato qui e solo così  potrete apprezzare il meritevole intento di "esportare" qualcosa fuori da Parigi. 


Se avete bambini piccoli o accompagnate anziani, il Museo fornisce in prestito passeggini, seggiolini pieghevoli e carrozzelle. 

Organizzano anche moltissime attività per famiglie e bambini, che a leggere le descrizioni devono essere molto interessanti, quindi informatevi se siete nei dintorni su giorni e orari.

Noi siamo arrivati fin qui all'interno di un viaggio on the road in Francia di 24 giorni che ci ha portato prima in Normandia (con tappa in Borgogna) poi alla Baia della Somme. Dopo la tappa a Lens abbiamo proseguito verso la regione dello Champagne e poi a Metz in Lorena. 

Ma l'invito è a sostare nella regione per scoprire un angolo d'Europa poco conosciuto! 

mercoledì 21 marzo 2018

Al museo con i bambini - Il British Museum a Londra

Quando si visita una capitale, tocca scegliere cosa si ha intenzione di vedere. Il tempo non è mai abbastanza, gli interessi sono molti, bisogna scendere un po' a compromessi tra noi e i nostri figli.

Però su una cosa siamo sempre tutti d'accordo. Uno o due musei non devono mancare, soprattutto se sono musei famosissimi. Su Londra eravamo preparati: avevamo solo due giorni e mezzo e non volevamo farci mancare il British Museum nè lo Science Museum. Poi abbiamo fatto un salto anche alla Tate Modern che per una serie di coincidenze si trovava esattamente sulla nostra strada del ritorno verso casa.

Il British Museum. A casa nostra un mito. 
La Stele di Rosetta, altro mito. Paolo la scorsa estate era a cena ad un tavolo di quasi sconosciuti di età varia ed era l'unico che sapeva dov'era conservata (e non per merito nostro). 
Non avremmo potuto saltarlo per tutti l'oro del mondo.




Così in una bella Londra invernale dal clima inaspettatamente mite, ci siamo addentrati nell'ennesimo museo europeo famoso. Perché, lo sapete, il nostro approccio è: "non ho fatto tutti questi km per venire fin qui e non entrare al... (qui va messo il nome del museo: Guggenheim, Louvre, British, Van Gogh, ...secondo i gusti e l'occasione), ci entriamo, vediamo com'è, vediamo le cose essenziali, e quando siamo stufi usciamo".
E' un approccio che ci ha sempre premiato, anche quando i bambini erano piccoli e che ci ha permesso ogni volta che siamo stati al cospetto di un museo famoso (e non) di entrarci e vedere cose meravigliose.
A dire il vero, così poche volte ci è capitato di annoiarci che nemmeno me lo ricordo.

Cominciamo col dire che a Londra quasi tutti i musei sono gratuiti. Questo vi permetterà di affrontare la visita con molta filosofia e -se avete a disposizione  vari giorni di vacanza- di valutare di starci poco tempo e poi eventualmente ritornarci per vederne un altro pezzo.

Inoltre il museo offre varie attività da fare con i bambini e, anche nel caso in cui i genitori siano assolutamente a digiuno di arte e archeologia, il tutto diventa un bel tour divertente in famiglia.

Quando entrerete al British Museum, che ha una facciata da tempio greco, vi troverete nella luminosa Great Court, una (bellissima) sala d'ingresso coperta da un tetto ideato da Norman Foster.  Qui ci sono punti di ristoro, uno book-shop, spazio per sedersi.



Al punto informazioni (Families Desk) potete richiedere alcuni opuscoli per i percorsi kids: ci sono percorsi per i piccolissimi (3-5 con focus su forme e colori) e per i bambini delle elementari (6+, activity trail con vari focus su Grecia, Egitto, e altri).  
Noi abbiamo scelto il percorso sulla Grecia (qui si apre il pdf se volete avere un'anteprima) che con varie tappe vicino a statue , vasi, fregi, ritratti, permette di avere un panorama degli oggetti esposti e percorrere un tratto di storia delle civiltà mediterranee con spiegazioni a portata di famiglia.




Se avete tempo e forze, alla fine di un percorso, potete ritornare al Desk e prendere un nuovo opuscolo, ad esempio quello sull'Egitto, e ricominciare.

Nei week end e nei periodi di vacanza delle scuole inglesi al Desk è disponibile anche uno zainetto pieno di attività da fare che si 'noleggia' dietro deposito di 10£. Anche in questo caso vi sono diversi temi da scegliere come le Mummie Egizie, il Lavoro di Archeologo, la Vita nell'Antica Grecia e altri. C'è materiale per un paio d'ore di attività (ad esempio: scrivi il tuo nome in geroglifico, indovina l'amuleto, ispeziona i materiali per la mummificazione, ...). Noi non l'abbiamo provato, ma deve essere simile a quello disponibile al Museo dell'Acropoli di Atene che ci era piaciuto molto ed era molto interessante. 

Inoltre per fare un percorso a prova di bambini e cercare di interessarli ai capolavori del museo, esiste una traccia di 12 opere che assolutamente vanno viste.  E' un buon inizio e ovviamente poi sul cammino incontrerete senza dubbio altre opere che attireranno la vostra attenzione. In questo modo avrete l'occasione di vedere molte più sale di quelle che avevate preventivato! 


 12 objects to see with children


Come detto più sopra, noi siamo partiti dalla Grecia. I vasi sono bellissimi, ma sapete che non potrei dire altrimenti, i gioielli, le sculture, insomma è tutto bellissimo! 

Ma si viene al British soprattutto per rendere onore ai marmi del Partenone, i quali è dedicata un'intera galleria.
Come sapete, i marmi sono un po' qui e un po' ad Atene. Non si verrà mai ad un accordo, quindi tocca per forza fare un salto qui e uno ad Atene 😊 . 

Il luogo è solenne e il fregio delle Panatenee che in un tempo lontano girava intorno al tempio è sublime. E' come se il libro di storia dell'arte prendesse forma e si aprisse per lasciar svolgere la processione del peplo sacro. E' come se gli dei fossero davvero lì ad assistere alla cerimonia sacra. Sono così reali, così belli.





Poi vi sono (almeno) altre due sale importantissime che personalmente non potevo tralsciare: la sala del fregio del tempio di Figalia Bassae e la sala dedicata al Mausoleo di Alicarnasso.  

Questi sono due esempi di siti archeologici ignoti ai comuni mortali ma che io invece ho proprio stampati nel cervello fin dai tempi dell'università e che ho ritrovato con piacere tra queste sale.

Quello di Figalia Bassae è un tempio di Apollo - opera dello stesso architetto del Partenone -  piazzato a mille metri di altitudine tra le montagne della Messenia. Quando ci andammo, nel 1996 avanti Cristo, guidammo per 60 km di tornanti dalla costa (+ altri 60 km al ritorno, di notte, senza cenare) pur di vederlo. E cosa trovammo dopo esser scesi dalla macchina con lo stomaco capovolto dal viaggio????? Una tensostruttura che lo ricopriva interamente...immaginatevi lo sconforto. Abbiamo anche temuto che fosse chiuso del tutto. Per fortuna invece si poteva entrare e quello che ci apparve era un tempio - enorme considerando dove era stato costruito - con delle colonne tozzissime in pietra locale, abbastanza ben conservato (è stato inserito nei monumenti Unesco). 
Beh, che dirvi di più. Per me è stata davvero una scoperta trovare che il fregio che correva all'interno della cella è conservato appunto al British Museum. Un'emozione grandissima.

Il Mausoleo di Alicarnasso invece era una delle sette meraviglie del mondo antico (e qui vi sfido: sapete elencarle tutte? per la soluzione dovete aspettare la fine del post).
Era la tomba monumentale di Mausolo, satrapo della Caria, regione dell'Asia Minore, dove appunto si trovata Alicarnasso, l'attuale Bodrum in Turchia.  Quando morì, sua moglie Artemisia gli dedicò una tomba tanto magnifica che da allora le tombe monumentali presero il nome di mausolei. Tutto ciò era stato argomento di un corso monografico che avevo frequentato all'Università e a quanto mi ricordavo del Mausoleo non è rimasta in piedi una sola pietra. Ed effettivamente pare sia proprio così (i resti visibili ad Alicarnasso fanno poca notizia). Ma al British gli viene dedicata una sala con i resti del fregio che circondava l'edificio, dei cavalli, della biga e due enormi statue (forse) di Mausolo e Artemisia che danno la misura del tutto. Questa è stata la vera sorpresa: pensavo non fosse rimasto proprio nulla!!!! 




Passeggiando per le sale del Museo, ci siamo addentrati poi nella parte dedicata alla Mesopotamia e in particolare al palazzo reale di Ninive


La Mesopotamia deve essere stato un posto bellissimo e florido, ai suoi tempi ovvio. Il fregio, che racconta la caccia al leone del re Assurbanipal, accompagna idealmente il visitatore lungo il cammino attraverso il palazzo, mostrando la potenza del re e lo splendore del regno. Il susseguirsi delle scene di caccia è magnifico. I dettagli sono resi con perizia e cura meticolosa, la criniera del leone, le capigliature dei cacciatori (le barbe, fantastiche), le tuniche, i carri, le armi e i gioielli. Il movimento è vivace e le scene si svolgono senza soluzione di continuità su uno sfondo senza dettagli paesaggistici. 
Per grandi e piccoli sarà come essere davvero nelle sale e nei giardini del palazzo di Ninive!!!

Un altro oggetto che non volevamo assolutamente tralasciare è il cosiddetto Stendardo di Ur. Soprattutto perchè l'avevamo visto mille volte nei libri senza capirne le dimensioni reali: misura circa 49 cm x 32cm .....io ad esempio lo immaginavo decisamente più piccolo. E poi, resta di stucco, molto probabilmente non è uno stendardo!!! in realtà è una specie di cassetta lignea a forma di lingotto ricoperta da un mosaico in madreperla e lapislazzuli. Presenta due facce principali, una della 'della guerra' e l'altra detta 'della pace' (vedi foto qui sotto), in cui sono rappresentate rispettivamente - ordinate su tre registri - la parata dell'esercito e un banchetto al cospetto del re. Su questo lato c'è una figura, in fondo a destra, con un'arpa tra le braccia: lo strumento è assolutamente identico alle arpe trovate nelle sepolture di Ur.
A cosa servisse davvero non è chiaro, però è bellissimo! 



Ai ragazzi è piaciuto moltissimo osservare da vicino le singole figure. 

Siamo stati anche affascinati dai sigilli a cilindro. Ne abbiamo visti di bellissimi all'Altes Museum a Berlino e ogni volta che ne incontriamo ci fermiamo ad osservare i dettagli e come questi vengono impressi sulla superficie di destinazione. Spesso sono cilindri di argilla, ma a volte sono di pietre dure, come l'ossidiana. Servivano per apporre un sigillo, una firma cioè, per autenticare un atto ufficale di qualche tipo, ad esempio commerciale o notarile.




Come avrete capito, il British Museum pullula di tesori ad ogni angolo e potrei scriverne per altre dieci pagine. Delle grandi teste di Ramses, del (piccolo) Moai, delle mummie, dei vasi attici a figure nere, dei gioielli etruschi, ...

Insomma, pensatelo come un grosso bellissimo baule da cui tirare fuori stupore e magia una dopo l'altra! Non abbiate la pretesa di vedere tutto e subito. 

Se avete tempo, tornateci. 

Altrimenti accontentatevi di attraversarlo in due o tre ore, o finchè vi reggono le gambe. 


P.S. per i lettori che sono arrivati fin qui: vi ricordate dunque le sette meraviglie del mondo antico?  Eccole qui! 

 - Il Colosso di Rodi
 - Il faro dell'isola di Faro (Alessandria d'Egitto)
 - La piramide di Cheope
 - La statua di Zeus ad Olimpia
 - Il mausoleo di Alicarnasso
 - Il tempio di Artemide a Efeso
 - I giardini pensili di Babilonia

Ve le ricordavate tutte? :) 

martedì 12 dicembre 2017

A caccia dei 'Presepi sull'acqua' di Crodo (VCO)



Se volete fare una gita in luoghi belli e poco frequentati vi consigliamo assolutamente il giro dei presepi sull'acqua a Crodo e nelle sue frazioni di montagna. Si tratta di un percorso libero tra i paesini della Valle Antigorio alla ricerca di presepi realizzati dagli abitanti e collocati nei lavatoi e nelle fontane. 

Ce ne sono 55 sparsi tra le varie frazioni di Crodo (come ad esempio Cravegna, Viceno, Mozzio, ...) ad un altitudine compresa tra i 500 m. s.l.m. della stessa Crodo fino ai 1200 m di Foppiano.

Il percorso è adatto a tutte le età e siete liberi di scegliere cosa vedere e quando, le installazioni sono infatti visibili giorno e notte; è necessario spostarsi in auto da frazione a frazione, a meno che non siate buoni camminatori e abbiate tempo a disposizione. Al calar del sole diventa tutto molto più suggestivo, come nel caso in cui nevichi, ma alcuni presepi potrebbero essere difficili da raggiungere con il buio e con la neve, mentre altri sono facilmente individuabili nelle piazze dei paesi e lungo le strade di comunicazione. 



I presepi hanno la caratteristica comune di stare tra la pietra e l'acqua, due caratteri distintivi di queste valli, e sono di fattura molto varia. Alcuni sono veri e propri capolavori di artigianato, altri sono più semplici ma tutti sono molto belli e suggestivi. 

Gli abitanti del territorio, i bambini delle scuole, le associazioni sportive, oltre ad accettare generosamente l'invito a costruire i presepi, si impegnano anche nella costante cura delle installazioni che saranno visibili fino al 7 gennaio. Noi stessi abbiamo assistito alla posa delle lucine su un presepe e al restauro 'volante' di una statuina in un altro.

Noi abbiamo scelto di partire da Cravegna e avevamo a disposizione soltanto un pomeriggio. Abbiamo scaricato la mappa dei presepi qui ma la trovate anche negli esercizi commerciali della valle (ad esempio alla Latteria Antigoriana) e vicino a qualche presepe. 

Ci siamo inerpicati tra le baite di pietra e i sentieri del paese. Cravegna è davvero un luogo suggestivo e da ogni angolo è possibile ammirare un bellissimo panorama delle montagne circostanti. 



I ragazzi hanno apprezzato la modalità "caccia al tesoro" che rende la gita adatta a grandi e piccoli. 
I presepi sono indicati da frecce che tracciano il percorso. Ognuno è identificato da un numero per potersi orientare nella mappa; per ogni numero è indicato anche - se esiste - il nome del luogo in cui è stato collocato il presepe (ad esempio: lavatoio nei pressi dell'Oratorio di San Domenico). 

A volte troverete anche un cestino con un thermos di the caldo per ristorarvi dalla fatica della salita o dal freddo della montagna. Non è esplicitamente scritto, ma secondo me se lasciate anche un'offerta di ringraziamento per il the non è un'idea malvagia.
C'è quasi sempre anche un libro per le firme e i commenti: a me farebbe piacere scoprire che i turisti hanno apprezzato il mio lavoro e hanno lasciato almeno una firma e magari anche la loro provenienza.













Quando ci siamo stati noi non c'era molta gente (pregio di questi luoghi) e quando ci si incrociava con la mappa in mano ci si scambiava indicazioni e opinioni su quello che si era appena visto. E' stato davvero un pomeriggio vivace!!! 

Anche a Crodo che è il centro principale della valle e che -a dire il vero- è un po' meno tipico delle altre località abbiamo trovato comunque presepi molto belli e creativi. 




Noi questa volta abbiamo deciso di fare una gita in giornata da Milano. Ma le valli dell'Ossola meritano senza dubbio attenzione anche per un lungo week end.
In qualsiasi stagione queste zone hanno molto da offrire sia per gli escursionisti che possono godere di sentieri e montagne incontaminate, sia per chi invece vuole solo godersi la vita!

Vi avevamo già parlato dell'Alpe Devero e degli Orridi di Uriezzo, che sono qui dietro l'angolo. Poco più in là c'è la ValFormazza con le cascate del Toce e le Terme di Premia oppure la ValVigezzo con Santa Maria Maggiore dove si svolgono il Raduno internazionale degli Spazzacamini e il Mercato di Natale durante il ponte dell'Immacolata.
Le valli dell'Ossola sono anche famose per Macugnaga e per la skiarea di Domobianca. 

Dal punto di vista gastronomico non vi potete perdere salumi e formaggi di queste valli (tra cui il raro Bettelmatt) oltre agli gnocchi di castagne e zucca. Alla succitata Latteria Antigoriana troverete innumerevoli prelibatezze, per noi ormai è una tappa fissa delle scorribande ossolane.

Per ulteriori informazioni pratiche cliccate qui e troverete tutte le risposte ai vostri dubbi. Vengono organizzate anche visite guidate ai presepi alla portata di tutti.

In qualsiasi stagione dell'anno, l'Ossola non vi deluderà. Per noi è una scoperta continua!