domenica 29 maggio 2016

Open Day JRC Ispra - voglio essere uno scienziato anche io!

Il JRC Joint Research Center di Ispra (VA) è il luogo dove tutti vorremmo lavorare.

Vari padiglioni in mezzo al verde, ai prati e ai boschi, dove scienziati di ogni tipo (acqua, terremoti, clima, tsunami, dna, sicurezza, alimentazione....) lavorano, fanno esperimenti, collaborano con istituzioni straniere e qualsiasi cosa voi abbiate mai immaginato che faccia uno scienziato. 

Vengono da tutte le parti del mondo per lavorare qui, o fare uno stage o semplicemente un corso di formazione.

Il posto è molto ameno, tra il Lago Maggiore e il Lago di Monate e ogni due anni apre al pubblico per un Open Day fantastico con moltissime attività per grandi e piccoli.



Per noi ieri è stata la seconda volta (la prima nel 2011) e come ci ricordavamo è stato molto interessante, nonostante il caldo e la fatica di una giornata che è iniziata quasi all'alba tra piscina e festa della scuola media.

Per partecipare ci si deve iscrivere molto prima attraverso il link dedicato, e una volta giunti al Centro Ricerche si fa un vero e proprio check-in con carte d'identità e verifica della registrazione.

Ad ogni partecipante viene consegnato un pass e poi si è liberi di girare come e per quanto si vuole tra i padiglioni di ricerca.



Sulla mappa è possibile orientarsi e scegliere da dove cominciare. Ci sono anche delle navette interne perchè l'area è grande 170 ettari e le distanze se fa caldo sembrano enormi.


Questa volta avevamo poco tempo, siamo arrivati dopo pranzo e necessariamente abbiamo dovuto scegliere due o tre attività in padiglioni tra loro vicini, sperando che non ci fosse troppa gente!

Il primo padiglione dove siamo entrati è stato il Laboratorio Europeo per le Verifiche Strutturali (ELSA). Ci eravamo già stati la prima volta ma ci è piaciuto ancora.
In questo padiglione gli scienziati studiano la tenuta dei materiali e degli edifici per essere di supporto agli enti di prevenzioni antisismica e alle unità di crisi.

All'interno del padiglione c'è il cosiddetto Reaction Wall, un muro enorme che serve per effettuare le prove di vulnerabilità degli edifici in scala reale e dei materiali da costruzione.  



Inoltre viene offerta a tutti i partecipanti all'open day la possibilità di costruire una casetta con una specie di lego e metterla su una piattaforma che simula il movimento e la potenza di terremoti famosi (tipo il Friuli o Città del Messico) per vedere come e in quanto tempo la struttura crolla o si danneggia. 

Ovviamente resistono meglio le casette basse e solide, mentre quelle con più piani, con colonne o torri vengono - come nella realtà - irrimediabilmente danneggiate.





Poi ci siamo spostati al Laboratorio Europeo per la gestione della crisi (ECML) che si occupa di monitorare varie situazioni di criticità e di raccogliere e analizzare in tempo reale i dati provenienti da tutti gli enti collegati per poter intervenire in caso di disastro (tipo inondazioni, uragan, tsunami, terremoti).

Una delle attività del Laboratorio infatti è il Sistema di Allerta e Coordinamento Globale dei Disastri (GDACS) che in occasione di recenti e purtroppo famosi tsunami ha permesso di allertare le unità di crisi nel giro di poche decine di minuti dopo l'evento. Questo permette di monitorare l'andamento dello tsunami e di decidere in fretta come intervenire.

Un bravissimo scienziato ci ha raccontato infatti come si propaga uno tsunami: all'esterno del padiglione era stato montato un canale d'acqua nel quale venivano create delle onde positive o negative (a seconda che l'onda venga provocata da una sovrabbondanza o una mancanza d'acqua determinata dalla scossa di terremoto iniziale. Clicca qui per vedere un video prodotto dal Laboratorio). Nello stesso modo in cui si comportano le onde nel canaletto artificiale, così si comportano nell'Oceano. Incredibile.




Passeggiando poi per l'area del JRC si incontrano numerosissime altre attività, laboratori, cacce al tesoro, giochi e visite guidate.

Quest'anno c'erano più di 80 attività da fare. Il consiglio è quello di non farsi prendere dalla foga di fare tutto e di puntare a quello che potrebbe maggiormente attirare la vostra attenzione, qualcosa magari di insolito e di essere pronti anche alle sorprese e alla scoperta di cose nuove!

Importante per le famiglie. Ovunque ci sono posti di ristoro - organizzati dalle ProLoco dei dintorni - dove rifocillarsi, ma è possibile anche piazzarsi in un prato o sotto un albero per fare un pic-nic con il pranzo al sacco portato da casa.

Ci sono anche numerose fontanelle con acqua fresca e gratuita (all'ingresso infatti viene regalata una borraccia, utile anche quando tornerete alle vostre occupazioni quotidiane!).  Ci sono inoltre nei padiglioni macchinette del caffè e distributori di snack e bibite. 

Il luogo è adatto a visitatori di ogni età, famiglie con bambini e passeggini, studenti, giovani e anziani. 

Il JRC apre al pubblico ogni due anni. Appuntamento allora al 2018! Stay tuned!




1 commento:

daniela scerri ha detto...

Ma che bello Clara! Per i bambini deve essere un'esperienza incredibile e davvero interessante! Me lo segno!