sabato 27 ottobre 2012

Le pietre dei miei viaggi (e della mia vita)

Sono un'archeologa inside. Dentro, dentro, dentro, nel profondo. Anche se faccio tutt'altro nella vita. E che vuol dire? Non si può avere tutto nè sempre. Ergo, mi tengo la mia passione e il mio amore infinito per l'antico. Ma deve essere antico antico EH! Diciamo, almeno prima di Cristo. Altrimenti non mi piace.
Preferenze per l'Italia e il Mediterraneo, naturalmente. E il Medio Oriente dove cominciò la Storia con la S maiuscola. Insomma quella in cui gli uomini scrivevano, plasmavano vasi, commerciavano, lasciavano tracce. La preistoria mi interessa, ma troppo pochi resti per i miei gusti. E del "dopo" apprezzo la romanità e poco altro. 

Sono selettiva e me ne vanto, e se non l'ho ancora detto la mia vera passione sono gli Etruschi.

Per questa iniziativa "Le pietre dei miei viaggi" proposto come sempre dall'infaticabile Monica di Viaggi&Baci vi presento due siti archeologici in Italia, misconosciuti e bellissimi, e invece la terza...beh la terza foto non l'ho ancora decisa, vedremo.

Cave di Cusa, Selinunte, 1997. Gli amici che erano con noi, sono ancora amici dopo mille anni e una vacanza in cui furono trascinati nei posti più incredibili. Uno per tutti, proprio questo, le Cave di Cusa. Diciamo che è uno di quei luoghi che non si dimenticano. Tutto sembra irreale. Sparsi per l'area si possono vedere decine e decine di rocchi di enormi colonne e altre "pietre". E' il luogo in cui i Selinuntini trovavano il materiale per la costruzione dei famosi templi. Gli operai della cava realizzavano le opere in loco e poi li staccavano dal banco calcareo e li trasportavano al cantiere del tempio. Il luogo è suggestivo e surreale. Non solo per l'imponenza dei resti, ma soprattutto perchè sembra abbandonato da poco con decine e decine di enormi pezzi di colonne lasciati incompiuti. Infatti la cava fu attiva fino alla conquista punica nel 409 aC, in un giorno in cui l'attività si bloccò all'improvviso e tutti si diedero alla fuga senza far ritorno (quello che avrebbero voluto fare i nostri amici :)


Uscendo invece da Tarquinia (VT), seguite l'acquedotto medievale lasciandovi alle spalle il mare. Una strada bianca con molte buche vi porterà all'Ara della Regina. State calpestando il più grande tempio etrusco a noi noto. Rimane solo l'enorme basamento lungo poco meno di 80 metri (ma lungo il corso dei secoli la memoria del tempio si perse e il basamento sembra un altare per i giganti: da qui il nome Ara). Siete esattamente sul punto più alto del pianoro dove si trovava la città antica. E' proprio qui che Tagete il dio-bambino rivelò l'arte dell'auruspicina al popolo etrusco ed è qui che furono trovati i famosi cavalli alati che facevano parte del fregio del frontone, 
ora conservati al Museo Nazionale di Tarquinia.
 E fermandovi qui tra le colline arate a grano che si perdono a vista d'occhio verso l'orizzonte, non potrete che amare gli Etruschi, senza condizioni. Il luogo -ebbene sì, anche questo - è suggestivo e surreale. 
Intorno, nulla. Solo voi, il vento, il silenzio, le pietre etrusche.


 
Questo invece è un bellissimo ricordo del viaggio nel Peloponneso di due estati fa. Noi e una famiglia di amici tra siti archeologici di ogni tipo, famosi e ignoti sotto il cielo blu della Grecia. I miei figli e gli altri due bambini hanno apprezzato. Hanno apprezzato le gallerie, le mura ciclopiche, le colonne cadute, e - ne sono sicura - la luce e la maestosità dei luoghi. E hanno vissuto direttamente e assorbito il nostro entusiasmo come se anche per loro fosse naturale - chessò - fare la gara di corsa allo stadio di Olimpia o salire -sempre di corsa mi raccomando- gli scalini del teatro di Epidauro. 

Vi lascio con questo messaggio, in cui credo con tutta me stessa. Nei vostri viaggi con i bambini non evitate i siti archeologici. E' un bel modo - e spesso avventuroso - per imparare cose nuove e la storia del nostro mondo. C'è sempre qualcosa di divertente e insolito da fare. 
Anche solo percorrere una strada antica o toccare le mura ciclopiche ha il suo perchè.
Noi continueremo a farlo, ogni volta che se ne ripresenterà l'occasione. 
Che ne dite, venite con noi?

5 commenti:

Viaggi e Baci ha detto...

Il tuo messaggio, Clara, è il credo della mia vita.
Visitando i menhir e dolmen di Carnac a 8 anni mi è venuta la passione per l'antico e ho passato l'infanzia a sognare di fare l'archeologa. Quello che sono oggi lo devo anche a quell'incontro lì!
Mio figlio l'ho sempre portato in giro per rovine, dall'Acropoli di Atene all'età di 15 mesi ai siti Talaiotici di Minorca quest'estate e ne abbiamo entrambi splendidi ricordi. L'entusiasmo con cui si arrampica, con cui cerca di decifrare ciò che vede, con cui trova risposte a domande cosmiche mi fa impazzire ...

Palmy ha detto...

Sul coinvolgere i piccoli con me sfondi una porta aperta! Imparare viaggiando è uno dei mie motti e l'antichità attira moltissimo i bambini. Per la purezza e la semplicità delle forme: un tempio, una colonna, un edificio antico sono molto più immediatamente comprensibili di un palazzo barocco o di un quadro contemporaneo... Io pubblicherò le mie pietre lunedì!

Luna - Pizza Fichi e Zighini ha detto...

Splendide, e tra le 3 non saprei quale scegliere. Mi incanta la descrizione della prima. A selinunte sono stata ma alle cave no e guardando la tua foto, ora me ne rammarico moltissimo!
Quanto alla seconda, mi suscita un moto di vergogna perchè non abito lontanissimo da tarquinia..eppure quei posti non li ho mai visitati!!
La terza è bellissima e mi fa tornare alla mente uno splendido e indimenticabile viaggio fatto con la mia nonna speciale proprio in quei luoghi, ormai molti anni fa.
Lei era semiparalizzata a causa di un intervento sbagliato ma per i miei 18 anni mi ha regalato e ha regalato a sé stesa un viaggio in grecia durato la bellezza di un mese in cui abbiamo visitato senza limiti mentali, nè barriere psicologiche tutto quello che potevamo visitare. e quello che non potevamo visitare perchè magari veramente troppo difficile da raggiungere o impossibile da percorrere ci divertivamo a...immaginarlo!
Grazie delle belle emozioni che mi hai rievocato e complimenti per le tue pietre e per la tua filosofia di viaggio insieme ai bambini!
baci, buona domenica

acasadiclara ha detto...

grazie sono bellissimi i vostri commenti. come avrete potuto notare ho cambiato la seconda foto. era bella e suggestiva ma secondo me non rendeva l'idea di quello che stavo raccontando. ne ho messa una nuova che mostra quanto è enorme il sito e maestose le rovine. nel momento della foto era affollato di archeologic, ma di solito è immerso nel silenzio più totale!!!

The Family Company ha detto...

Come non condividere questo tuo meraviglioso post? Fosse solo per l'ultima frase!!!! Bellissime le tue pietre, Clara. Mi hai convinta. Ci porto i bimbi!! Un abbraccio