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lunedì 1 ottobre 2018

Dietro le quinte dell'Acquario di Genova

Era ben dieci anni che non tornavamo all'Acquario di Genova. Paolo non c'era ancora e Franz era piccolo piccolo.

Per dare più senso alla nostra giornata, appena arrivati all'Acquario abbiamo prenotato una visita guidata chiamata Dietro le quinte. Perché, a nostro parere,  è importantissimo sapere anche come funziona una struttura complessa come l'Acquario e venire a conoscenza dei progetti in corso relativi al recupero di alcune specie. 

La visita guidata ha un sovrapprezzo: è un regalo che ci siamo fatti, considerando che i biglietti d'ingresso li avevamo presi con i punti dell'Esselunga, non siamo rimasti a dormire a Genova e anche per il viaggio in treno abbiamo approfittato di un'offerta tutto sommato conveniente.

L'Acquario ci ha lasciati, come ci ricordavamo, stupefatti e ammirati. Abbiamo particolarmente apprezzato la vasca con i lamantini, le foche, gli squali, la vasca delle razze. Mentre quella dei pinguini purtroppo è sempre troppo piccola e gli animaletti ci sembrano sempre troppo tristi.







Aggiungo che, dopo aver visitato anche l'Oceanographic di Valencia, l'Acquario di Genova mi è sembrato troppo stretto e troppo affollato. Resta tuttavia una bella gita da cui siamo tornati molto soddisfatti.

Tornando al Dietro le quinte, si tratta di un percorso a tappe, lungo il quale, guidati da una biologa marina, siamo potuti entrare in stanze solitamente off-limits.

La prima tappa è stato il laboratorio del plancton, dove abbiamo potuto - grandi e piccoli - vedere al microscopio e poi proiettato su uno schermo il movimento di questi minuscoli organismi.





Poi siamo passati alle vasche delle meduse, anzi dietro le vasche delle meduse per vedere dove vengono 'allevati' e monitorati i cuccioli (si potrà dire cuccioli di medusa? insomma la nursery 😁) . Come vi posso far capire quanto erano belli? Assistere ad uno spettacolo del genere è impagabile!




Un'altra tappa sono le cucine, dove viene preparato il cibo per i pesci e per gli altri abitanti dell'acquario (in quantità inimmaginabile: ad esempio i lamantini mangiano 100 kg di verdura al giorno, i delfini 10 kg di pesce etc etc)

Il percorso dura un'ora e mezza. Vi consiglio assolutamente di provarlo, per sensibilizzare i bambini anche al fatto che l'acquario non serve solo per vedere i pesci, ma soprattutto è un luogo dove i pesci vengono curati e studiati. Il Dietro le Quinte serve anche per conoscere aspetti del mondo marino sconosciuti alla maggior parte di noi e ad ascoltare in diretta i racconti degli scienziati.

Poi abbiamo continuato da soli il giro dell'Acquario. Abbiamo visto un addetto subacqueo che puliva la vasca verticale delle murene (nel posto giusto al momento giusto) 😄😄 e altre cose bellissime! 








mercoledì 21 marzo 2018

Al museo con i bambini - Il British Museum a Londra

Quando si visita una capitale, tocca scegliere cosa si ha intenzione di vedere. Il tempo non è mai abbastanza, gli interessi sono molti, bisogna scendere un po' a compromessi tra noi e i nostri figli.

Però su una cosa siamo sempre tutti d'accordo. Uno o due musei non devono mancare, soprattutto se sono musei famosissimi. Su Londra eravamo preparati: avevamo solo due giorni e mezzo e non volevamo farci mancare il British Museum nè lo Science Museum. Poi abbiamo fatto un salto anche alla Tate Modern che per una serie di coincidenze si trovava esattamente sulla nostra strada del ritorno verso casa.

Il British Museum. A casa nostra un mito. 
La Stele di Rosetta, altro mito. Paolo la scorsa estate era a cena ad un tavolo di quasi sconosciuti di età varia ed era l'unico che sapeva dov'era conservata (e non per merito nostro). 
Non avremmo potuto saltarlo per tutti l'oro del mondo.




Così in una bella Londra invernale dal clima inaspettatamente mite, ci siamo addentrati nell'ennesimo museo europeo famoso. Perché, lo sapete, il nostro approccio è: "non ho fatto tutti questi km per venire fin qui e non entrare al... (qui va messo il nome del museo: Guggenheim, Louvre, British, Van Gogh, ...secondo i gusti e l'occasione), ci entriamo, vediamo com'è, vediamo le cose essenziali, e quando siamo stufi usciamo".
E' un approccio che ci ha sempre premiato, anche quando i bambini erano piccoli e che ci ha permesso ogni volta che siamo stati al cospetto di un museo famoso (e non) di entrarci e vedere cose meravigliose.
A dire il vero, così poche volte ci è capitato di annoiarci che nemmeno me lo ricordo.

Cominciamo col dire che a Londra quasi tutti i musei sono gratuiti. Questo vi permetterà di affrontare la visita con molta filosofia e -se avete a disposizione  vari giorni di vacanza- di valutare di starci poco tempo e poi eventualmente ritornarci per vederne un altro pezzo.

Inoltre il museo offre varie attività da fare con i bambini e, anche nel caso in cui i genitori siano assolutamente a digiuno di arte e archeologia, il tutto diventa un bel tour divertente in famiglia.

Quando entrerete al British Museum, che ha una facciata da tempio greco, vi troverete nella luminosa Great Court, una (bellissima) sala d'ingresso coperta da un tetto ideato da Norman Foster.  Qui ci sono punti di ristoro, uno book-shop, spazio per sedersi.



Al punto informazioni (Families Desk) potete richiedere alcuni opuscoli per i percorsi kids: ci sono percorsi per i piccolissimi (3-5 con focus su forme e colori) e per i bambini delle elementari (6+, activity trail con vari focus su Grecia, Egitto, e altri).  
Noi abbiamo scelto il percorso sulla Grecia (qui si apre il pdf se volete avere un'anteprima) che con varie tappe vicino a statue , vasi, fregi, ritratti, permette di avere un panorama degli oggetti esposti e percorrere un tratto di storia delle civiltà mediterranee con spiegazioni a portata di famiglia.




Se avete tempo e forze, alla fine di un percorso, potete ritornare al Desk e prendere un nuovo opuscolo, ad esempio quello sull'Egitto, e ricominciare.

Nei week end e nei periodi di vacanza delle scuole inglesi al Desk è disponibile anche uno zainetto pieno di attività da fare che si 'noleggia' dietro deposito di 10£. Anche in questo caso vi sono diversi temi da scegliere come le Mummie Egizie, il Lavoro di Archeologo, la Vita nell'Antica Grecia e altri. C'è materiale per un paio d'ore di attività (ad esempio: scrivi il tuo nome in geroglifico, indovina l'amuleto, ispeziona i materiali per la mummificazione, ...). Noi non l'abbiamo provato, ma deve essere simile a quello disponibile al Museo dell'Acropoli di Atene che ci era piaciuto molto ed era molto interessante. 

Inoltre per fare un percorso a prova di bambini e cercare di interessarli ai capolavori del museo, esiste una traccia di 12 opere che assolutamente vanno viste.  E' un buon inizio e ovviamente poi sul cammino incontrerete senza dubbio altre opere che attireranno la vostra attenzione. In questo modo avrete l'occasione di vedere molte più sale di quelle che avevate preventivato! 


 12 objects to see with children


Come detto più sopra, noi siamo partiti dalla Grecia. I vasi sono bellissimi, ma sapete che non potrei dire altrimenti, i gioielli, le sculture, insomma è tutto bellissimo! 

Ma si viene al British soprattutto per rendere onore ai marmi del Partenone, i quali è dedicata un'intera galleria.
Come sapete, i marmi sono un po' qui e un po' ad Atene. Non si verrà mai ad un accordo, quindi tocca per forza fare un salto qui e uno ad Atene 😊 . 

Il luogo è solenne e il fregio delle Panatenee che in un tempo lontano girava intorno al tempio è sublime. E' come se il libro di storia dell'arte prendesse forma e si aprisse per lasciar svolgere la processione del peplo sacro. E' come se gli dei fossero davvero lì ad assistere alla cerimonia sacra. Sono così reali, così belli.





Poi vi sono (almeno) altre due sale importantissime che personalmente non potevo tralsciare: la sala del fregio del tempio di Figalia Bassae e la sala dedicata al Mausoleo di Alicarnasso.  

Questi sono due esempi di siti archeologici ignoti ai comuni mortali ma che io invece ho proprio stampati nel cervello fin dai tempi dell'università e che ho ritrovato con piacere tra queste sale.

Quello di Figalia Bassae è un tempio di Apollo - opera dello stesso architetto del Partenone -  piazzato a mille metri di altitudine tra le montagne della Messenia. Quando ci andammo, nel 1996 avanti Cristo, guidammo per 60 km di tornanti dalla costa (+ altri 60 km al ritorno, di notte, senza cenare) pur di vederlo. E cosa trovammo dopo esser scesi dalla macchina con lo stomaco capovolto dal viaggio????? Una tensostruttura che lo ricopriva interamente...immaginatevi lo sconforto. Abbiamo anche temuto che fosse chiuso del tutto. Per fortuna invece si poteva entrare e quello che ci apparve era un tempio - enorme considerando dove era stato costruito - con delle colonne tozzissime in pietra locale, abbastanza ben conservato (è stato inserito nei monumenti Unesco). 
Beh, che dirvi di più. Per me è stata davvero una scoperta trovare che il fregio che correva all'interno della cella è conservato appunto al British Museum. Un'emozione grandissima.

Il Mausoleo di Alicarnasso invece era una delle sette meraviglie del mondo antico (e qui vi sfido: sapete elencarle tutte? per la soluzione dovete aspettare la fine del post).
Era la tomba monumentale di Mausolo, satrapo della Caria, regione dell'Asia Minore, dove appunto si trovata Alicarnasso, l'attuale Bodrum in Turchia.  Quando morì, sua moglie Artemisia gli dedicò una tomba tanto magnifica che da allora le tombe monumentali presero il nome di mausolei. Tutto ciò era stato argomento di un corso monografico che avevo frequentato all'Università e a quanto mi ricordavo del Mausoleo non è rimasta in piedi una sola pietra. Ed effettivamente pare sia proprio così (i resti visibili ad Alicarnasso fanno poca notizia). Ma al British gli viene dedicata una sala con i resti del fregio che circondava l'edificio, dei cavalli, della biga e due enormi statue (forse) di Mausolo e Artemisia che danno la misura del tutto. Questa è stata la vera sorpresa: pensavo non fosse rimasto proprio nulla!!!! 




Passeggiando per le sale del Museo, ci siamo addentrati poi nella parte dedicata alla Mesopotamia e in particolare al palazzo reale di Ninive


La Mesopotamia deve essere stato un posto bellissimo e florido, ai suoi tempi ovvio. Il fregio, che racconta la caccia al leone del re Assurbanipal, accompagna idealmente il visitatore lungo il cammino attraverso il palazzo, mostrando la potenza del re e lo splendore del regno. Il susseguirsi delle scene di caccia è magnifico. I dettagli sono resi con perizia e cura meticolosa, la criniera del leone, le capigliature dei cacciatori (le barbe, fantastiche), le tuniche, i carri, le armi e i gioielli. Il movimento è vivace e le scene si svolgono senza soluzione di continuità su uno sfondo senza dettagli paesaggistici. 
Per grandi e piccoli sarà come essere davvero nelle sale e nei giardini del palazzo di Ninive!!!

Un altro oggetto che non volevamo assolutamente tralasciare è il cosiddetto Stendardo di Ur. Soprattutto perchè l'avevamo visto mille volte nei libri senza capirne le dimensioni reali: misura circa 49 cm x 32cm .....io ad esempio lo immaginavo decisamente più piccolo. E poi, resta di stucco, molto probabilmente non è uno stendardo!!! in realtà è una specie di cassetta lignea a forma di lingotto ricoperta da un mosaico in madreperla e lapislazzuli. Presenta due facce principali, una della 'della guerra' e l'altra detta 'della pace' (vedi foto qui sotto), in cui sono rappresentate rispettivamente - ordinate su tre registri - la parata dell'esercito e un banchetto al cospetto del re. Su questo lato c'è una figura, in fondo a destra, con un'arpa tra le braccia: lo strumento è assolutamente identico alle arpe trovate nelle sepolture di Ur.
A cosa servisse davvero non è chiaro, però è bellissimo! 



Ai ragazzi è piaciuto moltissimo osservare da vicino le singole figure. 

Siamo stati anche affascinati dai sigilli a cilindro. Ne abbiamo visti di bellissimi all'Altes Museum a Berlino e ogni volta che ne incontriamo ci fermiamo ad osservare i dettagli e come questi vengono impressi sulla superficie di destinazione. Spesso sono cilindri di argilla, ma a volte sono di pietre dure, come l'ossidiana. Servivano per apporre un sigillo, una firma cioè, per autenticare un atto ufficale di qualche tipo, ad esempio commerciale o notarile.




Come avrete capito, il British Museum pullula di tesori ad ogni angolo e potrei scriverne per altre dieci pagine. Delle grandi teste di Ramses, del (piccolo) Moai, delle mummie, dei vasi attici a figure nere, dei gioielli etruschi, ...

Insomma, pensatelo come un grosso bellissimo baule da cui tirare fuori stupore e magia una dopo l'altra! Non abbiate la pretesa di vedere tutto e subito. 

Se avete tempo, tornateci. 

Altrimenti accontentatevi di attraversarlo in due o tre ore, o finchè vi reggono le gambe. 


P.S. per i lettori che sono arrivati fin qui: vi ricordate dunque le sette meraviglie del mondo antico?  Eccole qui! 

 - Il Colosso di Rodi
 - Il faro dell'isola di Faro (Alessandria d'Egitto)
 - La piramide di Cheope
 - La statua di Zeus ad Olimpia
 - Il mausoleo di Alicarnasso
 - Il tempio di Artemide a Efeso
 - I giardini pensili di Babilonia

Ve le ricordavate tutte? :) 

domenica 22 ottobre 2017

In Francia con i bambini - una tenda speciale in Borgogna

La scorsa estate, come già sapete, abbiamo viaggiato per 24 giorni attraverso la Francia fino alla Normandia e ritorno. 

Come in tutti gli OTR (On The Road) che si rispettino, abbiamo organizzato il viaggio in varie tappe, otto per la precisione, che ci hanno permesso di viaggiare con la nostra auto partendo direttamente da casa e suddividere il viaggio in modo da non guidare troppo a lungo e goderci la vacanza.

Solo la prima tappa sarebbe stata la più lunga (altrimenti in Normandia non ci saremmo mai arrivati!!!), circa 700 km, mentre le altre non superavano i 300 km.  

I 700 km erano quelli che dividevano casa nostra dalla Borgogna dove avevamo deciso di fermarci a dormire, scegliendo di passare attraverso la Svizzera perchè nell'economia del viaggio avevamo valutato fosse più economico (e lo è, in effetti, poichè è vero che si deve acquistare la cosiddetta Vignette per le autostrade svizzere, ma la si acquista una volta all'anno, ammortizzando il costo già con il ritorno verso l'Italia, mentre passando dal tunnel del Monte Bianco si paga - 44 euro - sia all'andata che al ritorno).

Lo scopo della tappa era poi andare a Chatillon Sur Seine a visitare il Museo dove è conservato il famosissimo Cratere di Vix, un vaso enorme di fattura magno-greca risalente a metà del VI sec. a.C. trovato nella tomba di una principessa celtica alla fine degli anni '50. 

So cosa state pensando: robbba da archeologgggi (e vabbeh a noi piace così!!!)






Quindi è partita la solita ricerca matta e disperata di un alloggio per una notte, non lontano da Chatillon, da raggiungere al massimo in una giornata di viaggio.

Avevo già prenotato un albergo su booking ma ho scoperto che era troppo lontano per noi e non ci saremmo mai arrivati se non a notte fonda.

Mi sono rimessa alla ricerca e sul sito di Haute Marne Tourisme - la regione di riferimento - ho seguito con molta curiosità le tracce degli hébergements insolites, e cioè tutti quegli alloggi che quasi ovunque in Francia offrono da dormire sugli alberi, nelle roulotte gitane, nelle yurte mongole, e altro.

E ho trovato il nostro posto del cuore: le tende nomadi della foresta di Auberive.

Il luogo dove, se non fosse stato l'ultimo alloggio prenotato e la prima tappa di un lungo viaggio, forse saremmo stati almeno una notte in più.

Non vi so dire se ci sia piaciuto perché è davvero bello, perché è quello che cercavamo dopo un anno molto molto cittadino (almeno noi adulti), perché il tramonto è stato fantastico, perché eravamo gli unici ospiti, perché è da un sacco che vogliamo dormire in tenda e finalmente ci siamo riusciti, o perché avevamo bisogno di fresco e finalmente quella notte abbiamo dormito sotto un piumino a 12° di temperatura.

Fatto sta che la nostra tente nomade nella foresta di Auberive rimarrà per sempre tra i nostri migliori ricordi di viaggio.



La tenda è questa. 

Una tenda attrezzata per quattro persone ai margini del bosco. Una piattaforma di legno contro l'umidità e che serve anche da zona relax, con sdraio, tavolo e una piccola cucina da campo. Ci sono altre quattro tende di diversa capacità, una latrina a secco nel bosco, un blocco con doccia/lavandini e due aree per accendere il fuoco e raccontarsela sotto le stelle nelle sere d'estate. 

Intorno, solo boschi e campi dove pascolano mucche placide.





All'interno la tenda è abbastanza spaziosa. I letti sono fatti al vostro arrivo (qui eravamo in partenza e li avevamo già disfatti) e sono comodissimi. Poi c'è una stufa per la stagione fredda e un piccolo tavolino con sgabelli. Vi viene fornita una tanica con l'acqua e un carrellino per trasportare bagagli e annessi (la macchina si parcheggia altrove).


Ovviamente in tenda si entra senza scarpe. In ogni caso alla fine del soggiorno vi verrà chiesto di pulire l'interno, togliere le lenzuola, svuotare il secchio della latrina e riportare tutto alla casa cantoniera. Ovviamente(bis) i rifiuti si differenziano, si lascia pulito, non si fanno schiamazzi, e le solite belle cose che si imparano stando al 100% a contatto con la natura. Dentro la tenda c'è una pila a led, ma se volete altra luce ve la dovete portare. Anche il cibo conviene portarselo direttamente. Il paese di Auberive è a 1 km e ha solo un alimentari/panetteria, ma non rischierei di trovarlo chiuso.

Noi ci siamo arrivati dopo dieci ore di viaggio, ma non eravamo abbastanza stremati da non riuscire a godere del luogo, del cielo, dei rumori del bosco, dei profumi dei prati. 

Un luogo incantevole.




Il paese di Auberive è anche famoso per l'ex-abbazia cistercense, attualmente trasformata in centro culturale e location per eventi, filiazione dell'abbazia di Clairvaux - non lontana da qui - fondata da Bernardo (appunto, di Chiaravalle). 

Nel bellissimo parco vengono coltivati alberi da frutto rari (mele e pere) non presenti altrove.



venerdì 6 ottobre 2017

In Normandia con i bambini - gita al castello di Falaise

Tutto in Normandia parla di Guglielmo il Conquistatore

Ogni paese che visiterete, ogni abbazia, ogni castello, ogni porto, ha visto sicuramente una o molte gesta di Guglielmo o di qualcuno della sua famiglia.

Durante il nostro viaggio lo abbiamo incontrato spesso. Da Bayeux, dove le sue gesta sono narrate nel famoso arazzo, fino a Saint Valery sur Somme in Piccardia da dove partì effettivamente verso l'Inghilterra per combattere la battaglia di Hastings.

Guglielmo nacque proprio qui a Falaise, nel dipartimento del Calvados, e venne soprannominato Il Bastardo, poichè figlio di Roberto il Magnifico, quarto Duca di Normandia, e Arlette, la figlia di un conciatore del villaggio. 

Divenne un potente feudatario e fu lui appunto che condusse le truppe normanne oltre Manica e vinse nella battaglia di Hastings del 1066.  Guglielmo venne allora chiamato il Conquistatore e quindi Guglielmo I d'Inghilterra.


  

Siamo capitati a Falaise durante la festa medievale e ci siamo immersi subito nel villaggio sorto all'interno del castello con figuranti in costume, tornei di cavalieri, giochi antichi e duelli di vario tipo. 



Il castello, pesantemente restaurato con cemento armato (sigh), conserva ancora comunque tutto il suo fascino e la sua possanza, è ancora visibile tutto il giro delle mura con tutte le torri e dall'alto di uno sperone roccioso domina maestoso tutta la valle sottostante.

All'entrata viene fornito un tablet touch screen che si attiva lungo il percorso permettendo di rivivere tramite la realtà virtuale come erano in origine gli ambienti del castello, i mobili, gli oggetti della vita quotidiana. 

Si passa inizialmente nella cosiddetta Aula, cioè la sala pubblica dedicata all'incontro tra il signore del castello e chi veniva a visitarlo, dove veniva esercitata la giustizia, dove si svolgevano assemblee di vario tipo. E' anche lo spazio per le feste e dovete immaginarvela con tappeti al suolo e tende variopinte alle pareti, nonché con un trono che campeggia sulla parete di fondo.

A fianco dell'Aula si trova la Camera, che era lo spazio privato del signore e che probabilmente in origine non prevedeva un muro di separazione dall'Aula ma solo dei pesanti tendaggi o qualche tipo di pannello mobile, in modo da variare l'ampiezza degli spazi secondo necessità.

Si visita poi il Petit-Donjon, una sala del castello che venne aggiunta in un secondo tempo e che doveva avere dei tratti eleganti dovuti al periodo del dominio inglese. Una sala con camino, sicura, lontano dal via vai del castello.

Infine si entra nella Tour Talbot la cui costruzione evidentemente a scopo difensivo risale al dominio francese di Falesie attorno al XIII sec. 

Il bello è che tutto questo non è reale ma solo immaginabile e intellegibile grazie alla tecnologia applicata alla didattica che è il punto forte della visita a questo castello. Oltre al tablet, percorrendo le varie sale si attivano anche dei video murali in cui vari personaggi a grandezza naturale come Guglielmo, suo padre Roberto, sua moglie Matilda e molti altri prendono vita e raccontano come la propria storia sia intrecciata alle vicende della storia di Normandia. 

E' un'esperienza davvero coinvolgente soprattutto per i bambini, che si possono così avvicinare alla storia medievale immergendosi totalmente nella vita del castello e dei suoi abitanti.







venerdì 22 settembre 2017

Road trip in Normandia - 7 luoghi imperdibili + 1 (e molte foto)

Cose da vedere e da fare in Normandia ce ne sono millantamila e scegliere non è facile. Ci siamo basati un po' sui nostri interessi e un po' su quelli dei ragazzi, che ormai hanno 10 e 14 anni.

Il tempo è stato sempre bello e quindi abbiamo privilegiato luoghi all'aperto e nella natura, magari vicino ad una spiaggia dove poter fare un pic nic, sguazzare un po', far volare l'aquilone.

1) non posso che partire da Bayeux e dal suo famosissimo arazzo conservato nel Musée de la Tapisserie de Bayeux, a due passi dalla cattedrale. 

La cittadina innanzitutto è notevole: non fu distrutta dagli alleati e conserva ancora numerosi edifici e scorci medievali. Al sabato mattina è luogo di un mercato agricolo fantastico dove fare scorta di frutta e verdura a km 0 (noi abbiamo acquistato zucchine dolci dalla buccia gialla, prugne reine-claude - quelle verdi piccole e dolcissime, sidro normanno e patate bretoni coltivate nella sabbia). 

Noi ci siamo capitati a nell'unico giorno piovoso di tutta la vacanza, ovviamente con il sole è ancora più bella!

La cattedrale gotica fu consacrata nel 1077 da Guglielmo il Conquistatore e fino al XVIII secolo una volta all'anno vi veniva esposto l'arazzo, che - lungo 70 m. - si svolgeva lungo tutta la navata centrale.  

L'arazzo attualmente è conservato in una teca in atmosfera protetta. In realtà si tratta di un telo di lino ricamato (non esattamente un arazzo dunque) e racconta la partenza di Guglielmo per l'Inghilterra dove combatterà la battaglia di Hastings nel 1066. E' senza dubbio un'opera collettiva ovviamente (simile a quanto stanno facendo le volontarie del museo di Ladby in Danimarca) ed è come un grosso fumettone: è denso di particolari e di dettagli, il ricamo è molto fine e molto colorato, le scene si susseguono con ritmo (cavalli, navi, scende di corte e di vita quotidiana, ...), il racconto di un'epopea che assume i toni del mito. La visita si svolge quasi al buio, con un'audioguida (anche in italiano) camminando lungo l'arazzo. Purtroppo non si possono fare fotografie, quindi vi metto qui di seguito alcune immagini prese dal sito del museo






2) la Pointe du Hoc. Questa è la falesia -a metà strada tra Omaha beach e Utah beach- attorno a cui si svolse la battaglia all'alba del 6 giugno 1944. Il luogo è stato lasciato così com'era dopo la guerra con i crateri delle granate dei cannoni e i bunker distrutti. Un luogo di grande suggestione, con accesso gratuito, come si addice a tutti i memoriali, e silenzioso. Lungo i vialetti di accesso alcuni pannelli raccontano le storie dei soldati che morirono nella missione di neutralizzare le difese nemiche (gli Alleati dovettero scalare la scogliera alta 30 m. sotto il fuoco tedesco)



              (veduta aerea della Pointe du Hoc - photo credit Normandie Tourisme)


3) Arromanches è una piccola stazione balneare con molto fascino, bellissime case d'epoca a graticcio affacciate sulla la spiaggia, giardini con prati verdi e ortensie fiorite. 

Poiché questa costa è priva di veri porti (a parte un paio), gli Alleati decisero di installare ad Arromanches un porto temporaneo galleggiante chiamato Mulberry per favorire le operazioni dello sbarco. Un'operazione ardita che prevedeva di trasportare in (quasi) gran segreto via mare dall'Inghilterra numerosissimi materiali tra cui piattaforme, pontili, passerelle e strade galleggianti. Il porto raggiungeva i due km dalla riva dove vennero affondate alcune vecchie navi e altri cassoni di cemento per creare una barriera frangiflutti al largo della costa.

I resti del porto artificiale sono ancora visibili sulla spiaggia di Arromanches (cercate di arrivare durante la bassa marea e potrete raggiungere i più vicini a piedi). La spiaggia, poi, è ampia, sabbiosa, con molte conchiglie. La marea che risale velocemente, è uno spettacolo senza confronti.

 foto d'epoca (photo credit www.musee-arromanches.fr)






4) il cimitero americano di Colleville-sur-mer è praticamente sulla spiaggia. Sulla stessa spiaggia dove sbarcarono moltissimi dei soldati che vi sono seppelliti. Solo un tratto di dune separa il cimitero e il mare. 

La spiaggia di Omaha Beach (in realtà si tratta delle spiagge di tre diversi villaggi vicini che nelle operazioni di sbarco del '44 vennero chiamate in codice con lo stesso nome di Omaha) fu quella dove l'esercito americano registrò il maggior numero di vittime durante la Battaglia di Normandia. 

Non ci sono parole per raccontare l'emozione e la stretta al cuore che si prova passeggiando per l'immenso prato pieno di croci bianche. Solo silenzio e una preghiera per tutti gli uomini e le donne in qualsiasi parte del mondo caduti per difendere la libertà.



5) Veules les Roses non è solo il paese attraversato dal più corto fiume di Francia ma è anche un paesino bellissimo con case d'epoca sotto tutela dei beni culturali, ed è anche una bella spiaggia di ciottoli e sabbia incastonata tra alte scogliere.

Ci siamo arrivati che era appena finito di piovere e, come spesso è successo durante il nostro viaggio, alla fine del temporale il cielo si è liberato completamente dalle nuvole per molte ore. 

Dal parcheggio ai margini del paese ci si incammina dalla sorgente del fiume fino alla spiaggia sempre costeggiando l'acqua (si può fare anche il percorso al contrario, ovvio). All'inizio appena dopo la sorgente si incontrano i cressoniéres, gli orti di crescione, una specie di insalata che cresce a filo d'acqua, e poi si cammina tra case bellissime con tetti di paglia, gardini fioriti, ponticelli, mulini. 

E' un luogo incantevole e molto molto francese. Dopo circa un'oretta si arriva alla spiaggia, sabbiosa con la bassa marea, altrimenti di ciottoli. Sul lungomare ci sono una biblioteca da spiaggia (molto frequenti in Normandia) con sdraio colorate vista mare, una piscinetta ad uso gratuito per bambini piccoli, un parco giochi e una scuola di vela. 

E' l'ultimo posto che abbiamo visto in Normandia e ci è rimasto nel cuore! 
















6) ad Honfleur siamo capitati che era Ferragosto. Per fortuna siamo sempre abbastanza mattinieri e abbiamo potuto visitare la cittadina con agio e prima che la folla la invadesse. 

Il luogo più importante è il Vieux Bassin, un bacino interno che fa da porto al riparo delle maree. Intorno resistono ancora le vecchie case a graticcio (alcune a dire il vero abbastanza stortignaccole...) alte e strette che mi hanno ricordato tantissimo quelle liguri. Dietro l'angolo ci sono un paio di viette ancora conservate come nel medioevo che vi riportano immediatamente indietro di qualche secolo. 

Non potete poi mancare di passeggiare per le vie acciottolate della città fino alla chiesa di Santa Caterina, che ha il tetto a forma di barca rovesciata, tanto per sottolineare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il carattere e la tradizione marinara di Honfleur. Intorno alla chiesa di solito c'è il mercato dove si possono assaggiare galettes bretonnes di tutti i tipi e prodotti locali (a pochi passi c'è anche il parco pubblico con prati impeccabili e fiori a go-go).
Lungo la rue Haute che porta in direzione della spiaggia si possono vedere tantissime case a graticcio ancora ben conservate.

Per arrivare a Honfleur da nord dovrete percorrere il famoso e abbastanza impressionante Pont de Normandie (a pedaggio) sopra la Senna all'altezza di Le Havre. Se siete appassionati di ponti, è percorribile anche a piedi o in bici gratuitamente.











7) beh l'ultimo posto imperdibile (e non è davvero l'ultimo ) sono le scogliere di Etretat. Dire che è un posto spettacolare è poco, soprattutto se siete fortunati - come è accaduto a noi - e riuscite a vederlo con il sole, il cielo azzurro e la bassa marea. Dovete sapere che la marea qui è abbastanza forte, anche 5-6 metri di dislivello tra la bassa e l'alta. Questo significa che la spiaggia non è mai uguale a se stessa e se non state attenti e non seguite gli avvertimenti della guardia costiera vi dovranno venire a recuperare perché siete rimasti bloccati da qualche parte. 

Circa quattro ore prima del ritorno della marea, una barca costeggia le spiagge con un segnale di avviso. Siatene consapevoli! 

Dunque, la mattina che siamo arrivati ad Etretat c'era bassa marea, questo ci ha permesso di inoltrarci e camminare lungo la spiaggia ai piedi della falesia d'Aval (quella a sinistra , per intenderci, guardando il mare). Si arriva ad una grotta e ad un tunnel da cui si raggiunge un'altra spiaggia ai piedi della famosa Aiguille. 
La spiaggia è fatta di ciottoli bianchi e rotondi detti galets, che non sono altro che il prodotto dello sbriciolamento della falesia sui cui hanno agito a lungo le onde del mare e l'andirivieni delle maree. Mi raccomando non portatene via nemmeno uno (un po' come in Sardegna sulle spiagge di quarzo di Is Arutas), ci sono cartelli ovunque che lo vietano e spiegano che i ciottoli sono parte integrante della vita della spiaggia e che servono a mantenere l'habitat naturale di questa costa. 

Indimenticabile anche il rumore che fanno i ciottoli quando si cammina sulla spiaggia (ma come faccio a spiegarvelo?).

E' possibile salire sulle falesie sia su quella d'Aval (solo a piedi, il sentiero parte dalla spiaggia) sia su quella d'Amont che può essere raggiunta anche in auto. Il panorama dalla cima delle falesie è unico e indimenticabile. Immagine viste mille volte nei quadri degli impressionisti, pensando alle quali sopravviverò all'inverno padano meglio che altre volte!!












8) e l'ottavo posto? se siete arrivati fin qui (e vi ringrazio) ce la farete di certo ad ascoltare ancora per due minuti i miei racconti. L'ottavo posto è la spiaggia di Deauville. Una lunga e profonda spiaggia di sabbia, probabilmente simile a molte altre da queste parti. Niente di speciale in verità, se non fosse che appena alle spalle della spiaggia c'è una lunga passerella di legno con innumerevoli cabine: si tratta in pratica di un unico lunghissimo stabilimento balneare, con ambienti vari, cabine, piccole piscinette per bambini sotto i portici e due famosi bar fronte spiaggia molto frequentati.  Davanti ad ogni cabina sulla balaustra c'è scritto il nome di un famoso attore o regista: è molto divertente camminare sulla promenade e leggere tutti nomi alla ricerca della propria star preferita!!! 

La spiaggia è punteggiata anche da tantissimi ombrelloni colorati che si chiudono come cabine di tela per offrire riparo dal vento che spesso soffia forte da queste parti (non il giorno che ci siamo stati noi). Ovviamente gli ombrelloni si possono affittare e anche le cabine. Indovinate io quale affitterei (a qualsiasi costo)? 

Inoltre questa è la spiaggia dove venne girato il film Un Uomo Una Donna di Leolouch, ve lo ricordate? Quello con la musica che fa così (nanana-na-nanana- na-nanana-na-na-na-na-nananana-na-na-nananana-na-na-na-na-na  vabbeh più o meno).

Dicono che anche la cittadina sia molto bella, con numerose ville d'epoca e negozi di lusso, ma la giornata era così bella e il traffico così simile a quello di Milano, che ci siamo accontentati di trascorrere il pomeriggio in spiaggia. Aggiungo che il sole ha indotto i miei figli a fare il bagno (e non erano i soli!)











Ovviamente durante i nostri giorni normanni abbiamo visitato tantissimi altri luoghi, ma questi ci sono sembrati davvero incontournables, come dicono i Francesi. 

A presto con altre chicche sulla Normandia! 

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Alcune note pratiche: 

Siamo stati in Normandia 10 giorni, all'interno di un viaggio in Francia on the road di 24 giorni, in auto dall'Italia.

Abbiamo alloggiato per la prima settimana in un gite rural nei dintorni di Bayeux (vicino al porto di Port-en-Bessin nel dipartimento del Calvados) e tre notti in un adorabile chambre d'hotes nella campagna alle spalle di Etretat nel dipartimento della Seine Maritime.

Per contenere i costi abbiamo cenato fuori solo due sere, per il resto ci siamo affidati ai supermercati locali che offrono delizie di ogni genere e ai mercati locali soprattutto per frutta e verdura.

Lungo le spiagge dello sbarco ci sono numerosi musei che raccontano i fatti della Bataille de Normandie (o anche operazione Overland), ma abbiamo scelto di visitarne solo uno a Bayeux che era già molto dettagliato e abbastanza faticoso da affrontare con didascalie solo in francese e inglese.

Ci siamo dedicati con passione ad assaggiare in ogni dove crepes, galettes, madeleines e biscotti al burro.