Visualizzazione post con etichetta family travel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta family travel. Mostra tutti i post

lunedì 1 ottobre 2018

Dietro le quinte dell'Acquario di Genova

Era ben dieci anni che non tornavamo all'Acquario di Genova. Paolo non c'era ancora e Franz era piccolo piccolo.

Per dare più senso alla nostra giornata, appena arrivati all'Acquario abbiamo prenotato una visita guidata chiamata Dietro le quinte. Perché, a nostro parere,  è importantissimo sapere anche come funziona una struttura complessa come l'Acquario e venire a conoscenza dei progetti in corso relativi al recupero di alcune specie. 

La visita guidata ha un sovrapprezzo: è un regalo che ci siamo fatti, considerando che i biglietti d'ingresso li avevamo presi con i punti dell'Esselunga, non siamo rimasti a dormire a Genova e anche per il viaggio in treno abbiamo approfittato di un'offerta tutto sommato conveniente.

L'Acquario ci ha lasciati, come ci ricordavamo, stupefatti e ammirati. Abbiamo particolarmente apprezzato la vasca con i lamantini, le foche, gli squali, la vasca delle razze. Mentre quella dei pinguini purtroppo è sempre troppo piccola e gli animaletti ci sembrano sempre troppo tristi.







Aggiungo che, dopo aver visitato anche l'Oceanographic di Valencia, l'Acquario di Genova mi è sembrato troppo stretto e troppo affollato. Resta tuttavia una bella gita da cui siamo tornati molto soddisfatti.

Tornando al Dietro le quinte, si tratta di un percorso a tappe, lungo il quale, guidati da una biologa marina, siamo potuti entrare in stanze solitamente off-limits.

La prima tappa è stato il laboratorio del plancton, dove abbiamo potuto - grandi e piccoli - vedere al microscopio e poi proiettato su uno schermo il movimento di questi minuscoli organismi.





Poi siamo passati alle vasche delle meduse, anzi dietro le vasche delle meduse per vedere dove vengono 'allevati' e monitorati i cuccioli (si potrà dire cuccioli di medusa? insomma la nursery 😁) . Come vi posso far capire quanto erano belli? Assistere ad uno spettacolo del genere è impagabile!




Un'altra tappa sono le cucine, dove viene preparato il cibo per i pesci e per gli altri abitanti dell'acquario (in quantità inimmaginabile: ad esempio i lamantini mangiano 100 kg di verdura al giorno, i delfini 10 kg di pesce etc etc)

Il percorso dura un'ora e mezza. Vi consiglio assolutamente di provarlo, per sensibilizzare i bambini anche al fatto che l'acquario non serve solo per vedere i pesci, ma soprattutto è un luogo dove i pesci vengono curati e studiati. Il Dietro le Quinte serve anche per conoscere aspetti del mondo marino sconosciuti alla maggior parte di noi e ad ascoltare in diretta i racconti degli scienziati.

Poi abbiamo continuato da soli il giro dell'Acquario. Abbiamo visto un addetto subacqueo che puliva la vasca verticale delle murene (nel posto giusto al momento giusto) 😄😄 e altre cose bellissime! 








lunedì 20 novembre 2017

Al Museo con i bambini - la Cité de la Mer a Cherbourg (Normandia)

Vi anticipo subito che la cittadina di Cherbourg non l'abbiamo nemmeno vista. In Francia è famosa perché piove sempre (e infatti esiste un film che si intitola Les parapluies de Cherbourg con Catherine Deneuve). 




Ma - cosa che d'altra parte vale per tutta la Normandia - non è del tutto vero. Il giorno che ci siamo stati noi splendeva il sole ed era pure tiepido.

La nostra meta era La Cité de la Mer, un museo tematico dedicato al mare e alla tradizione marinaresca della regione realizzato nella vecchia stazione dei transatlantici.

Cherbourg è fuori dai classici itinerari turistici della Normandia soprattutto a causa della sua posizione geografica in cima alla penisola del Cotentin di fronte all'Inghilterra. Non ci passi per caso di qui, ci devi venire intenzionalmente. I francesi definiscono un posto come questo le bout du monde "la fine del mondo". Appunto.

Pochi sanno che qui c'era una grande stazione marittima per i transatlantici (lo stesso Titanic si fermò nella baia per accogliere 281 viaggiatori francesi) e che durante lo sbarco alleato del '44 fu distrutta completamente essendo un caposaldo molto importante grazie alla sua rada artificiale, la cui costruzione risale a Luigi XIV.




I turisti vengono prevalentemente per visitare la Citè de la Mer e anche noi la scorsa estate non abbiamo resistito al richiamo della Redoutable, il più grande sottomarino visitabile al mondo che riposa in questo museo.

La Cité de la Mer, oltre al sottomarino nucleare (ben più grande del nostro amato Toti e che vale assolutamente da solo la visita) offre ai visitatori un acquario profondo 11 metri che non ci ha stupito troppo, una collezione di batiscafi o simili da immersione, una sezione dedicata al Titanic abbastanza interessante e una sorta di simulazione di immersione nei fondali marini chiamata On a marchè sous la mer (che sembrava più un telefilm tipo star trek de' noantri).



Il sottomarino, come detto, vale il viaggio, anche se non è il nostro primo sottomarino: abbiamo già visitato più volte il Toti a Milano e abbiamo visto in acqua a Genova il Nazario Sauro (io ho visto anche da fuori, passandoci vicino in traghetto, l'U-Boot di Amburgo). 

(N.d.r. sarebbe bello magari un OTR in giro per l'Europa sulle tracce dei sommergibili esistenti? chissà!!!)

La Redoutable di Cherbourg è molto più grande (è lungo 128 metri) ed è un sottomarino nucleare. Attualmente il più grande visitabile al mondo.
Al termine del suo servizio venne portato qui, perchè da sempre Cherbourg è sede di cantieri navali dedicati ai sottomarini. Quindi quale posto migliore? 

La Redoutable fu il primo sottomarino ad avere le camere con brande singole per i marinai (se avete visto il Toti, vi ricorderete che il personale di bordo dormiva in brande estraibili nell'unica grossa camera del sommergibile  - che fungeva anche da refettorio e sala break - e ci si scambiava la branda a fine turno. Una vitaccia..). C'era poi una mensa e un'area dedicata alla 'detente' cioè al relax tra un turno e l'altro. Le missioni potevano durare 70 giorni senza riemergere in superficie.

Aveva 135 membri di equipaggio e fu attivo per circa 20 anni fino al 1991 quando fu messo "a riposo". Nel 1996 il Ministero della Difesa francese decise di farlo diventare l'attrazione principale del futuro museo di Cherbourg.  Si dovette costruire una darsena apposita per ospitare il sommergibile: ovviamente si tratta di una darsena inserita in un contesto turistico e che quindi non assomiglia a nessuno dei bacini che solitamente ospitano i sottomarini nei cantieri navali. Inoltre è più alta del livello medio del mare e si dovette attendere l'alta marea per permettere lo spostamento del sommergibile. Dal 2012 attende i turisti alla Cité de la Mer.

E che dire del nome 'La Redoutable'? In italiano possiamo tradurlo come 'formidabile'. Gli altri sottomarini della sua classe hanno nomi simili e tutti molto ridondanti: le Terrible, le Foudroyant, le Tonnant, l'Inflexbile. Quelli della classe successiva si chiamavano le Triomphant, le Téméraire, Le Vigilant. Vi sembrano adatti dei sommergibili nucleari? A me sembrano perfetti per dei sommergibili nucleari FRANCESI (🌝).


Nel biglietto è compresa l'audioguida - anche in italiano - che vi accompagnerà nel ventre del natante. La visita dura 35 minuti (non molto) ma è decisamente ben fatta e interessante. 








A lato della darsena del sommergibile vi è un'area dedicata alla storia delle immersioni, ai sommergibili del futuro e una zona di simulatori, dove siamo stati un'eternità...!




Un'altra area che ci è piaciuta è stata la sezione dedicata all'emigrazione e al  Titanic che qui fece il suo primo scalo per accogliere un gruppo di viaggiatori francesi. Da allora Cherbourg divenne importante porto d'imbarco per numerose compagnie di navigazione verso le Americhe.



Si visita prima di tutto la vecchia Sala dei Bagagli della stazione marittima: lungo le pareti alcuni video fanno rivivere le emozioni degli emigrati, tramite installazioni interattive ci si immedesima nei passeggeri delle navi scegliendo nome e professione e scoprire che magari saremmo stati rimandati indietro a traversata conclusa; oppure si può indagare se tra gli immigrati arrivati in America c'era qualcuno con il nostro stesso cognome. Io ad esempio ho trovato che c'erano moltissimi che si chiamavano come me (ma nessun parente diretto). 







Poi la mostra permanente 'Titanic. Ritorno a Cherbourg' racconta della vita a bordo nelle varie classi e dell'ultima notte del transatlantico attraverso alcuni video murali, cabine arredate, pannelli esplicativi. 

L'acquario, che viene presentato come il più profondo del mondo (11 metri), in realtà non ci ha entusiasmato e nemmeno l'attività per famiglie chiamata "on a marche sous la mer" (diciamo che abbiamo visto di meglio).

Tutto sommato però mi sento di consigliarvi, se mai passerete da Cherbourg, una mezza giornata alla Cité de la Mer. Noi ne siamo usciti soddisfatti ed è stata una di quelle belle sorprese che ci capitano nei nostri on the road.

domenica 22 ottobre 2017

In Francia con i bambini - una tenda speciale in Borgogna

La scorsa estate, come già sapete, abbiamo viaggiato per 24 giorni attraverso la Francia fino alla Normandia e ritorno. 

Come in tutti gli OTR (On The Road) che si rispettino, abbiamo organizzato il viaggio in varie tappe, otto per la precisione, che ci hanno permesso di viaggiare con la nostra auto partendo direttamente da casa e suddividere il viaggio in modo da non guidare troppo a lungo e goderci la vacanza.

Solo la prima tappa sarebbe stata la più lunga (altrimenti in Normandia non ci saremmo mai arrivati!!!), circa 700 km, mentre le altre non superavano i 300 km.  

I 700 km erano quelli che dividevano casa nostra dalla Borgogna dove avevamo deciso di fermarci a dormire, scegliendo di passare attraverso la Svizzera perchè nell'economia del viaggio avevamo valutato fosse più economico (e lo è, in effetti, poichè è vero che si deve acquistare la cosiddetta Vignette per le autostrade svizzere, ma la si acquista una volta all'anno, ammortizzando il costo già con il ritorno verso l'Italia, mentre passando dal tunnel del Monte Bianco si paga - 44 euro - sia all'andata che al ritorno).

Lo scopo della tappa era poi andare a Chatillon Sur Seine a visitare il Museo dove è conservato il famosissimo Cratere di Vix, un vaso enorme di fattura magno-greca risalente a metà del VI sec. a.C. trovato nella tomba di una principessa celtica alla fine degli anni '50. 

So cosa state pensando: robbba da archeologgggi (e vabbeh a noi piace così!!!)






Quindi è partita la solita ricerca matta e disperata di un alloggio per una notte, non lontano da Chatillon, da raggiungere al massimo in una giornata di viaggio.

Avevo già prenotato un albergo su booking ma ho scoperto che era troppo lontano per noi e non ci saremmo mai arrivati se non a notte fonda.

Mi sono rimessa alla ricerca e sul sito di Haute Marne Tourisme - la regione di riferimento - ho seguito con molta curiosità le tracce degli hébergements insolites, e cioè tutti quegli alloggi che quasi ovunque in Francia offrono da dormire sugli alberi, nelle roulotte gitane, nelle yurte mongole, e altro.

E ho trovato il nostro posto del cuore: le tende nomadi della foresta di Auberive.

Il luogo dove, se non fosse stato l'ultimo alloggio prenotato e la prima tappa di un lungo viaggio, forse saremmo stati almeno una notte in più.

Non vi so dire se ci sia piaciuto perché è davvero bello, perché è quello che cercavamo dopo un anno molto molto cittadino (almeno noi adulti), perché il tramonto è stato fantastico, perché eravamo gli unici ospiti, perché è da un sacco che vogliamo dormire in tenda e finalmente ci siamo riusciti, o perché avevamo bisogno di fresco e finalmente quella notte abbiamo dormito sotto un piumino a 12° di temperatura.

Fatto sta che la nostra tente nomade nella foresta di Auberive rimarrà per sempre tra i nostri migliori ricordi di viaggio.



La tenda è questa. 

Una tenda attrezzata per quattro persone ai margini del bosco. Una piattaforma di legno contro l'umidità e che serve anche da zona relax, con sdraio, tavolo e una piccola cucina da campo. Ci sono altre quattro tende di diversa capacità, una latrina a secco nel bosco, un blocco con doccia/lavandini e due aree per accendere il fuoco e raccontarsela sotto le stelle nelle sere d'estate. 

Intorno, solo boschi e campi dove pascolano mucche placide.





All'interno la tenda è abbastanza spaziosa. I letti sono fatti al vostro arrivo (qui eravamo in partenza e li avevamo già disfatti) e sono comodissimi. Poi c'è una stufa per la stagione fredda e un piccolo tavolino con sgabelli. Vi viene fornita una tanica con l'acqua e un carrellino per trasportare bagagli e annessi (la macchina si parcheggia altrove).


Ovviamente in tenda si entra senza scarpe. In ogni caso alla fine del soggiorno vi verrà chiesto di pulire l'interno, togliere le lenzuola, svuotare il secchio della latrina e riportare tutto alla casa cantoniera. Ovviamente(bis) i rifiuti si differenziano, si lascia pulito, non si fanno schiamazzi, e le solite belle cose che si imparano stando al 100% a contatto con la natura. Dentro la tenda c'è una pila a led, ma se volete altra luce ve la dovete portare. Anche il cibo conviene portarselo direttamente. Il paese di Auberive è a 1 km e ha solo un alimentari/panetteria, ma non rischierei di trovarlo chiuso.

Noi ci siamo arrivati dopo dieci ore di viaggio, ma non eravamo abbastanza stremati da non riuscire a godere del luogo, del cielo, dei rumori del bosco, dei profumi dei prati. 

Un luogo incantevole.




Il paese di Auberive è anche famoso per l'ex-abbazia cistercense, attualmente trasformata in centro culturale e location per eventi, filiazione dell'abbazia di Clairvaux - non lontana da qui - fondata da Bernardo (appunto, di Chiaravalle). 

Nel bellissimo parco vengono coltivati alberi da frutto rari (mele e pere) non presenti altrove.



venerdì 6 ottobre 2017

In Normandia con i bambini - gita al castello di Falaise

Tutto in Normandia parla di Guglielmo il Conquistatore

Ogni paese che visiterete, ogni abbazia, ogni castello, ogni porto, ha visto sicuramente una o molte gesta di Guglielmo o di qualcuno della sua famiglia.

Durante il nostro viaggio lo abbiamo incontrato spesso. Da Bayeux, dove le sue gesta sono narrate nel famoso arazzo, fino a Saint Valery sur Somme in Piccardia da dove partì effettivamente verso l'Inghilterra per combattere la battaglia di Hastings.

Guglielmo nacque proprio qui a Falaise, nel dipartimento del Calvados, e venne soprannominato Il Bastardo, poichè figlio di Roberto il Magnifico, quarto Duca di Normandia, e Arlette, la figlia di un conciatore del villaggio. 

Divenne un potente feudatario e fu lui appunto che condusse le truppe normanne oltre Manica e vinse nella battaglia di Hastings del 1066.  Guglielmo venne allora chiamato il Conquistatore e quindi Guglielmo I d'Inghilterra.


  

Siamo capitati a Falaise durante la festa medievale e ci siamo immersi subito nel villaggio sorto all'interno del castello con figuranti in costume, tornei di cavalieri, giochi antichi e duelli di vario tipo. 



Il castello, pesantemente restaurato con cemento armato (sigh), conserva ancora comunque tutto il suo fascino e la sua possanza, è ancora visibile tutto il giro delle mura con tutte le torri e dall'alto di uno sperone roccioso domina maestoso tutta la valle sottostante.

All'entrata viene fornito un tablet touch screen che si attiva lungo il percorso permettendo di rivivere tramite la realtà virtuale come erano in origine gli ambienti del castello, i mobili, gli oggetti della vita quotidiana. 

Si passa inizialmente nella cosiddetta Aula, cioè la sala pubblica dedicata all'incontro tra il signore del castello e chi veniva a visitarlo, dove veniva esercitata la giustizia, dove si svolgevano assemblee di vario tipo. E' anche lo spazio per le feste e dovete immaginarvela con tappeti al suolo e tende variopinte alle pareti, nonché con un trono che campeggia sulla parete di fondo.

A fianco dell'Aula si trova la Camera, che era lo spazio privato del signore e che probabilmente in origine non prevedeva un muro di separazione dall'Aula ma solo dei pesanti tendaggi o qualche tipo di pannello mobile, in modo da variare l'ampiezza degli spazi secondo necessità.

Si visita poi il Petit-Donjon, una sala del castello che venne aggiunta in un secondo tempo e che doveva avere dei tratti eleganti dovuti al periodo del dominio inglese. Una sala con camino, sicura, lontano dal via vai del castello.

Infine si entra nella Tour Talbot la cui costruzione evidentemente a scopo difensivo risale al dominio francese di Falesie attorno al XIII sec. 

Il bello è che tutto questo non è reale ma solo immaginabile e intellegibile grazie alla tecnologia applicata alla didattica che è il punto forte della visita a questo castello. Oltre al tablet, percorrendo le varie sale si attivano anche dei video murali in cui vari personaggi a grandezza naturale come Guglielmo, suo padre Roberto, sua moglie Matilda e molti altri prendono vita e raccontano come la propria storia sia intrecciata alle vicende della storia di Normandia. 

E' un'esperienza davvero coinvolgente soprattutto per i bambini, che si possono così avvicinare alla storia medievale immergendosi totalmente nella vita del castello e dei suoi abitanti.







venerdì 22 settembre 2017

Road trip in Normandia - 7 luoghi imperdibili + 1 (e molte foto)

Cose da vedere e da fare in Normandia ce ne sono millantamila e scegliere non è facile. Ci siamo basati un po' sui nostri interessi e un po' su quelli dei ragazzi, che ormai hanno 10 e 14 anni.

Il tempo è stato sempre bello e quindi abbiamo privilegiato luoghi all'aperto e nella natura, magari vicino ad una spiaggia dove poter fare un pic nic, sguazzare un po', far volare l'aquilone.

1) non posso che partire da Bayeux e dal suo famosissimo arazzo conservato nel Musée de la Tapisserie de Bayeux, a due passi dalla cattedrale. 

La cittadina innanzitutto è notevole: non fu distrutta dagli alleati e conserva ancora numerosi edifici e scorci medievali. Al sabato mattina è luogo di un mercato agricolo fantastico dove fare scorta di frutta e verdura a km 0 (noi abbiamo acquistato zucchine dolci dalla buccia gialla, prugne reine-claude - quelle verdi piccole e dolcissime, sidro normanno e patate bretoni coltivate nella sabbia). 

Noi ci siamo capitati a nell'unico giorno piovoso di tutta la vacanza, ovviamente con il sole è ancora più bella!

La cattedrale gotica fu consacrata nel 1077 da Guglielmo il Conquistatore e fino al XVIII secolo una volta all'anno vi veniva esposto l'arazzo, che - lungo 70 m. - si svolgeva lungo tutta la navata centrale.  

L'arazzo attualmente è conservato in una teca in atmosfera protetta. In realtà si tratta di un telo di lino ricamato (non esattamente un arazzo dunque) e racconta la partenza di Guglielmo per l'Inghilterra dove combatterà la battaglia di Hastings nel 1066. E' senza dubbio un'opera collettiva ovviamente (simile a quanto stanno facendo le volontarie del museo di Ladby in Danimarca) ed è come un grosso fumettone: è denso di particolari e di dettagli, il ricamo è molto fine e molto colorato, le scene si susseguono con ritmo (cavalli, navi, scende di corte e di vita quotidiana, ...), il racconto di un'epopea che assume i toni del mito. La visita si svolge quasi al buio, con un'audioguida (anche in italiano) camminando lungo l'arazzo. Purtroppo non si possono fare fotografie, quindi vi metto qui di seguito alcune immagini prese dal sito del museo






2) la Pointe du Hoc. Questa è la falesia -a metà strada tra Omaha beach e Utah beach- attorno a cui si svolse la battaglia all'alba del 6 giugno 1944. Il luogo è stato lasciato così com'era dopo la guerra con i crateri delle granate dei cannoni e i bunker distrutti. Un luogo di grande suggestione, con accesso gratuito, come si addice a tutti i memoriali, e silenzioso. Lungo i vialetti di accesso alcuni pannelli raccontano le storie dei soldati che morirono nella missione di neutralizzare le difese nemiche (gli Alleati dovettero scalare la scogliera alta 30 m. sotto il fuoco tedesco)



              (veduta aerea della Pointe du Hoc - photo credit Normandie Tourisme)


3) Arromanches è una piccola stazione balneare con molto fascino, bellissime case d'epoca a graticcio affacciate sulla la spiaggia, giardini con prati verdi e ortensie fiorite. 

Poiché questa costa è priva di veri porti (a parte un paio), gli Alleati decisero di installare ad Arromanches un porto temporaneo galleggiante chiamato Mulberry per favorire le operazioni dello sbarco. Un'operazione ardita che prevedeva di trasportare in (quasi) gran segreto via mare dall'Inghilterra numerosissimi materiali tra cui piattaforme, pontili, passerelle e strade galleggianti. Il porto raggiungeva i due km dalla riva dove vennero affondate alcune vecchie navi e altri cassoni di cemento per creare una barriera frangiflutti al largo della costa.

I resti del porto artificiale sono ancora visibili sulla spiaggia di Arromanches (cercate di arrivare durante la bassa marea e potrete raggiungere i più vicini a piedi). La spiaggia, poi, è ampia, sabbiosa, con molte conchiglie. La marea che risale velocemente, è uno spettacolo senza confronti.

 foto d'epoca (photo credit www.musee-arromanches.fr)






4) il cimitero americano di Colleville-sur-mer è praticamente sulla spiaggia. Sulla stessa spiaggia dove sbarcarono moltissimi dei soldati che vi sono seppelliti. Solo un tratto di dune separa il cimitero e il mare. 

La spiaggia di Omaha Beach (in realtà si tratta delle spiagge di tre diversi villaggi vicini che nelle operazioni di sbarco del '44 vennero chiamate in codice con lo stesso nome di Omaha) fu quella dove l'esercito americano registrò il maggior numero di vittime durante la Battaglia di Normandia. 

Non ci sono parole per raccontare l'emozione e la stretta al cuore che si prova passeggiando per l'immenso prato pieno di croci bianche. Solo silenzio e una preghiera per tutti gli uomini e le donne in qualsiasi parte del mondo caduti per difendere la libertà.



5) Veules les Roses non è solo il paese attraversato dal più corto fiume di Francia ma è anche un paesino bellissimo con case d'epoca sotto tutela dei beni culturali, ed è anche una bella spiaggia di ciottoli e sabbia incastonata tra alte scogliere.

Ci siamo arrivati che era appena finito di piovere e, come spesso è successo durante il nostro viaggio, alla fine del temporale il cielo si è liberato completamente dalle nuvole per molte ore. 

Dal parcheggio ai margini del paese ci si incammina dalla sorgente del fiume fino alla spiaggia sempre costeggiando l'acqua (si può fare anche il percorso al contrario, ovvio). All'inizio appena dopo la sorgente si incontrano i cressoniéres, gli orti di crescione, una specie di insalata che cresce a filo d'acqua, e poi si cammina tra case bellissime con tetti di paglia, gardini fioriti, ponticelli, mulini. 

E' un luogo incantevole e molto molto francese. Dopo circa un'oretta si arriva alla spiaggia, sabbiosa con la bassa marea, altrimenti di ciottoli. Sul lungomare ci sono una biblioteca da spiaggia (molto frequenti in Normandia) con sdraio colorate vista mare, una piscinetta ad uso gratuito per bambini piccoli, un parco giochi e una scuola di vela. 

E' l'ultimo posto che abbiamo visto in Normandia e ci è rimasto nel cuore! 
















6) ad Honfleur siamo capitati che era Ferragosto. Per fortuna siamo sempre abbastanza mattinieri e abbiamo potuto visitare la cittadina con agio e prima che la folla la invadesse. 

Il luogo più importante è il Vieux Bassin, un bacino interno che fa da porto al riparo delle maree. Intorno resistono ancora le vecchie case a graticcio (alcune a dire il vero abbastanza stortignaccole...) alte e strette che mi hanno ricordato tantissimo quelle liguri. Dietro l'angolo ci sono un paio di viette ancora conservate come nel medioevo che vi riportano immediatamente indietro di qualche secolo. 

Non potete poi mancare di passeggiare per le vie acciottolate della città fino alla chiesa di Santa Caterina, che ha il tetto a forma di barca rovesciata, tanto per sottolineare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il carattere e la tradizione marinara di Honfleur. Intorno alla chiesa di solito c'è il mercato dove si possono assaggiare galettes bretonnes di tutti i tipi e prodotti locali (a pochi passi c'è anche il parco pubblico con prati impeccabili e fiori a go-go).
Lungo la rue Haute che porta in direzione della spiaggia si possono vedere tantissime case a graticcio ancora ben conservate.

Per arrivare a Honfleur da nord dovrete percorrere il famoso e abbastanza impressionante Pont de Normandie (a pedaggio) sopra la Senna all'altezza di Le Havre. Se siete appassionati di ponti, è percorribile anche a piedi o in bici gratuitamente.











7) beh l'ultimo posto imperdibile (e non è davvero l'ultimo ) sono le scogliere di Etretat. Dire che è un posto spettacolare è poco, soprattutto se siete fortunati - come è accaduto a noi - e riuscite a vederlo con il sole, il cielo azzurro e la bassa marea. Dovete sapere che la marea qui è abbastanza forte, anche 5-6 metri di dislivello tra la bassa e l'alta. Questo significa che la spiaggia non è mai uguale a se stessa e se non state attenti e non seguite gli avvertimenti della guardia costiera vi dovranno venire a recuperare perché siete rimasti bloccati da qualche parte. 

Circa quattro ore prima del ritorno della marea, una barca costeggia le spiagge con un segnale di avviso. Siatene consapevoli! 

Dunque, la mattina che siamo arrivati ad Etretat c'era bassa marea, questo ci ha permesso di inoltrarci e camminare lungo la spiaggia ai piedi della falesia d'Aval (quella a sinistra , per intenderci, guardando il mare). Si arriva ad una grotta e ad un tunnel da cui si raggiunge un'altra spiaggia ai piedi della famosa Aiguille. 
La spiaggia è fatta di ciottoli bianchi e rotondi detti galets, che non sono altro che il prodotto dello sbriciolamento della falesia sui cui hanno agito a lungo le onde del mare e l'andirivieni delle maree. Mi raccomando non portatene via nemmeno uno (un po' come in Sardegna sulle spiagge di quarzo di Is Arutas), ci sono cartelli ovunque che lo vietano e spiegano che i ciottoli sono parte integrante della vita della spiaggia e che servono a mantenere l'habitat naturale di questa costa. 

Indimenticabile anche il rumore che fanno i ciottoli quando si cammina sulla spiaggia (ma come faccio a spiegarvelo?).

E' possibile salire sulle falesie sia su quella d'Aval (solo a piedi, il sentiero parte dalla spiaggia) sia su quella d'Amont che può essere raggiunta anche in auto. Il panorama dalla cima delle falesie è unico e indimenticabile. Immagine viste mille volte nei quadri degli impressionisti, pensando alle quali sopravviverò all'inverno padano meglio che altre volte!!












8) e l'ottavo posto? se siete arrivati fin qui (e vi ringrazio) ce la farete di certo ad ascoltare ancora per due minuti i miei racconti. L'ottavo posto è la spiaggia di Deauville. Una lunga e profonda spiaggia di sabbia, probabilmente simile a molte altre da queste parti. Niente di speciale in verità, se non fosse che appena alle spalle della spiaggia c'è una lunga passerella di legno con innumerevoli cabine: si tratta in pratica di un unico lunghissimo stabilimento balneare, con ambienti vari, cabine, piccole piscinette per bambini sotto i portici e due famosi bar fronte spiaggia molto frequentati.  Davanti ad ogni cabina sulla balaustra c'è scritto il nome di un famoso attore o regista: è molto divertente camminare sulla promenade e leggere tutti nomi alla ricerca della propria star preferita!!! 

La spiaggia è punteggiata anche da tantissimi ombrelloni colorati che si chiudono come cabine di tela per offrire riparo dal vento che spesso soffia forte da queste parti (non il giorno che ci siamo stati noi). Ovviamente gli ombrelloni si possono affittare e anche le cabine. Indovinate io quale affitterei (a qualsiasi costo)? 

Inoltre questa è la spiaggia dove venne girato il film Un Uomo Una Donna di Leolouch, ve lo ricordate? Quello con la musica che fa così (nanana-na-nanana- na-nanana-na-na-na-na-nananana-na-na-nananana-na-na-na-na-na  vabbeh più o meno).

Dicono che anche la cittadina sia molto bella, con numerose ville d'epoca e negozi di lusso, ma la giornata era così bella e il traffico così simile a quello di Milano, che ci siamo accontentati di trascorrere il pomeriggio in spiaggia. Aggiungo che il sole ha indotto i miei figli a fare il bagno (e non erano i soli!)











Ovviamente durante i nostri giorni normanni abbiamo visitato tantissimi altri luoghi, ma questi ci sono sembrati davvero incontournables, come dicono i Francesi. 

A presto con altre chicche sulla Normandia! 

_______________________________

Alcune note pratiche: 

Siamo stati in Normandia 10 giorni, all'interno di un viaggio in Francia on the road di 24 giorni, in auto dall'Italia.

Abbiamo alloggiato per la prima settimana in un gite rural nei dintorni di Bayeux (vicino al porto di Port-en-Bessin nel dipartimento del Calvados) e tre notti in un adorabile chambre d'hotes nella campagna alle spalle di Etretat nel dipartimento della Seine Maritime.

Per contenere i costi abbiamo cenato fuori solo due sere, per il resto ci siamo affidati ai supermercati locali che offrono delizie di ogni genere e ai mercati locali soprattutto per frutta e verdura.

Lungo le spiagge dello sbarco ci sono numerosi musei che raccontano i fatti della Bataille de Normandie (o anche operazione Overland), ma abbiamo scelto di visitarne solo uno a Bayeux che era già molto dettagliato e abbastanza faticoso da affrontare con didascalie solo in francese e inglese.

Ci siamo dedicati con passione ad assaggiare in ogni dove crepes, galettes, madeleines e biscotti al burro.