domenica 26 gennaio 2014

Milano - Binario 21 - Memoriale della Shoah (con i bambini)

La cosa davvero difficile è sapere e pensare che centinaia e migliaia di persone comuni come noi sono partite da qui senza fare ritorno, deportate solo perchè erano ebrei.

Proprio da qui. Da questo luogo dove anche noi camminiamo ora.

Difficile raccontare l'assurdo e l'incredibile.

Difficile.

Ma abbiamo deciso di venire, portando con noi Franz e Pao, e ora siamo qui.

Li abbiamo preparati con vari racconti sulla guerra, sulle leggi razziali, sull'ebraismo e anche sui campi di concentramento. 



Abbiamo scelto di seguire la visita guidata e, anche se il linguaggio è stato semplice e i racconti sobri, ai bambini l'abbiamo dovuto rispiegare in modo ancora più semplice. 

Difficile raccontare l'assurdo e l'incredibile.

Ma solo così passeremo il testimone alle nuove generazioni, per cui la Shoah non deve diventare un qualsiasi avvenimento della Storia.

Entriamo. 


Davanti a noi, su una parete di cemento grigio, ci accoglie la parola "Indifferenza".

Difficile spiegare ai bambini che ancora oggi qualcuno non crede ad un fatto con così tante e importanti testimonianze.
E che neppure allora, quando i sopravvissuti tornarono "a casa", molti non credettero alle loro parole.
La creazione stessa di questo Memoriale è contro l'Indifferenza e noi siamo qui per questo.



(foto da "Dentro il memoriale della Shoah di Milano" di Radio24)

Nella Galleria delle Testimonianze, sono raccolte le storie di chi fu deportato in partenza da Milano.
Sono storie di persone comuni, non diverse da quelle di ognuno di noi (e questo i bambini lo capiscono benissimo) e leggerle è commovente. Trattengo a stento le lacrime.



Al Binario della Destinazione Ignota invece si trovano alcuni vagoni dei convogli usati per deportare le persone verso i campi di prigionia. 

Entrare nel treno è toccante.
Non so descrivere l'angoscia che si prova a vedere quanto poco spazio ci fosse. E che viaggio debba essere stato, e che paura debbano avere avuto. Che freddo. Che caldo. Che fame. Che tutto. Tutte sensazioni che ti colgono tutte insieme lasciandoti senza fiato. 



Per i bambini è un po' diverso (anche se non sappiamo esattamente quello che stanno pensando), non hanno visto film, non hanno letto certi libri. Vedono attraverso le mie parole, in fondo. E io, per quanto posso, filtro, ma ho deciso di portarli fin qui e ora non posso tacere. 

Difficile raccontare l'assurdo. Mi manca l'aria.

Lungo la banchina del secondo binario, scorre il Muro dei Nomi, una parete-schermo dove sono riportati i nomi dei deportati dei primi convogli partiti da Milano. 
Li leggiamo insieme. I bambini riconoscono i nomi di intere famiglie. Quelli in rosso sono quelli dei sopravvissuti.
Sono pochi, dice Paolo, sono pochissimi.
I nomi affiorano dall'elenco uno a uno e ad ognuno di loro va la nostra preghiera e il nostro ricordo.




Sulla banchina ci sono anche delle placche con le date e le destinazioni di ciascuno dei convogli che partirono da Milano.




Gran cosa è per Milano e per tutti noi la creazione di questo Memoriale.
Speriamo che presto possa essere aperto continuativamente.

Naturalmente c'è bisogno di fondi e sappiamo quanto questo possa fare la differenza.

Per informazioni sul progetto del Memoriale della Shoah - Binario 21, potete leggere qui.

1 commento:

daniela scerri ha detto...

Non sapevo di questo museo...lo terrò in considerazione per proporlo alle due grandi...grazie!