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lunedì 29 febbraio 2016

(post vintage 2010) A 7 anni alla Scala. YES !

Lo sai, maestra?
la mamma è stata invitata alla Scala per una serata speciale con i suoi colleghi e allora ha deciso che ci andavamo insieme.
La mamma ha detto che era un'occasione imperdibile e che così non arrivo alla sua (veneranda ndr) età senza essere mai entrato alla Scala :)
Sono andato ad ascoltare un violinista famoso che si chiama Salvatore Accardo e suonava insieme ad una pianista. Pensa, la pianista già a 8 anni aveva vinto il suo primo premio musicale.
Io -a 7 anni e mezzo- so fare dei bellissimi razzi con il Lego, sono bravo lo stesso?
Il violinista non era bravo, era b-r-a-v-i-s-s-i-m-o. Lo sai che è lo zio di un amico di mio zio? Ed è b-r-a-v-i-s-s-i-m-o.
Alla Scala eravamo in altissimo, quasi all'ultimo piano e non si vedeva niente. Però la maschera (un tipo vestito di nero con un medaglione d'oro al collo) ha detto che quello è il posto in cui si sente meglio.
Se invece volevamo vedere qualcosa, dovevamo spostarci, ma siamo rimasti lì.
Però eravamo di fronte al lampadario. L'Amelia, una collega della mamma, mi ha raccontato che una volta non c'erano le lampadine e ma le candele. E siccome non ci si poteva arrampicare per accenderle o spegnerle tutte, il lampadario veniva tirato su e giù dal soffitto. Lo sai maestra, che ieri sera ogni tanto il lampadaro dondolava?
All'intervallo siamo andati a salutare due colleghi che la mamma non vedeva da prima che nascessi io. Incredibile!
Quando il concerto è finito tutti siamo usciti e guardando giù in platea le persone sembravano tutte formichine.
Io e la mamma siamo andati a casa in tram, abbiamo aspettato tantissimo tempo. Ma la mamma aveva nella borsa delle focaccine e una tortina alla marmellata e ce le siamo mangiate tutte (sai che dentro alla Scala non si può mangiare nè bere niente? ma la mamma mi ha fatto dato lo stesso un Estathè...)
Secondo me sono l'unico della mia classe che sono andato alla Scala (la mamma mi dice sempre 'ci scommetto che nessuno dei tuoi compagni è mai venuto quì ' quando andiamo in qualche posto strano tipo Ile de Rè o l'ostello di Ulm)
Guarda maestra ti ho portato il programma del concerto.
La prossima volta vieni anche tu?

martedì 6 ottobre 2015

Di nuovo Expo, ma con sorpresa! (non dovete perdere il #FabFood!!)

Manca poco alla fine di Expo, abbiamo ancora quattro biglietti serali ma abbiamo capito che non vedremo molte delle cose che ci eravamo ripromessi da vedere.
Pazienza. Tutte le volte che ci siamo stati, l’esperienza è stata bella ed entusiasmante e difficilmente ci dimenticheremo di Expo2015 (anzi in verità ci manca già moltissimo). In una giornata intera più due sere, abbiamo visitato una sessantina di padiglioni, abbiamo il passaporto pieno di timbri di paesi che prima non sapevamo nemmeno che esistessero, abbiamo capito molte cose sul cibo, sull'acqua, sulle coltivazioni e sull'ambiente.

Ci ha fatto molto piacere, ovviamente, sabato scorso essere invitati alla mostra FabFood organizzata da Confindustria in collaborazione con il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. L'invito è arrivato tramite il mitico 
ZioBurp, uno dei pochi super papà blogger che si raccontano in rete (grazieeeee, da oggi hai tre fans in più!).

Innanzitutto davanti a FabFood non ci sono code. Et voilà! Già questa è una gran cosa. Poi, entrati nella grande bocca rossa che fa da ingresso alla Mostra, si entra in un altro mondo.




Video geniali e installazioni interattive, giochi per grandi e piccoli, didatticamente ben fatti e accattivanti.

Non vi racconterò il percorso della Mostra (peraltro ampiamente spiegato altrove), perché ci terrei davvero che ci andaste.

Vi posso dire solo che assisterete alla creazione di piatti tipici italiani come non vi è mai capitato prima, e non dal vivo (vi ho incuriosito? quello che ci ha affascinato di più sono stati degli avveniristici spaghetti alle vongole), poi potrete giocare con un juke-box che vi spiegherà alcune ricette e sputerà fuori un adesivo che vi servirà alla fine del percorso. Per il nostro menù abbiamo selezionato lasagne e caprese e sembrava proprio che la macchina sfornasse pietanza dopo pietanza!!!



Vi troverete coinvolti in giochi didattici in cui dovrete impegnarvi al massimo per crescere un animale della fattoria o coltivare il grano. Non è facile, il tempo scorrerà velocissimo e spesso non ci riuscirete...



Sulla vostra strada poi incontrerete, a mo' di ologramma super-realistico, alcuni personaggi che vi spiegheranno come si viveva un centinaio di anni fa e come era a quei tempi il rapporto con il cibo. Vi sembrerà di ricordare vecchie storie raccontate dai nonni e dai bisnonni, e non vi lamenterete più del mondo d'oggi.....dove  vero che è un po' tutto standardizzato ma mille volte più sicuro.... (i bambini invece scopriranno un mondo che sembra lontanissimo da noi anni luce, ma che è passato da pochissimo!!!)



(photo credit: Zio Burp)

E ancora altre installazioni interattive che, sempre attraverso il gioco, insegnano a prendere decisioni giuste per il bene del pianeta, a monitorare il flusso della produzione e a conoscere i segreti della filiera alimentare.


 


Torneremo ad Expo? Non lo so. I due Jedi che vivono con me vorrebbero tornare la sera del 31 ottobre, pur consapevoli che l'idea non è originalissima e che neppure l'entrata da Roserio ci salverà dal caos....

Un consiglio che vi posso dare è: passate dal FabFood !!!!  e non rimarrete delusi. Si gioca, si impara, ci si riposa un po' dalla folla e dal fragore che c'è fuori. 

Grandi e piccoli insieme, che è la cosa bella dell'Expo e anche di questo luogo.

domenica 6 settembre 2015

Expo: ci siamo andati anche noi!

L'ultimo sabato di Agosto, data di massima affluenza (battuto solo dalla giornata di sabato 5 settembre) e di massimo caldo abbiamo deciso di andare anche noi all’Expo. 
I miei figli lo chiedevano già dall'inizio dell’estate ma pur vivendo a Milano non ci eravamo mai riusciti!

Non sapevo quanto avremmo resistito, al caldo, alla stanchezza, alle code, alla sete.

Avrei giurato che verso le 16 avremmo dato forfait e invece ci siamo rimasti dall'apertura fino al calar del sole.

Sicuramente “l’allenamento” estivo del nostro viaggio itinerante tra Spagna e Francia ci ha aiutato. Ha aiutato soprattutto noi adulti, perché è vero che i bambini hanno moooolte più energie di noi e non ne volevano sapere di andare a casa. Li abbiamo dovuti trascinare via dopo 12 ore ammettendo di essere a pezzi!

Siamo entrati alle 9 dall'ingresso di Roserio (il tram 19 passa sotto casa nostra e senza cambi massimo in un’ora ci porta fino all'Expo).

Abbiamo deciso per quale dei padiglioni più famosi fare la coda e abbiamo scelto il Kazakistan. Sotto un sole che già picchiava duro già a metà mattina, ce la siamo cavata con un’ora di coda alleggerita da ventilatori con spruzzini e ombrelloni. Mentre aspettavamo, la coda si era allungata fino a raggiungere le tre ore di attesa.

La visita al padiglione prevede uno spettacolo “live” di disegno sulla sabbia che racconta la storia antichissima del paese dal quale si passa ad uno spazio interattivo che illustra le ricchezze del Kazakistan come le mele, gli storioni e il latte di cavalla (assaggiato!) e un’istallazione che racconta l’annosa questione dell’insabbiamento del lago d’Aral. E infine si entra nel cinema in 4d con un filmato a volo d’uccello su Astana, la capitale, e sede della prossima Expo a tema energia nel 2007.




Tutto molto emozionante! Ai bambini è piaciuto moltissimo e ora sanno dov'è il Kazakistan sulla mappa del mondo, vuoi mettere?

Dopodiché tutta Expo era davanti a noi. Non avete idea di quanta gente ci fosse soprattutto gruppi organizzati di ogni età che vagavano come mandrie nella steppa tra il cardo e il decumano.  E non pensate che il peggio siano le famiglie con bambini….Vogliamo mettere le famiglie con i nonni?????? E i nonni da soli? E i gruppi-piemonte-in-vacanza?  Ma visto che tutti hanno il diritto di entrare a Expo armatevi di santissima pazienza e via!

Abbiamo acquistato il famoso passaporto, e  Pao e Franz si sono scatenati alla ricerca dei timbri. Ora, è vero che non è una caccia al tesoro a chi ha più timbri, ma vi assicuro che è sicuramente uno stimolo formidabile a vedere il più possibile e ad infilarsi – non fosse altro per questo – in alcuni padiglioni in cui sinceramente non c’è proprio nulla.



E così un po’ grazie alla faccenda dei timbri, e un po’ in base alle code che variavano la loro lunghezza a seconda dei vari momenti della giornata, siamo riusciti a vedere in totale 34 padiglioni tra cui Brasile, Marocco, Polonia, Francia, con coda lunga ma rapida. 



Molti cluster, tra i quali alcuni che meritavano attenzione e altri meno, ma anche qui abbiamo scoperto l’esistenza di paesi mai sentiti. Uno solo non aveva il timbro (nera nube di duolo sulla nobile famiglia, come diceva il mio prof. d’italiano quando facevamo "orrori" di ortografia) e in un caso (nel Mali) un addetto era a disposizione per siglare il passaporto a mano.






La palma del timbro più brutto per ora va al Benin. Una semplice scritta “Bienvenue au Pavillion du Benin”. Vabbeeeeeh che sforzo (“sempre meglio comunque di quelli che non ce l’hanno" dice Pao).

Quanto al cibo, all'Expo sicuramente ne troverete di tutti i gusti. Noi ci siamo portati il pranzo al sacco, scoprendo che ci sono moltissimi aree per sedersi e riposarsi (abbiamo visto alcuni che addirittura dormivano!!!).

Dopo pranzo siamo entrati al Children Park (chiude il 13 settembre, da prenotare qui), ispirato alla pedagogia di Reggio Children: otto installazioni interattive dove i bambini vengono coinvolti in attività legate all'ambiente, come sviluppare l'olfatto nelle campane aromatiche, produrre energia pedalando, lasciare un messaggio planetario, trasformarsi in alberi e via così.






A fine giornata quando era chiaro che saremmo rimasti quasi fino a chiusura, siamo andati al padiglione di Israele dove insieme a falafel, hummus e taboulè viene data (da restituire) una tovaglia per fare il pic nic nel prato. 

Giovedi sera, quando siamo tornati a Expo, invece siamo andati al Padiglione Turchia che è organizzato come un bellissimo cortile orientale con tanto di fontana di marmo, ceramiche e lunghi tavoli di legno. Abbiamo mangiato un gustoso kebab leggermente piccante e bevuto the turco (che ci ha fatto venire in mente alcuni viaggi che da troppo tempo vorremmo fare).




Prima di cenare, mio marito e i miei figli sono riusciti ad entrare al padiglione Germania, che mi hanno poi raccontato essere molto interessante e centrato sul tema dell'esposizione, mentre io che arrivavo in quell'istante dall'ufficio mi sono accasciata su una delle sdraio all'esterno ascoltando un concerto di violoncello. Mica male, no?  

Poi insieme siamo stati al padiglione di Montecarlo, fatto di container, che alla fine dell'Expo verrà spedito in Africa per diventare un centro multi-attività. E infine siamo riusciti ad assistere allo spettacolo dell'Albero della Vita, con i fuochi d'artificio. Intorno alla Lake Arena ci sono delle poltrone rosse a trottola, dove vi rotolerete senza fine e che non vorrete più abbandonare.





Prima di andarcene a casa, ci siamo infilati nel padiglione dell'Egitto che era ancora aperto. Vi avviso, è il tempio del kitsch! però propone due o tre attività supertecnologiche che hanno entusiasmato i bambini e non solo. Non vi svelo nulla, richiede poco tempo, provate!!!! E ve ne andrete anche con bandierina e spilletta dell'Egitto.




Andare all’Expo è una bellissima avventura. E’ faticoso, certo, come lo è viaggiare ed esplorare il mondo. Ma se abitate a Milano o in Lombardia o ad una distanza ragionevole dall’Expo non potete non andarci. 
Per gli altri capisco che lo sforzo economico è maggiore e un po’ vi giustifico.

Non vi darò la mia classifica dei padiglioni. Non serve. Le code che ci saranno (e che ormai sembrano essere un tema ricorrente) vi faranno saltare tutti i piani. Quindi l'unico consiglio che vi posso dare è: entrate presto (preferibilmente alle 9 da Roserio) e fiondatevi al padiglione che vi interessa. Mettetevi in coda anche se è ancora chiuso e abbiate molta fede. 
L'Expo non è il Louvre e - a mio parere (assolutamente non condivisibile) - tre ore di coda per un padiglione sono troppe.
Quindi se siete fortunati e la coda è meno di un'ora fatela. Altrimenti rivolgetevi verso altro. Ci sono più di 150 paesi presenti all'Expo, sarete soddisfatti ugualmente.

Per info aggiornate e dettagli su padiglioni, orari, curiosità consultate la pagina facebook Expo consigli per gli utenti. Non rimarrete delusi.

martedì 18 novembre 2014

MCB Creativo 2014 - ci rivediamo alle Fonderie Napoleoniche!


Aridaie 'ste mamme creative!

E allora ditelo che mi volete far sentire una schiappa!


Quest'anno, che mi sono dedicata al social media mktg, non ho avuto un solo minuto libero per essere creativa (anche se ho creato un costume da gallina per il campo di Pasqua dei Lupetti e dei mantelli per Halloween) (...ho anche inventato un lungo viaggio per l'estate scorsa - cosa dite? non è creatività questa? ne possiamo parlare, ma per me lo è, e vi sfido a fare altrettanto...)


Mannaggia, e mi organizzate di nuovo un MCB Creativo!

Vabbeh vorrà dire che devo proprio venire!

Mi sono tenuta libera, eh....al pomeriggio soltanto, stavolta. Non riesco a fare altro, ma non posso mancare.
L'anno scorso mi sono inoltrata nel tunnel dell'uncinetto (se ce la fate, partecipate al laboratorio della mia amica Carla del blog La Torre Di Cotone, leggete qui)
Questa volta, mi sono iscritta al workshop di gioielli al laser, ci incontriamo lì?

Qui potete leggere il programma.
Qui vi potete iscrivere ai laboratori, ce ne sono ancora alcuni liberi.




martedì 30 settembre 2014

I ponti di Milano - #sensomieiviaggi

L’idea del ponte mi piace un sacco. 
Avrei voluto scrivere un post sui ponti che ho costruito oltre a quelli che ho attraversato nella mia vita. E chissà, un giorno lo farò.

Per questo post ho deciso diversamente.
E vi mostrerò alcuni ponti di casa mia, cioè Milano.
Ci verrete vero per l’Expo? Nooooo?!?!?! Vabbeh facciamo così. Se ci venite, mi dovete venire assolutamente a trovare.
Se non ci venite, leggete qui qualche cenno alla Milano di oggi e a quella di ieri.
Quella di domani è imprevedibile, per fortuna o purtroppo.
  
Il primo ponte è lontano da casa quattro o cinque fermate di tram, nonn è particolarmente bello, ma grazie alla chiesa che gli da' il nome è diventato parte integrante del luogo, un angolo della vecchia Milano rimasto quasi intatto.
E’ il ponte di San Cristoforo sul Naviglio Grande.

NOTA BENE: la foto del ponte non è mia, chiedo venia e ovviamente è fuori concorso. Ne ho cercata una nell'infinito archivio fotografico di casa e ovviamente non l'ho trovata. Mi è complicato al momento passare di lì a farne altre, quindi ho preso questa foto dal sito ufficiale della Chiesa di San Cristoforo, che vedete appena al di là del ponte)

Galleria Immagini

Se venite a Milano, spingetevi fin qui.
Siamo ai margini della città, dopo questo punto c’è una brutta periferia che ti accompagna verso i campi della bassa Padana (ma prima di arrivarci devi pedalare un po’).
E’ uno degli angoli più fotografati della metropoli che qui apre il suo cuore ad un cielo più ampio e si sporge sull’acqua (limpida) del Naviglio che arriva da fuori.
Qui ci sono vecchie case e vecchie fabbriche trasformate in loft, angoli verdi salvati da cittadini che ne hanno fatto degli orti urbani e spazi da vivere, una pista ciclabile un po’ sgarruppata (ma come nella Milano dell’EXPO? Lasciamo stare…), giovani atleti che vogano, persone che corrono a piedi o in bici, un parco appena oltre il passaggio a livello (a sinistra verso le case nuove) e la città ovviamente che a poco a poco e a momenti alterni si appropria o abbandona spazi dimessi e vuoti. Lungo il Naviglio ci sono ancora le pietre dove lavoravano le lavandaie; fra sterpi e erbacce, ma ci sono ancora. Si vedono anche nei pressi del ponte successivo, quello che porta alla Canottieri Milano, altro luogo dal fascino antico.
La zona è la summa di quel marasma edilizio e mentale che è Milano, ma se venite qui una mattina luminosa (o anche in una nebbiosa) d’autunno, vi piacerà. E vi sembrerà di essere altrove.

La chiesa, che da' il nome al ponte e al quartiere è piccola e raccolta. Un gioiellino risalente pare almeno al 1176, la cui storia è legata al Barbarossa e poi ai Visconti.
Qui si danno periodicamente appuntamento coloro che affronteranno il Cammino di Santiago, poichè San Cristoforo è considerato patrono dei pellegrini, dei viandanti e dei viaggiatori in genere.



Il secondo ponte lo potrei vedere quasi dalle finestre di casa...se solo abitassi qualche piano più su.
E’ il Ponte della Stazione di Porta Genova.



Un vecchio ponte di ferro dipinto di verde, un po’ dimesso e maltenuto, nonostante questa sia la zona della moda e dei designer (ZonaTortona per gli amici).
Se ci passate durante il FuoriSalone nella settimana del Salone del Mobile ad Aprile, rimarrete qui sopra bloccati dalla folla...imperdibile!!!!
E’ il simbolo della zona di Porta Genova. 
Appena dopo il Ponte, praticamente sotto il mio portone, terminano i binari di linee ferroviarie oggi senza gloria, che una volta continuavano fino al Sempione e si congiungevano alla Stazione Centrale. 
La stazione, quando non passano i treni, purtroppo è un luogo triste e malmesso.
La piazza andrebbe rivoltata come un calzino.
Ma la zona è un bel posto per abitarci. Sei praticamente in centro da una parte e sui Navigli dall’altra.
Ci sono negozi e mezzi pubblici per tutti i gusti.

Il ponte poi ha una sua storia: per cominciare pare che sia stato dal sig. Eiffel (si si proprio lui) e lo stesso ponte, in condizioni pessime, compare in una celebre scena del film Ratataplan di Maurizio Nichetti del 1970.
A quei tempi la zona non era gran che, il Ponte...nemmeno!
Dall'altra parte del Ponte e cioè nel mio quartiere e anche più in là c'erano molte fabbriche, case di ringhiera, ancora campi, ancora fabbriche, luoghi a volte celebrati nelle ballate di Jannacci e molto spesso territorio della 'mala'.


Con questo post partecipo all'iniziativa 'Il Senso Dei Miei Viaggi': il tema di questo mese è stato ideato e proposto da Alessandra Gaddini del blog FioriEVecchiePezze.

Seguiteci sui social con l'hashtag  #sensomieiviaggi

.....e ovviamente siete tutti invitati a partecipare!

mercoledì 23 aprile 2014

All'arrembaggio!!!! - #invasionidigitali 2014 al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano con #svegliamuseo





Anche quest'anno abbiamo scelto.

Per mille motivi abbiamo scelto un museo vicino a casa, che conosciamo abbastanza bene, il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.

L'invasione sarà organizzata da #svegliamuseo, un gruppo di appassionati e intraprendenti che ha come missione quella di aiutare i musei italiani a "svegliarsi" da punto di vista social (e aggiungo: non solo) e di proporre esempi di musei che già lo fanno in Italia e all'estero; per far capire allo staff dei musei e anche a tutti noi che essere social porta vantaggi in termini di visibilità (il che si potrebbe trasformare -per fare un esempio- in un aumento del numero di visitatori, e da cosa nasce cosa...no?). 

Il Museo - ed è quello che cerco di insegnare a Franz e Pao - non è un luogo morto, è un luogo vivo e interessante dove si imparano tante cose nuove; quindi tutti -bambini e adulti - dovrebbero frequentare i musei, che da parte loro dovrebbero togliersi di dosso quella patina preistorica e noiosa che spesso hanno (purtroppo).

Seguo la pagina facebook  di #Svegliamuseo da quando il progetto è iniziato e propongono sempre spunti interessanti per chi lavora nel settore ma anche per chi come me è interessato all'argomento e vuole approfondire. Si possono seguire anche su twitter @svegliamuseo.

Torniamo alle #invasionidigitali.

Invaderemo il Museo della Scienza e della Tecnica nel pomeriggio di domenica 27 aprile. Ci saranno con noi alcuni amici che abbiamo coinvolto nell'avventura e vedremo il museo come non l'abbiamo mai visto.

Lo stesso Franz che ha già partecipato a due campus estivi al Museo, avrà delle sorprese! 

..." L'invasione Digitale del Museo della Scienza e della Tecnologia prevede attività esclusive per gli invasori di tutti i gusti. Inizieremo con la messa in funzione della Centrale Termoelettrica Regina Margherita e della suo motrice, una vera e propria eccellenza nella storia dell'industria meccanica. Continueremo con la visita al ponte di comando del Conte Biancamano, lo storico e prestigioso transatlantico varato nel 1925. Finiremo in gran bellezza e a Museo chiuso entrando nel sottomarino Toti e rivivendo le emozioni dei marinai durante la navigazione. Dulcis in fundo, quando il pubblico del Museo meno se lo aspetterà, invaderemo anche le attività di Thinkering in programma quel giorno" .....

Come dire....sarà bellissimo!!! non credete?   
Rimarremo nel Museo oltre l'orario di chiusura e se ne vedranno delle belle.



Noi siamo pronti!
E voi quale delle #invasionidigitali avete scelto? 


______________________________________________
Per approfondire:
#invasioni digitali   
www.invasionidigitali.it
fb:  https://www.facebook.com/invasionidigitali
twitter: @InvasioniDigita https://www.twitter.com/InvasioniDigita

#svegliamuseo
www.svegliamuseo.com
fb:  https://www.facebook.com/groups/216358681865866/?fref=ts
twitter: @svegliamuseo  https://www.twitter.com/svegliamuseo

Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" - Milano
http://www.museoscienza.org/
fb:   https://www.facebook.com/museoscienza
twitter:   @museoscienza   https://twitter.com/Museoscienza/

sabato 12 aprile 2014

Fuorisalone mon amour (with kids)

Un chiacchiericcio diffuso e costante e interminabile nelle vie sotto casa.
Macchina parcheggiata e non spostata per un'intera settimana.
Quartiere blindato.
Uscire da scuola e infilarsi in mille cortili aperti dove vedere toccare guardare installazioni divani attaccapanni schermi touch video interattivi luci stratosferiche gente gente gente divertente...
E' l'ombelico del mondo!!!!
Casa nostra è l'ombelico del Fuorisalone.
Ce ne siamo fatti una ragione, non c'è altra via per sopravvivere.
Franz e Pao sono cresciuti a pane e Fuorisalone, praticamente non abbiamo mai mancato un appuntamento.
Come potremmo, d'altra parte?

Ci piace. Ci sentiamo - una volta tanto - in Europa. O a Shanghai o a Londra. Insomma altrove. Milano è viva e vivace, c'è gente in giro, anche gente vestita strana eh mica tutti normali, si vedono luoghi solitamente chiusi al pubblico o semplicemente portoni davanti ai quali nei giorni normali non ti soffermi nemmeno per caso.

Il luogo che preferiamo è l'Università Statale di Milano. Un po' perché io e il papàprof l'abbiamo frequentata ed è stato un bel periodo delle nostre vite e della nostra vita. Un po' perché è un posto bellissimo pieno di fascino e pieno di storia.

Nel periodo del Fuorisalone, la Statale si veste a festa e sta aperta anche di sera.
Finalmente quest'anno siamo riusciti ad andarci (leggi: trascinarci) dopo che i piccoli con il papàprof avevano già ampiamente battuto la ZonaTortona.

Che dire, affascinante. Superba. Mi piace molto il contrasto tra l'antico e il moderno. Il chiostro del Filarete e i chiostri minori (la Legnaia, la Ghiacciaia,e gli altri). Alcune installazioni si possono toccare e attraversare. Non tutto è immediatamente comprensibile, non tutto può piacere. Altrimenti ci annoieremmo, no?

E invece, tiè, ogni anno, arriva il Fuorisalone a svegliarci un po'. E a ispirarci per mille altre cose che magari ci toccherà fare o vivere quest'anno.
Per il momento ci godiamo la nostra città, pur con tutti i suoi buchi neri, che per una settimana ci sembra più bella.

E i bambini? i bambini al seguito ovviamente. Perché no? perché non capiscono? (perché invece noi grandi capiamo tutto? non mi pare). Vedono dettagli che noi non vediamo, si entusiasmano per cose che noi nemmeno consideriamo, anche loro hanno un proprio modo di vivere il mondo (nonchè il design). Per loro penso sia come un sogno. Entrano in mondi fantastici che altrimenti non vedrebbero. Quale occasione migliore?
Certo poi sono stanchi, hanno sete, i piedi fanno male e c'è folla.
Anche a me fanno male i piedi e da 1 a 10 sono stanca 1000. 
Però abbiamo vissuto un'altra bella esperienza insieme.
Ed è questo alla fine quello che conta davvero.






domenica 26 gennaio 2014

Milano - Binario 21 - Memoriale della Shoah (con i bambini)

La cosa davvero difficile è sapere e pensare che centinaia e migliaia di persone comuni come noi sono partite da qui senza fare ritorno, deportate solo perchè erano ebrei.

Proprio da qui. Da questo luogo dove anche noi camminiamo ora.

Difficile raccontare l'assurdo e l'incredibile.

Difficile.

Ma abbiamo deciso di venire, portando con noi Franz e Pao, e ora siamo qui.

Li abbiamo preparati con vari racconti sulla guerra, sulle leggi razziali, sull'ebraismo e anche sui campi di concentramento. 



Abbiamo scelto di seguire la visita guidata e, anche se il linguaggio è stato semplice e i racconti sobri, ai bambini l'abbiamo dovuto rispiegare in modo ancora più semplice. 

Difficile raccontare l'assurdo e l'incredibile.

Ma solo così passeremo il testimone alle nuove generazioni, per cui la Shoah non deve diventare un qualsiasi avvenimento della Storia.

Entriamo. 


Davanti a noi, su una parete di cemento grigio, ci accoglie la parola "Indifferenza".

Difficile spiegare ai bambini che ancora oggi qualcuno non crede ad un fatto con così tante e importanti testimonianze.
E che neppure allora, quando i sopravvissuti tornarono "a casa", molti non credettero alle loro parole.
La creazione stessa di questo Memoriale è contro l'Indifferenza e noi siamo qui per questo.



(foto da "Dentro il memoriale della Shoah di Milano" di Radio24)

Nella Galleria delle Testimonianze, sono raccolte le storie di chi fu deportato in partenza da Milano.
Sono storie di persone comuni, non diverse da quelle di ognuno di noi (e questo i bambini lo capiscono benissimo) e leggerle è commovente. Trattengo a stento le lacrime.



Al Binario della Destinazione Ignota invece si trovano alcuni vagoni dei convogli usati per deportare le persone verso i campi di prigionia. 

Entrare nel treno è toccante.
Non so descrivere l'angoscia che si prova a vedere quanto poco spazio ci fosse. E che viaggio debba essere stato, e che paura debbano avere avuto. Che freddo. Che caldo. Che fame. Che tutto. Tutte sensazioni che ti colgono tutte insieme lasciandoti senza fiato. 



Per i bambini è un po' diverso (anche se non sappiamo esattamente quello che stanno pensando), non hanno visto film, non hanno letto certi libri. Vedono attraverso le mie parole, in fondo. E io, per quanto posso, filtro, ma ho deciso di portarli fin qui e ora non posso tacere. 

Difficile raccontare l'assurdo. Mi manca l'aria.

Lungo la banchina del secondo binario, scorre il Muro dei Nomi, una parete-schermo dove sono riportati i nomi dei deportati dei primi convogli partiti da Milano. 
Li leggiamo insieme. I bambini riconoscono i nomi di intere famiglie. Quelli in rosso sono quelli dei sopravvissuti.
Sono pochi, dice Paolo, sono pochissimi.
I nomi affiorano dall'elenco uno a uno e ad ognuno di loro va la nostra preghiera e il nostro ricordo.




Sulla banchina ci sono anche delle placche con le date e le destinazioni di ciascuno dei convogli che partirono da Milano.




Gran cosa è per Milano e per tutti noi la creazione di questo Memoriale.
Speriamo che presto possa essere aperto continuativamente.

Naturalmente c'è bisogno di fondi e sappiamo quanto questo possa fare la differenza.

Per informazioni sul progetto del Memoriale della Shoah - Binario 21, potete leggere qui.

sabato 25 gennaio 2014

Siamo Nati per Camminare 2014 - venite con noi!!

Viviamo in un quartiere di Milano abbastanza "umano". Siamo praticamente in centro, c'è un bel parco, viali alberati, (purtroppo nessuna piazza che si possa davvero definire tale), c'è la piscina, due cinema, un teatro, la chiesa e le scuole, il supermercato, qualsiasi negozio vi serva (tranne una libreria) e tutti i mezzi pubblici del mondo.
Per dire, chi si lamenta è un sacripante.

Ma non è il Paradiso, infatti anche la mia zona ha le sue pecche, e in particolare una: è assediata dalle auto. 
Siamo infatti appena fuori dall'Area C e la zona viene utilizzata come parcheggio selvaggio da quelli che arrivano fin qui e poi non ritengono opportuno proseguire e pagare il pedaggio. 

Non solo. 

Al giovedi sera lavano la strada in Via Solari.

Al Martedi e al Sabato c'è il mercato di Viale Papiniano.

Poi ci sono i clienti del cinema, del teatro e quelli dei locali di Via Savona. 

Al sabato sera ad esempio se potessero parcheggerebbero in verticale sulle facciate dei palazzi. Per fortuna non si può. 

Purtroppo ci sono anche molti (troppi) genitori che accompagnano in auto i bambini a scuola. 

Non sarebbe ora di lasciare la macchina a casa?


Ed eccoci qui:  i tostissimi Genitori Antismog (beh se non sapete chi sono cliccate qui), che da anni a Milano si battono contro l'inquinamento e che sono stati  insigniti dell'Ambrogino d'Oro nel 2013, lanciano il progetto "Siamo nati per camminare" per la settimana 17-21 marzo. 


Ed_2014


Propongono infatti che - almeno una settimana all'anno - i bambini vadano a scuola a piedi. E sperano che questa settimana possa servire di esempio per le tutte le settimane dell'anno e che tutti - non solo i bambini - capiscano che andare a piedi a scuola è bellissimo!!!!

Si possono anche usare la bici o il monopattino. L'importante è lasciare l'auto a casa!

Perchè è importante andare a piedi a scuola? Che differenza fa?

 - si incontrano i compagni di scuola e si fa la strada insieme
 - si capisce come funziona il semaforo
 - si impara ad attraversare sulle strisce pedonali nei punti dove il semaforo non c'è
 - si chiacchiera con la mamma o con il papà 
 - si possono ripassare le poesie a memoria, i verbi o le tabelline
 - ci si accorge che tempo fa, che colore ha il cielo e di come cambiano le stagioni
 - si impara che la pioggia o la neve o il vento non fanno male e si può camminare anche in condizioni atmosferiche avverse
 - si vedono tante cose interessantissime: il tram che passa, il camion delle immondizie, la macchina che lava le strade, il furgone che scarica le bibite e il latte per il negozio dell'angolo, il giornalaio che mette a posto le riviste
 - si vede la città che a poco a poco si sveglia
 - si conoscono i negozi e i negozianti uno per uno (che può servire quando sarete più grandi e farete la strada da soli)

Gli altri punti aggiungeteli voi, ne avrete sicuramente molti altri da raccontarci, anche diversi. Perchè l'esperienza del cammino, del "fare strada", è ogni volta diversa e soggettiva, ma sempre entusiasmante. 

Non c'è bisogno di scalare le cime delle montagne. Non c'è bisogno di fare il trekking a Macchu Picchu.

Possiamo cominciare dall'andare a scuola. Passo dopo passo. Un passo dopo l'altro.

Cosa c'è di più semplice di questo?

L'anno scorso (per forza di cose, a dire il vero, ci avevano trasferito nella succursale) abbiamo sperimentato il Pedibus, che purtroppo quest'anno non è riuscito a partire e ci manca un po'.







Quest'anno alcuni di noi partecipano all'iniziativa Inbiciascuola organizzato da quei pazzi della Critical Mass, trasformati nell'occasione in Massa Marmocchi. E' anche questo un modo per partecipare a rendere la città meno inquinata. (Con l'unico piccolissimo minimo problema che a Milano non ci sono piste ciclabili e infatti la Massa Marmocchi si propone di sensibilizzare l'opinione pubblica su questo argomento).

Ma i marciapiedi per camminare invece ci sono già, non bisogna inventarli!!!!


Quindi prendete nota e iscrivetevi all'iniziativa "Siamo Nati per Camminare".
Le iscrizioni scadono il 17 febbraio e devono essere effettuate dalla scuola di appartenenza.
Regolamento e informazioni, le trovate cliccando qui.

PASSATE PAROLA !!!! e per qualsiasi altra informazione, chiedete!

Ci vediamo allora, on the road naturalmente!!!