martedì 25 giugno 2013

Io e Berlino / 1

A Berlino sono stata 5 volte. 

La prima volta era il 1987, il Muro c'era ancora e nessuno pensava che in paio di anni tutto sarebbe cambiato. Ci eravamo arrivati in macchina con i miei genitori lungo l'autostrada Norimberga_Berlino che passava in mezzo alla DDR e dalla quale non si poteva uscire senza permesso. L'intenzione era di andare a trovare un 'amico di penna' di quando mia mamma era alle superiori che alla fine degli anni '50 si era spinto zaino in spalla in viaggio fino a Lodi (e al Pratello lui e il suo amico avevano piantato la tenda nella corte centrale). Dopo la costruzione del Muro si era trovato a vivere nella parte Est e ciao bella ciao.
Sua figlia Anja - mia coetanea - aveva scritto dopo anni all'indirizzo dei miei nonni e così avevamo ricostruito storie volti e nomi. Lei mi scriveva in tedesco e io le scrivevo in inglese. Le sue lettere venivano spesso aperte e censurate, le mie forse anche.

Dunque. Arrivati a Berlino nell'agosto 1987 - senza nessun preavviso, come erano soliti fare i miei - avevamo deciso di passare una giornata nel settore Est. Al Check Point Charlie la nostra povera Fiat Ritmo color salvia (sic!) fu perquisita dentro e fuori (e sotto con uno specchio che venne fatto passare sotto la carrozzeria). Ci fu chiesto perchè andassimo a Est, fummo costretti a cambiare un certo tot di marchi occidentali in marchi dell'est (che poi spendemmo tutti al ristorante sotto la FunkTurm), ci fu chiesto di lasciare all'ovest tutte le riviste e i giornaletti che avevamo in macchina e che ci avevano accompagnato nel viaggio fin lì (col cavolo che le abbiamo lasciate all'ovest, abbiamo convinto il giovane soldato che ci servivano per il viaggio di ritorno....ganzi no? forse c'era già qualche crepa nel Muro....). 
 E così entrammo a Berlino Est. 
Era Agosto ma c'era pochissima gente in giro. Pochi negozi dalle vetrine un po' tristi. I turisti solo nei punti clou come il Pergamon Museum sull'Isola dei Musei. Nel pomeriggio ci siamo addentrati nella città e siamo andati a citofonare ai Gramsch. Non c'erano (ma va???). La vicina di casa apre la porta e un po' timorosa davanti a stranieri occidentali e sconosciuti ci dice che sono al Garten (il piccolo appezzamento di terra fuori città, in concessione a ogni famiglia - dell'est ovviamente). Non li avevamo avvisati, era agosto e forse era anche domenica. Inoltre chi avrebbe mai pensato di arrivare fin lì? Li aspettiamo al parchetto sotto casa invano. Torniamo all'Ovest senza averli incontrati. Non faccio nessun commento di nessun genere sul fatto di aver fatto 1600 km per andare a trovare delle persone senza averle avvisate e senza essere riusciti ad incontrarle. 
Tuttavia il viaggio a Berlino mi ha segnato. 
Dopo quell'estate ho letto tutto quello che potevo sulla DDR e su Berlino divisa. 
Negli anni successivi ho pensato anche che la mia vita avrebbe potuto essere lì. Ci sono andata vicino quando ero a Chemnitz. E probabilmente a Berlino ci sarebbe stato posto per me, giovane archeologa routard.
Sono tornata altre quattro volte.
Nel 1992 durante un corso di tedesco a Ludwigsburg il Goethe Institut propose un lange WochenEnde a Berlino. Fu uno shock passare con l'autobus sotto la Porta di Brandeburgo e Berlino era già un fermento di nuove costruzioni.
Nel 1995 ci tornai ben due volte da Chemnitz. Una con mio fratello e i suoi amici e una ospite di Gisa, una ragazza conosciuta due estati prima a Tautavel.
Nel 1999 in vacanza con il papàprof (che allora non era nè papà nè prof ma solo il mio fido fidanzato). Ormai Berlino era diventata la capitale, la Potsdamer Platz era quasi terminata e noi abbiamo girato senza sosta per una settimana tra monumenti e musei famosi, tra mercati turchi e cortili dimenticati, vecchi quartieri ancora e sempre Ossis, parchi e canali. Siamo riusciti a salire sulla cupola del Reichstag la mattina dell'eclisse di sole, abbiamo mangiato il kebab a Kreuzberg e abbiamo comprato al mercato i bicchierini turchi per il the. Abbiamo passeggiato lungo la Spree, abbiamo visto il quartiere Olandese e il SansSouci di Potsdam. E siamo andati ovviamente al Pergamon Museum.

I Gramsch non li abbiamo mai più cercati. Ma sorprendentemente ci hanno trovati loro. Dopo la caduta del Muro, nel gennaio '91 o '92 durante un viaggio in Svizzera sono venuti a Milano in treno in giornata. Incredibile. Da allora non abbiamo più avuto loro notizie. Anja non l'ho mai incontrata. L'ho cercata recentemente su Facebook ma l'unica che ho trovato purtroppo non è lei.

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