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mercoledì 30 settembre 2015

48 ore ad Amburgo - di nuovo #amicaeontrip


Sai cos’è un’amica?


Una che si sveglia quasi all'alba una domenica mattina ad Amburgo per venire con te al Fishmarkt, il mercato del pesce, dopo che tu hai rotto le scatole per mesi che non si può mancare un’occasione così e che ad Amburgo chissà quando ci torniamo. In una mattina che poi ad Amburgo sembra novembre e quasi piove (ma ieri no, ieri era bellissimo) e scopri che mica siete le uniche ad aver avuto l’idea di andare al FishMarkt, non per nulla è così famoso.

 





E così vi ritrovate in mezzo ad una fiumana di turisti e di local che cammina tra bancarelle di vario genere e non solo di pesce.  Poi ci sono bancarelle che vendono ceste di prodotti all'asta, è un vero spettacolo e se abitassimo ad Amburgo proveremmo anche noi a partecipare e ci potremmo portare a casa per soli 10 euro un cesto pieno di pacchi di pasta o frutta tropicale o aringhe affumicate (ok, le aringhe affumicate anche no…)!!!

Dentro, nel mercato coperto, c’è un gruppo che suona e gente che beve la birra. E tutti mangiano Fischbrötchen. A quest’ora!!!

Potevamo forse starcene a dormire? Eh Stefi? Che ne dici?  E’ un luogo e un momento unico, non trovi?

Anche fare colazione all'alba all'ostello e poi rifarla al ritorno.
Quando ci ricapita più?
Questo è il nocciolo del week end con le mie amicae!
(anche se le altre tre invece hanno preferito dormire, ma mica tutti sono anime inquiete come noi!)



Amburgo si è rivelata un’ottima meta per il nostro week end annuale. Anche se il tempo è variabile come sempre in Germania. Arriviamo e piove, primo giorno sole, secondo giorno pioggia.

Vabbeh.

All'ostello, che raggiungiamo nottetempo arrancando sulla cima di una collina vista porto (e per fortuna che qualcuno a caso sa il tedesco), ci sono i piumini.  Arriviamo da una Milano dove ci sono almeno 80 gradi e l’idea del piumino ci fa venire l’orticaria.  Ma Amburgo non è Milano, siamo a 1.100 km più a nord e vi dirò che il piumino si rivela soffice e utile!!!!

L’ostello ha una sala colazioni ampia e luminosa da cui si vede il porto. Il porto di Amburgo, kennen Sie? È uno dei più grandi d’Europa, il secondo dopo Rotterdam. Porto fluviale, si intende, il mare infatti è lontano 100 km.

Appena si scende dalla collina verso i LandungsBrücken, cioè i moli di attracco, ci si rende conto dell’atmosfera vivace e movimentata di una grande città portuale.  C’è un viavai unico di traghetti turistici, navi di ogni tipo, persone di ogni nazionalità.




Il centro non è lontano e vale la pena di fare una bella passeggiata tra i viali ordinati e moderni della città. Passiamo dal duomo barocco, attraversiamo vari ponti e canali, piazze piene di tavolini dove riposare e bere un caffè, viuzze con librerie e antiquari. 




Vale la pena poi spingersi di nuovo verso il fiume per vedere la zona dei magazzini (Speicherstadt) e il porto fluviale. Sul percorso potete attraversare anche l'unica strada rimasta con case a graticcio, la Deicherstrasse, che mostra come doveva essere tutto il resto della città prima del grande incendio del 1842. Un luogo suggestivo che ricorda Bruges (si si ho capito prima o poi racconterò anche del week end dell'anno scorso in Belgio).

 


Passiamo anche a dare un'occhiata alla Chilehaus, un rigoroso edificio in mattoni scuri a forma di prua di transatlantico, commissionato nel 1922 da un commerciante che fece fortuna in Cile grazie al commercio di nitrato di sodio. 
Gli edifici intorno che pure ne replicano colore e rigore non sono altrettanto belli!








Ed eccoci arrivati ai magazzini. La zona è in via di riqualificazione (musei, locali, filarmonica ...) ma una parte dei magazzini è ancora in disuso. Interessante esempio di archeologia industriale, patrimonio dell'Umanità, gli edifici risalgono alla fine dell'800, e furono costruiti in mattoni e su vari piani (fino a otto) completamente su palafitte. Servivano a stoccare le derrate in arrivo e in partenza dal porto di Amburgo e dimostrano da soli quanto fosse importante il ruolo di Amburgo come città anseatica.





Nel pomeriggio, vista la bella giornata, decidiamo di saltar su un traghetto di linea verso l’esterno della città. Ne cambiamo due e poi torniamo a piedi verso la città con una camminata di circa 3 km tra Teufelsbrucke a Overgonne e poi di nuovo un tratto in traghetto.

Scopriamo un quartiere residenziale tranquillo e perbene, con giardini e piccole spiagge molto frequentate lungo l’Elba (l’acqua ha un colore torbido e forse è anche fredda ma il richiamo della spiaggia è sempre forte qui al Nord). Le case hanno vari stili ma direi che l’atmosfera richiama la Bell'Epoque, con facciate molto curate con fiori e piccoli portici.  E’ piacevole e non sembra nemmeno di stare ai margini di una metropoli. Quello che non farei –nemmeno se mi pagano- è mettere i piedi nel fiume (e di solito non sono un tipo schizzinoso)!!!!








Quando cala la sera scegliamo sulla mappa dove andare a cenare. Percorriamo la Lange Reihe, dietro la stazione, e troviamo casualmente un locale suggestivo che sembra l’interno di un antico vascello. La cena ha porzioni sontuose e così buone da leccarsi le dita, degna conclusione della bella giornata!  (non che a pranzo non avessimo mangiato eh….”solo” un piatto di PannFisch con contorno di patate al prezzemolo e crema alla senape che era ugualmente meritevole!!!).

La domenica piove (governo ladro, sì anche quello tedesco :)) e il ritorno verso casa ha ritmi serrati.
Ci rimane solo il tempo di una puntata alla KunstHalle, parzialmente in ristrutturazione, dove finalmente vedo dal vero uno dei quadri di un artista a me caro, Friedrich Caspar che ha dipinto i bellissimi cieli del Sachsen.



La cosa più strana che abbiamo fatto (no, non abbiamo ballato sul ponte di una nave fino alle cinque di mattina) è stato scendere nel vecchio Elbtunnel, un tunnel appunto, costruito nel 1911, lungo 500 metri sia carrozzabile che pedonale, che passa ad una profondità di 20 metri sotto l’Elba all'altezza dei LandungsBrücken. Alla domenica è solo pedonale quindi potete camminare e fare foto stando sulla mezzeria. E’ un luogo affascinante e unico nel suo genere. Si può scendere a piedi o in ascensore (e si vedono anche le piattaforme sui cui vengono alzate le auto)





La "gggita" termina in gloria davanti ad un Currywurst (non te ne vorrai mica andare via dalla Germania senza aver mangiato un Currywurst EH???).

L’aereo ci riporta nella torrida Milano. Tornerò, spero promitto iuro. Devo portare Franz e Paolo al Museo Marittimo che mi hanno detto essere bellissimo.

Grazie amicae anche questa volta. Per le risate, i racconti, le foto, lo shopping fatto insieme.
Come al solito è stato bello.
Anzi è stato più bello delle altre volte, perché eravamo tutte e cinque.
Mi raccomando, facciamolo di nuovo l’anno prossimo!

 - - - - - - - - 

Se volete saperne di più dei nostri week end "#amicaeontrip" leggete qui !!!

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E inoltre i post sui viaggi già fatti (mancano i primi due del 2009 Pre Saint Didier e Roma, e il penultimo del 2014 in Belgio):

2010 Atene
2011 Marrakesh
2012 Siracusa
2013 Berlino


sabato 5 settembre 2015

Come affittare un appartamento in Europa per le vacanze (e stare abbastanza tranquilli)

Come dicevo qualche tempo fa, sono dodici anni che viaggiamo in Europa con i nostri figli. Abbiamo affittato case e abbiamo alloggiato in numerosi luoghi noti e non, ci siamo sempre trovati bene, quasi sempre l'alloggio corrispondeva alle nostre aspettative, abbiamo sempre pagato il giusto e direi che non ci hanno mai imbrogliato.

Parlerò genericamente dell'Europa, ma i paesi in cui siamo stai più volte o più a lungo sono Francia, Spagna, Germania, Danimarca e Croazia e ovviamente Italia.

Da dove partire per affittare una casa per una settimana o per pochi giorni in Europa?

Innanzitutto dal budget. Che per noi - come immagino anche per voi - è fondamentale. E' importantissimo sapere bene quanto possiamo spendere a notte o a settimana e quanto margine ci diamo. Ad esempio io posso spendere al massimo 100 euro a notte, se viaggio itinerante, ma non più di 600 euro se affitto una casa per una settimana. Se la mia intenzione è di stare via 3 settimane cercherò nella media di spendere ancora meno.
Se sto via per tre giorni ovviamente sono disposta a pagare qualcosa di più.

A questo vanno aggiunte alcune considerazioni: vicino al mare e nelle città le case costano di più. Nelle città va aggiunto il parcheggio (se arrivate in auto) e ovviamente in centro costano più che in periferia.
In campagna costano meno, hanno dimensioni maggiori e spesso si trovano delle vere chicche. 

Dipende poi quanto a lungo viaggerete, se per il tempo di un week end o per le vacanze estive, se andate a sciare (e magari volete essere vicino alle piste, e quali piste) e infine a cosa siete abituati e a cosa siete disposti o meno a rinunciare.

Ogni viaggio d'altra parte è un compromesso e i paletti sono mille. Se invece non avete paletti, immagino che mi leggiate solo perché scrivo bene, grazie lo stesso!

Quindi, secondo punto molto importante, è dove sto andando. La Croazia, per dire, costa meno della Danimarca.

E infine cosa voglio. Io ad esempio voglio un giardino o una terrazza. Questo però non è sempre possibile e ad esempio quando sei in una capitale un appartamento con terrazza può valere oro (pensate a Roma, o Atene, o Madrid, ...). Quindi rinuncio alla terrazza, ma cerco una casa magari con una metratura più ampia.  Se invece vado in un posto di mare come ad esempio la Croazia, è probabile che quasi tutti gli appartamenti che incontro nella mia ricerca abbiano balcone, terrazza, giardino e affini.

Dopodiché le varianti sono mille. In quel posto mi voglio fare un regalo e voglio una casa così, lì ci resto un solo giorno e mi va bene qualsiasi cosa, in quell'altro posto voglio stare in centrissimo e mi serve il parcheggio, se invece viaggio d'inverno tutto cambia, etc etc

Comunque la nostra esperienza personale ci ha portato ad utilizzare prevalentemente tre o quattro siti, che ci hanno sempre dato molte soddisfazioni. Abbiamo abitato in una grande casa di campagna in Bretagna, in una villa con piscina nella Valle della Loira, in una bellissima casa in un vicolo del borgo antico di Pitigliano, in una casa con piscina indoor privata lungo la Dordogne, in una casa con terrazza a Valencia e tante altre. Per la montagna ci affidiamo quasi sempre a Gallorosso.it, il sito dell'associazione dei masi dell'Alto Adige. Un vero gioiellino!

E vi assicuro che non abbiamo mai speso tanto. 


casa in Bretagna

la casa vicino ai Castelli della Loira

Casa in Dordogne (F)


I siti che vi consigliamo di guardare sono: Homeaway, Homelidays, Booking e il più recente Airbnb

 - Homeaway e Homelidays: sono siti internazionali e nascono dalla consuetudine degli stranieri a viaggiare affittando appartamenti per una settimana o anche pochi giorni. Appartengono allo stesso gruppo (il secondo è stato comprato dal primo) e si tratta -in breve- di piattaforme dove i privati possono mettere in affitto la propria casa.  

Su entrambi i siti c'è una funzione di ricerca che può essere compilata con periodo richiesto, località, e numero di persone a cui si possono aggiungere altri filtri tipo parcheggio piscina lavatrice e via dicendo. Individuata la casa che ci interessa e che ci viene mostrata come libera, si scrive al proprietario tramite il format sul sito e si aspetta la risposta. Di solito non tarda ad arrivare. 

Si può chiedere al proprietario conferma delle informazioni che ci sono sulla pagina dell'alloggio e anche qualsiasi altra cosa che ci possa interessare per affittare la casa (ad esempio, distanza dal centro abitato, dalla spiaggia, dal centro storico, dalla metropolitana, aria condizionata, supermercato, ...).

I siti permettono inoltre di creare delle liste di preferiti, di confrontare alloggi diversi, di localizzare gli alloggi su una mappa. Tutti hanno numerose foto (io diffido di quelli che ne hanno poche o brutte. Una mia amica non affitta mai una casa se non ci sono le foto del bagno. Io cerco sempre una foto anche dell'esterno. Ognuno ha le sue manie...:)). Fondamentali le recensioni, leggetele accuratamente e  valutate cosa fa per voi.

I siti indicano il prezzo dettagliato per il periodo richiesto e il numero delle persone inserito. Questo è il prezzo che il proprietario deve confermare o sul quale al massimo potrebbe fare un'offerta inferiore.

Nel dettaglio sono indicate e comprese anche le spese finali di pulizia e la cauzione richiesta (che verrà interamente restituita a fine soggiorno se non vengono rilevati danni).

Nel caso il proprietario proponga una tariffa superiore andrebbe segnalato al sito stesso come comportamento non adeguato.

Il metodo di pagamento vi verrà segnalato dal proprietario via mail. Probabilmente vi verrà chiesto un bonifico con una caparra pari al 20-25 % dell importo totale. Il saldo all'arrivo, o via bonifico qualche giorno prima di arrivare. Si può pagare anche attraverso il sito stesso ma io non l'ho mai fatto quindi non posso dirvi cosa comporta.

Non sempre all'arrivo c'è il proprietario, a volte le chiavi sono consegnate da un amico o da qualcuno che si occupa della casa, altre volte- come è capitato a noi - potrebbero essere in una cassetta della posta con un codice di accesso che vi verrà inviato via mail.

Alcuni fanno precise verifiche per controllare che l'interlocutore non sia un truffatore, come verificare che le foto siano originali e non prese da altri siti, o chiamano il proprietario al telefono o verificano che l'iban.
La ricerca di garanzie è molto soggettiva e dipende molto da voi.

Per il viaggio dell'estate appena trascorsa abbiamo più volte utilizzato invece Airbnb, che ha il vantaggio di offrire appartamenti affittabili anche per un solo giorno o due e nel caso di una settimana di poter scegliere il giorno di arrivo (non necessariamente di sabato). Diciamo che - relativamente alla durata del soggiorno - è un po' più malleabile degli altri due e quindi è perfetto per un viaggio itinerante o un week end.

Su Airbnb, se lo desiderate (più adatto a studenti o giovani) potete affittare anche stanze private in case altrui. Questa è la vera differenza con qualsiasi altro sito di alloggi tra privati e privati. Noi non abbiamo mai esplorato questa possibilità, viaggiamo con due bambini 8-12 anni, ci serve spazio e indipendenza. Però lo trovo un bellissimo ed economico modo di viaggiare (spesso più economico dell'ostello).

La modalità di approccio è sostanzialmente la stessa. Fai la ricerca per luogo, servizi, località, numero dei viaggiatori. Quando trovi quello che fa per te, puoi contattare il proprietario. C'è un tasto che si chiama "contatta l'host" e io lo uso sempre prima di prenotare. E' vero che le descrizioni sono per la maggior parte molto esaustive, ma io spesso chiedo conferma di alcune cose che potrebbero portarmi ad affittare o meno l'appartamento (tipo: parcheggio, lenzuola e asciugamani forniti, ...). Non abbiate paura a chiedere, anche più volte. Voi siete i clienti e pagherete per l'appartamento, è un vostro diritto poter scegliere al meglio.

Quando poi avete deciso potete "inviare una richiesta" e attendere di essere "approvati" dal proprietario. Una volta che il vostro soggiorno è stato approvato potete procedere al pagamento. In più avrete "in chiaro" indirizzo mail e telefono dell'host per un contatto più diretto.

Su Airbnb si paga subito tutto in anticipo e con carta di credito, almeno in Europa. Non c'è altro modo. In base alla mia esperienza il pagamento anticipato, anche se rischia di farvi saltare il limite della carta di credito come è quasi successo a me prenotando nello stesso mese cinque tappe di un viaggio itinerante, è molto comodo. Viaggiando non avrete bisogno di portarvi contanti per gli alloggi e a parte per il parcheggio o la caparra non ci sarà scambio di denaro con chi si occuperà del check in e del check out.

In ogni caso il proprietario verrà pagato solo il giorno dopo il vostro ingresso nella casa. Questo perché avete sempre il diritto di recedere, se la casa non è conforme a descrizione e foto. 

Dopo il soggiorno, Airbnb vi inviterà a lasciare una recensione sulla casa che avete affittato. Fatelo sempre, la comunità dei viaggiatori si alimenta anche di questo e il vostro parere servirà ad altri per decidere se affittare o meno lo stesso appartamento. Io personalmente sono più portata a scegliere o almeno valutare appartamenti con molte recensioni piuttosto che altri. Se possibile scrivete recensioni dettagliate perché quelle striminzite non servono davvero a nessuno (tipo: "appartamento conforme alla descrizione"....che sforzo eh!!!!)

Infine per un altro viaggio - in Croazia - invece abbiamo utilizzato Booking per affittare appartamenti in cinque località diverse. Il vantaggio di Booking è che spesso permette di disdire una prenotazione all'ultimo momento senza penali. 
Quell'anno Airbnb non era ancora particolarmente diffuso e noi partivamo per un viaggio itinerante, quindi di passare una settimana nello stesso posto non se ne parlava proprio. Avevamo scoperto che su Booking c'erano numerosi appartamenti lungo la costa croata, e anche nell'interno ai Laghi di Plitivce, e trovammo anche una sistemazione a Mostar (una pensione, però).  In questi casi non c'erano mai offerte - frequenti peraltro su Booking - del tipo paghi subito/spendi meno, i costi erano già abbastanza ridotti. Ma anche in questo caso non siamo rimasti delusi e fatte le dovute proporzioni di fascino con le case di Bretagna e Valle della Loira, non abbiamo mai avuto di che lamentarci.




                                    * * * * * * * * * 

Tutte queste indicazioni vi saranno utili se l'appartamento è una delle vostre opzioni per le vacanze o siete itineranti per il mondo.

E' vero, l'appartamento implica che si debba fare la spesa, che ci si debba cucinare i pranzi o le cene e le colazioni. Molti sono spaventati da questo tipo di vacanza e sono d'accordo che l'albergo per certi versi può essere più comodo. Per quanto riguarda le pulizie invece mi sento di rassicurarvi: nella quota è quasi sempre compresa la pulizia finale dell'alloggio: quindi non sarà certo in vacanza che vi metterete a pulire casa. O no? 

Noi ci troviamo bene così e considerato che il nostro scopo è stare in giro per l'Europa per circa tre settimane, vi assicuro che in albergo sarebbe un costo insostenibile.

L'appartamento costa così "poco" rispetto a tutto il resto, che rimane assolutamente margine per qualche cena fuori. Solo il campeggio, in tenda, costa meno che un appartamento (la mobilhome spesso costa addirittura di più). 


Link utili: 

 - Airbnb
 - Homelidays
 - Homeaway
 - Booking

Altri link che abbiamo utilizzato per affittare case in Europa: 

 - Gites de France  alloggi rurali in Francia (anche chambres d'hote e cioè B&B)
 - Toprural  alloggi rurali in Spagna con estensione a vari altri paesi
 - Gallorosso  appartamenti nei masi dell'Alto Adige
 - Fewo-Direkt (della famiglia homeaway) per la Germania



E voi invece come viaggiate? Se affittate appartamenti, che siti o che modalità utilizzate? Mi raccontate le vostre esperienze? 

mercoledì 1 aprile 2015

In ostello con i bambini, why not?

Ormai sono più di dieci anni che giriamo l'Europa con i nostri figli. 

Di recente itineranti, in origine un po' più stanziali, ma sempre routard nel cuore e nell'animo.

Possiamo dire di aver maturato una certa esperienza nel cercare un alloggio, che sia per la tappa di una notte, o per l'affitto di una settimana. 

Di solito prima di decidere per un posto o per l'altro guardiamo e leggiamo mille siti diversi, confrontiamo costi, distanze, valutiamo ogni possibilità. 

Preferiamo gli appartamenti che ci permettono di sentirci a casa ovunque e di avere più spazio. Ma spesso non è possibile, ad esempio per le tappe di un giorno nel viaggio di andata o di ritorno o per spezzare in due un itinerario troppo lungo.
In quei casi non ti serve altro che un tetto sulla testa, un letto (si spera comodo), e magari una cucina dove cucinarti qualcosa.

So cosa state pensando. Alle camerate degli ostelli dell'Interrail con tutto quello che ne consegue.

Ecco. Almeno parzialmente scordatevele.
Almeno per certi paesi.
Almeno per certi ostelli.

Siamo stati in ostello in Germania e Danimarca e una volta in Francia. 
Abbiamo incontrato più famiglie che giovani backpackers. 
Molte famiglie. Con bambini.
Con bambini anche piccoli.

Aggiungo che all'estero le famiglie si fanno molti meno problemi che in Italia. Viaggiano con i figli ovunque, pranzano al sacco, dormono negli ostelli e visitano musei e monumenti. 

Quindi possiamo farlo anche noi.

La maggior parte delle volte siamo riusciti a prenotare una stanza con bagno interno. A volte non è stato possibile, ma sempre abbiamo trovato ordine e compostezza. 

E soprattutto il prezzo è assolutamente abbordabile per una famiglia che viaggia in 4, come noi. La colazione è sempre compresa, insieme alle lenzuola (tranne in Danimarca, dove si pagano entrambi - molto - a parte). 
Gli asciugamani si devono portare da casa e ti devi fare il letto all'arrivo. Ovviamente - ma che lo dico a fa'? - ci vuole grande spirito di adattamento, ma viaggiare così sa di avventura e va bene per tutte le età!

Esistono ostelli cosiddetti "ufficiali" e cioè appartenenti all'Associazione Internazionale degli Ostelli (IYH), per i quali ci vuole una tessera, che al momento per le famiglie costa 10 euro all'anno e permette di ottenere tariffe ridotte. A volte (come per esempio negli ostelli della Baviera) i bambini sotto i 6 anni non pagano.

In Danimarca siamo stati molto colpiti dall'Ostello di Ribe. Molto ordinato, a due passi dal centro storico di questa antica e bella cittadina. Una cucina confortevole e tanto spazio dove stare, anche all'aperto. La nostra stanza familiare aveva un letto matrimoniale e un soppalco dove hanno dormito i bambini (e bagno interno). Ci siamo stati proprio bene e a malincuore l'abbiamo dovuto lasciare per proseguire il nostro viaggio on the road.




In Germania, tra gli ostelli ufficiali abbiamo particolarmente apprezzato l'ostello di Chemnitz, in Sassonia, una cittadina poco turistica vicino a Dresda. C'era già un ostello appena fuori dalla città; in centro, invece, l'azienda elettrica locale ha contribuito alla ristrutturazione di un vecchio fabbricato industriale ricavandone un bell'ostello rivolto alle famiglie.  La nostra stanza era molto ampia e luminosa con un letto matrimoniale e un letto a castello, un tavolo con quattro sedie e un bel bagno interno. C'erano anche alcuni particolari come gli appendini a diverse altezze per grandi e per piccoli, una stanza dei giochi, una bella hall, un bar con terrazza e nella sala della colazione un angolo bambini con seggioloni, bavaglie, e stoviglie colorate.







La Germania in particolare da' molta importanza alle famiglie.
Sempre nel Sachsen, a Plauen c'è un ostello - dove purtroppo non siamo andati - ricavato da una vecchia caserma dei pompieri. Non pensate che possa piacere ai vostri figli? 

Ho promesso ai miei figli che un giorno dormiremo in un castello: potremmo andare a Burg Wernfels dalle parti di Norimberga (o nella stessa Norimberga)!

A Rhotenburg ob der Tauber abbiamo dormito all'ostello ricavato da un vecchio mulino medievale. Le camere sono piccole e il bagno è in comune, però ha un parcheggio gratuito ed è all'interno delle mura della città. Quando cala la notte e i turisti se ne vanno, sembra di essere in un paesino da fiaba!






A Ulm ci hanno regalato, ed è stata una vera sorpresa, addirittura i biglietti di Legoland per i bambini...(facendoci risparmiare non poco)!
Insomma ce n'è per tutti i gusti!

La stessa cosa si può dire per la Svizzera. Una Pasqua di qualche anno fa siamo stati a Langnau, in un ostello ricavato da una fattoria del '700. I bagni erano in comune ma era tutto lindo e pinto, con una cucina in comune, varie sale per giocare e stare, un grandissimo giardino. In più avevano organizzato attività per i bambini di qualsiasi nazionalità: pittura delle uova, fare il pane, pitturare vasetti di terracotta, per finire la mattina di Pasqua con una caccia all'uovo memorabile. Prima apparteneva all'Associazione Svizzera degli Ostelli, ora si chiama Emme Lodge, ma è la stessa cosa. 

In Francia negli ostelli della Fuaj non siamo mai stati e ci dicono che non sono granchè. L'offerta di alloggi in Francia è tale che si trovano eccellenti sistemazioni con un ottimo rapporto qualità/prezzo senza necessariamente ricorrere all'ostello, ad esempio le chambres d'hote dell'Associazione Gites de France. Tuttavia una volta ci siamo fermati alla Maison des Randonneurs ad Auxerre in Borgogna. Un ostello comunale, in centro, tenuto con cura e molto accogliente e dai prezzi molto accessibili.

All'ostello in Spagna ci sono stata senza bambini circa tredici anni fa, quindi non posso dire granchè. L'unica cosa che mi ricordo dell' Albergue Juvenil di Almeria è che era pulito, luminoso e con un bel patio centrale. Ho letto delle recensioni ultimamente che confermano questo lontano ricordo.

E poi esistono ostelli indipendenti o legati ad altre catene, che spesso si rivelano addirittura migliori, agli stessi costi.
Di questi il nostro preferito è quello di Noerdlingen in Baviera. La catena si chiama JUFA (JUgendliche und FAmilie) che è una via di mezzo tra un bell'ostello e un family hotel.   La nostra stanza era su due piani, all'arrivo i letti sono fatti, gli asciugamani sono forniti e le strutture sono davvero belle. Non c'è una cucina per gli ospiti, ma se ci accontenta degli orari nordici è possibile cenare lì a prezzi super (noi abbiamo cenato con degli spettacolari "spagetti bologneise" anche se abbiamo dovuto rifiutare -per amor di patria - l'emmenthal rapè che ci volevano mettere sopra!!! Paolo voleva che dicessimo alla cuoca che al supermercato vendevano il parmigiano, ma l'abbiamo dissuaso).




Un'altra catena di ostelli che prima o poi vorrei provare è la Meininger. A Londra ad esempio l'ostello è situato dentro la Baden Powell House, luogo di accoglienza per gli scouts di tutto il mondo (per loro è previsto uno sconto). Ho dato un'occhiata al sito web e in effetti sembrano ostelli di buon livello, e infatti non costano pochissimo.

Altri ostelli privati interessanti sono quelli della catena Generator, in varie città d'Europa.

A proposito di scouts, ci sono in giro per il mondo alcune sistemazioni economiche gestite dalle associazioni scout ma accessibili a tutti.
Sono stata, sempre un milione di anni fa, all'International Scout Centre di Kandersteg in Svizzera, che è gestito come un ostello.
In questo caso sono disponibili varie cucine per gli ospiti (il Centro è attrezzato per accogliere centinaia di persone) e ci sono camere dedicate alle varie associazioni scout nel mondo che hanno contribuito alla realizzazione o alla ristrutturazione di parte della struttura. Se siete o siete stati scout dovete passare di qui.

Più vicino a casa nostra, il Roma Scout Center è di fatto un ostello aperto al pubblico. Lo valuterò sicuramente se andrò a Roma con la famiglia.

Anche a Milano, se magari verrete per l'Expo, stanno nascendo simpatici ostelli di stile e livello europeo. Esiste un Ostello della Gioventù ufficiale, appena ristrutturato, vicino alla metro Lotto, e poi ci sono alcune piacevoli alternative. Nonostante io abiti a Milano, un salto a dare un'occhiata prima o poi lo farò. Tra l'altro sono luoghi dove si può andare anche a prendere solo un aperitivo e molto aperti verso la città:

- Ostello Bello
- Foresteria Cascina Cuccagna
- Gogol'Ostello
 - Ostello Burigozzo 11 (scout, ma aperto a tutti) 

In Lombardia gli ostelli ufficiali si sono riuniti nell'associazione Ostelli di Lombardia. Alcuni sono davvero interessanti.

Vi ho incuriositi? Siete mai stati in ostello con le vostre famiglie? 
Aspetto le vostre opinioni!

martedì 3 marzo 2015

Giochiamo al Kim degli Odori - I profumi dei miei viaggi - #sensomieiviaggi

C'è un gioco che si fa agli scouts e che si chiama Kim degli Odori, si tratta di annusare -con gli occhi chiusi- odori e profumi vari da scatolette o sacchetti anonimi di cui non è possibile intuire il contenuto. 

Proprio a questo gioco vorrei invitarvi a giocare con me stasera, con la variante, necessaria, di un racconto di sottofondo che vi farà immaginare anche rumori e il paesaggio circostante. 

Allora si comincia. Innanzitutto immaginiamo di stare in cerchio, nel bosco (anche in casa, ma nel bosco è più bello, no?) e sul telo davanti a noi ci sono scatolette di varia forma e colore. 

Odore numero uno. 
C'è un forte odore di ruggine, sferragliamento di treni, schiocchi secchi di quando si aprono le porte, tantissima gente che va e che viene, mille lingue e anche odori diversi. A volte un vento freddo che viene da sopra; il sopra a volte è sopra a vari livelli, le piastrelle sono verdine anni '50, a volte ci sono mosaici, altre volte le pareti sono decorate. A volte il tutto si svolge in superficie, e allora lo sferragliamento è ancora più rumoroso, e allora si sente anche il profumo del kebab o del pane appena sfornato. L'odore di ruggine, di freni, di usato, di mondo, quello c'è sempre. Ed è inconfondibile.
Avete indovinato? E' l'odore della metropolitana di Berlino.





Odore numero due. 
Si cammina sul sentiero tra le foglie rosse di autunno, profumo di funghi, di muschio, qualche castagna qua e là (la stagione volge verso l'inverno), baite abbandonate. Ad un tratto una fenditura nella roccia, siamo qui per questo. Ti avvicini e subito un gelo ancestrale ti assale: è il freddo dell'acqua che ha scavato quest'orrido, dell'acqua mai ferma, forte e potente. Ed è anche l'odore dell'acqua, del muschio sulle pareti, della terra che qui non asciuga mai. Lo senti fortissimo, quasi balsamico. Ti addentri nell'orrido e la sensazione di freddo aumenta. La carezza dell'acqua ha scavato il passaggio per i tuoi piedi, nei millanta anni passati. Ora è solo un rivolo. Ma annusi e la senti: è lei la padrona di casa. E' l'acqua che ha scavato gli Orridi di Uriezzo (VB).



Odore numero tre. 
Il nostro annuale week end con le amicae. Odore di cuoio e di caldo. Di gente che lavora, di turisti che aspettano. Fuori il caldo abbacinante del luglio ateniese. La bottega è piccolissima e piena di sandali, sarà difficile scegliere il modello e sceglierne solo uno!!!! Pandelis Melissonos, l'artigiano segnalato anche dalla guida, pare che sia anche un poeta, e sicuramente la bottega è un posto magico. I sandali sono fatti su misura, adattati al tuo piede e sono comodissimi, se pensi che sono una suola e quattro listelli di cuoio. Ognuna di noi ha scelto un paio di sandali per se'; sono passati quasi cinque anni, e i sandali li abbiamo ancora, sanno ancora di cuoio, di Atene, di Grecia, di vento, di greek salad, di Plaka, di Partenone. Noi continuiamo a regalarci un week end all'anno in giro per l'Europa, ma l'odore dei sandali ateniesi non l'abbiamo mai più ritrovato.





Questo mese la cordata del Senso dei Miei Viaggi è guidato da Norma del blog Voglio il Mondo a Colori. Avete ancora un paio di giorni per partecipare. le regole sono sempre le stesse, tre foto scattate da voi, sogni e racconti.

Vi aspettiamo!

Seguiteci con l'hashtag #sensomieiviaggi!!!




martedì 4 novembre 2014

Gli incompiuti dei miei viaggi - #sensomieiviaggi

Mi sono arrovellata per notti intere (mi vedete eh!) per cercare il bandolo della matassa.
Ed ecco qui il mio post dedicato all'Incompiuto dei miei Viaggi, tema proposto da Stefania del blog Mammaorsacuriosona per il mese di novembre nell'ambito dell'iniziativa Il Senso dei Miei Viaggi.

Non ci sono solo viaggi incompiuti. A dire il vero, si potrebbe dire che ogni viaggio è per sua definizione un incompiuto. Anche quando abbiamo compiuto tutto il percorso, seguito l'itinerario e completato tutto quello che avevamo in programma, c'è sempre qualcosa che si lascia indietro, perchè non abbiamo avuto il tempo, qualcosa ce l'ha impedito, siamo stati pigri, abbiamo fatto altre scelte. Perchè in verità, da ogni viaggio ne potrebbero nascere altri mille e a seguire il nostro istinto non si tornerebbe mai a casa....

Ci sono anche luoghi e monumenti incompiuti. Ed è di questi che vi parlerò nel corso del post.

Iniziando da un incompiuto per eccellenza: la Sagrada Familia di Barcellona. Un grande e famosissimo incompiuto, uno dei simboli della città, la tela di Penelope, un progetto geniale e insieme delirante, costosissimo, il cui lentissimo cantiere è ancora aperto.
Non so se la Sagrada Familia mi è piaciuta. Ci sono altre cose a Barcellona che ho apprezzato di più, però è innegabile che lasci il visitatore a bocca aperta.



Un altro grandioso monumento, rimasto a lungo incompiuto: la Frauenkirche di Dresda.
Nella foto ve la mostro com'è oggi, ricostruita grazie al volere degli abitanti della città, contornata da bellissimi palazzi e una splendida piazza.  L'avevo vista nel '95, ridotta in macerie, annerite e abbandonate al loro destino dopo il bombardamento da parte degli alleati nel 1945. 
Dell'intorno non mi ricordo granchè ma sono strasicura che non ci fosse quel bel quartiere che c'è adesso e che ci ha lasciato esterrefatti. Mi ricordo i Musei, l'Opera, l'Elba, ma tutto era ancora da ristrutturare e da far risorgere a nuovo splendore.




E infine non posso che citarvi un luogo antico (altrimenti che archeologa inside sarei?). Molto affascinante per posizione, per il luogo in se', per l'isola, per la storia, per tutti i popoli che ci sono passati: il tempio greco di Segesta in Sicilia.
Lo sapevate che non fu mai terminato? 
Quindi entra con tutti i titoli e squilli di tromba tra i nostri incompiuti! 


Il prossimo mese tocca a me, chissà cosa mi inventerò. Per ora vi lascio con questa mia interpretazione e sappiate che in questi posti ci tornerei immediatamente!!!

Seguiteci con l'hashtag  #sensomieiviaggi

domenica 26 ottobre 2014

Un pomeriggio a Berlino - Tempelhof, l'aereoporto che divenne parco

Sono qui distesa in un prato che guardo il cielo sopra Berlino.



Questo posto è incredibile (la città stessa è incredibile, ogni angolo, ogni strada, ogni parco, appunto).
Una volta stare qui nel prato non sarebbe stato possibile. Infatti questo che è un grande e bel parco della Berlino del futuro, era una volta l'aeroporto di Tempelhof.






E mica tanto tempo fa! E' stato chiuso nel 2008, per qualche anno si è pensato cosa farne, poi lo spazio delle piste è stato restituito alla città (sugli edifici il dibattito rimane aperto, alcune news le trovate qui).

Ed ora, beh, ora puoi correre sulla pista di decollo, rotolarti nel prato, fare il barbecue, coltivare l'orto, girare in bici, in skate, e anche in 'skizzopattino', si insomma una specie di windsurf con lo skate al posto del surf (non dirmi che non sai cos'è uno skizzopattino, non hai mai letto Amelia e Zio Gatto???).










Pensa, già nel 1700 qui si svolgevano parate militari. Poi ci fu tanta tantissima Storia nel mezzo (la nascita della Lufthansa, i primi voli aerei, le Guerre Mondiali, ...) fino al cosiddetto Ponte Aereo del 1948.


In quell'anno l'Unione Sovietica tagliò i collegamenti stradali e ferroviari alla parte ovest della città, e furono tagliate anche luce e gas. Gli Alleati organizzarono immediatamente un ponte aereo, che per un anno intero garantì a Berlino la sopravvivenza. Ogni quarto d'ora atterravano e decollavano aerei per rifornire la città di viveri e medicinali. Furono 462 giorni di "assedio" lunghi e faticosi, 330 aerei atterrati e decollati da Tempelhof ogni giorno, e purtroppo 70 piloti morti a causa della frenesia delle operazioni. 





"Sie gaben Ihr Leben fuer die Freiheit Berlins in Dienste der Luftbruecke 1948/49"
(Diedero la loro vita per la libertà di Berlino, nel servizio per il Ponte Aereo 1948/49)


Ora Tempelhof è un parco, grandissimo dove puoi fare quello che vuoi.
Noi abbiamo affittato le bici e per un'ora lo abbiamo girato in lungo e in largo. 

Avete mai pedalato sulla pista di un'aeroporto? E' bellissimoooooooooo!!!

Noi siamo di parte, lo ammettiamo, ci piace ogni filo d'erba e ogni sassolino di questa pazza città, ma venite a Tempelhof per una passeggiata o un pic nic (tornata a casa ho scoperto che c'è anche chi vi può preparare un cestino da pic nic con i fiocchi.....la prossima volta non me lo perdo di sicuro!) e piacerà anche a voi!