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martedì 29 luglio 2014

20 giorni, 10 tappe, 2 nazioni, 2 monete, 2 lingue, 2 capitali, 2 mari



Viaggio con i miei figli, penso lo sappiate.

Hanno 7 e 11 anni e insieme abbiamo attraversato l’Europa.

Ci mancano ancora tante nazioni, e in molte siamo stati più di una volta.

Alcune ci piacciono molto e ci ritorniamo spesso: siamo inguaribili routard.

Ogni viaggio è un progetto, una sfida, un sogno coltivato a lungo.


Tra pochissimo partiremo di nuovo per un viaggio itinerante.


2 nazioni, 2 capitali, 2 mari, 10 tappe in 20 giorni, 
5 tipi di alloggi diversi, 2 lingue, 2 monete.


Qual è la vera sfida?  Non ci crederete, ma non è (solo) il viaggio in se’!

E’ resistere a tutti coloro che ci chiedono cosa ci andiamo a fare
 (eh???? Non ho capito la domanda!!!)

o peggio come facciamo a rinunciare al mare 
o peggio ancora se i bambini sono contenti.

Per noi l’estate significa viaggio, seppure con tappe prestabilite e quindi non del tutto all’avventura

(come fareste voi miei giovani lettori, e come magari faremo tra qualche anno).

E come tutti i viaggi è libertà di decidere cosa fare ogni giorno,
 di cambiare itinerario, di scoprire cose nuove 
o anche di non fare nulla e starsene in un parco 
a guardare le papere che nuotano.


Libertà di scoprire sempre il nuovo intorno a se’, di non avere mai certezze,

di scrutare l’orizzonte alla mattina 
e vedere se là in fondo c’è il faro tanto sognato.

Libertà di dormire (quasi) ogni notte in un posto diverso 
e tracciare linee sulla mappa.

Libertà di percorrere strade sconosciute per andare a vedere le foche, un castello, un museo, un bosco, una spiaggia.

Affittare una casa dai locals 
e chiacchierare in qualche lingua del più e del meno.

Andare all’ostello e conoscere persone nuove.

Vedere come vivono gli altri.

Riapprezzare le cose di casa, a volte.


Come potremmo rinunciare ad una sfida così?


E soprattutto chi indovina dove andiamo? 


Vabbeh vi lascio con due indizi: 
 - la prima: è in Europa (del nord), non ha l’Euro e la massima altitudine del paese è 300 m.
 - la seconda: è nella Mitteleuropa e nel 2014 festeggia un 25° anniversario molto importante

martedì 3 settembre 2013

2013 Croazia/Bosnia - i millanta gradini di Ston

Quando arrivi a Ston dalla penisola di Pelijesac, non te ne accorgi. Arrivi da dietro una montagnetta, parcheggi ed entri in una porta delle mura.

Ma quali mura.

Ti giri un attimo e le mura "vere" le vedi sopra di te, che girano sopra la montagna e ti mordi le dita perchè hai appena detto ai tuoi figli quanto sarebbe bello fare tutto il giro  (e loro -ovvio- superentusiasti...).

Naturalmente è mezzogiorno, forse l'una (tipico orario canicolare da sito archeologico), non avete ancora mangiato, avete poca acqua (chiaramente è nel baule dell'auto e chi ha voglia di tornare indietro....). Per fortuna un ottimo cartello turistico racconta la durata dei due itinerari possibili. Uno intorno al villaggio di Ston e l'altro fino a Mali Ston.  

Decidiamo di limitarci al primo, più breve ma per noi sufficiente. Uno per il caldo torrido e due perchè prima o poi oggi dobbiamo arrivare a Mostar, vivi possibilmente.  Almeno diecimila gradini sotto il sole cocente!

Nel XVI secolo Ston era l'ultimo baluardo del sistema difensivo di Dubrovnik; le mura sono un'imponente opera urbanistico-militare e difendevano il villaggio e le saline (Ston deriva dalla parola latina Stagnum).

Sono state oggetto di un bel restauro e si possono percorrere tutte. Ci sono torri circolari, torri quadrate, fortezze e bastioni.

Sono lunghe cinque chilometri e mezzo (le più lunghe d'Europa, capite i miei dubbi iniziali?) e si inerpicano su per la montagna - volendo volendo - con migliaia di gradini fino a Mali Ston. 

La salita non è difficile, sia chiaro. E se fosse Ottobre andremmo fino alla fine. Invece dopo aver circumnavigato Ston e aver visto dall'alto paese e saline, essere saliti sul torrione e aver goduto del bel panorama e della brezza fresca, riscendiamo verso la fontana antica in piazza. Una delle poche che vedremo in Croazia. 

Se volete sfidare voi stessi, verso la fine dell'estate alcuni pazzi partecipano alla Ston Wall Marathon, una corsa su per le mura -senza dubbio unica- che posso comprendere solo in vista delle temperature sicuramente più miti in quel periodo.


Infine, se Ston vi sembra un po' "dimessa" è perchè nel 1996 fu colpita da un terremoto del quale si vedono ancora i segni (crepe nei muri, tetti crollati, palazzi chiusi).
Molti luoghi tuttavia sono stati ristrutturati e il paese è molto caratteristico con un impianto regolare e vicoli con konobe e bed&breakfast. 

A Mali Ston non ci siamo stati, ma è famosa per essere un luogo romatico dove si gustano eccellenti ostriche e cozze, e per il suo porto del XV secolo.

 



    









 

venerdì 30 agosto 2013

2013 Croazia/Bosnia – Korçula, la nostra isola

Cercavamo la nostra isola e l'abbiamo trovata. 
Volevamo un'isola dalmata non troppo affollata ma nemmeno isolata dal mondo. Possibilmente non molto lontana dalla costa per evitare altre ore in traghetto, possibilmente a misura di famiglia e non di giovani/vip/surfisti (e nudisti).

La lunga ricerca ci ha portato a Korçula la bella, a Korçula la verde.
In particolare a Lumbarda, uno dei maggiori centri dell'isola, in mezzo a spiagge e vigneti.  





Qui ci hanno accolto due belle spiagge di sabbia, delle quali abbiamo preferito Bilin Zal, meno affollata. L'acqua è bassa e trasparente, la sabbia è fine e chiara. Poche onde (siamo sul lato dell'isola che volge verso la penisola di Peljiesac, quindi il mare è tranquillo) e poco chiasso.






 Casa nostra era a dieci minuti a piedi da entrambe le spiagge e anche dal villaggio, ma dobbiamo ammettere che spesso abbiamo usato l'auto a causa del solleone.

L'unica sera che ha piovuto, invece, è stato un piacere  -a temporale finito – scendere in paese con una passeggiata tra le vigne e gli orti, i muretti a secco, le croci di pietra e le case.







In fondo sempre il mare, come si addice ad un'isola.


Se invece cercate gli scogli, tutto il resto dell'isola è roccioso o sassoso, non resterete delusi. 




Noi ci siamo goduti la sabbia fine di Bilin Zal, che chiaramente non abbiamo mai più ritrovato sui nostri passi croati. E se qualcuno si chiedesse se fosse sabbia da castelli, guardate qui e poi mi dite...




Da Lumbarda in dieci minuti di macchina si è a Korçula città, insomma il capoluogo. Un altro gioiellino di pietra bianca a forma di mandorla, circondato dal mare se non per un breve tratto e proteso verso Orebic sulla penisola di fronte.
Fortificata e massiccia, ha una pianta a lisca di pesce che ha il pregio di fermare i venti freddi del nord e accogliere la brezza fresca dell'estate. I suoi vicoli si inerpicano a gradinate fino alla piazza della Cattedrale, pieni di konobe e negozi di artigianato.







In assoluto il posto che preferisco in Croazia.

A Korçula town abbiamo avuto il piacere di assistere alla Moreska, un'antichissima danza, un tempo diffusa in tutto il mediterraneo, ma ora rappresentata solo qui, che racconta la storia del Re Bianco e del Re Nero che si contendono una fanciulla e combattono per essa.
Vincerà il Re Bianco, in verità vestito di rosso, dopo una battaglia composta da 7 danze diverse, accompagnate da una banda d'ottoni dal vivo.
Lo spettacolo è suggestivo, anche se affollato.
La danza è faticosa per i danzatori che sono vestiti di pesanti abiti di velluto e broccato e portano spade di ferro compatto.
Un consiglio spassionato: comprate i biglietti in anticipo, arrivate presto e non mettetevi in prima fila. Vi perdereste la visione d'insieme delle danze e rischiereste di beccarvi un colpo di spada da parte dei danzatori-guerrieri.





A Lumbarda abbiamo alloggiato in una casa dall’arredamento spartano e con un balconcino minuscolo: ma avevamo la vista migliore dell’isola!! 




Franz e Pao che hanno preso quella di Trogir come termine di paragone per tutte le case che abbiamo affittato, per 6 giorni hanno sostenuto che questa era brutta (lo ammetto, avremmo potuto scegliere meglio, ma tant'è...)

Se tornerò qui, vorrei affittare una casa direttamente sul mare in una delle baiette di Lumbarda. Una di quelle case che sotto hanno la spiaggetta, le pieds dan l’eau, qui a Lumbarda sembra possibile quello che altrove sembra un sogno!

Il resto dell'isola è fatta da baie e piccoli centri meno importanti, ma sicuramente tranquilli. Siamo stati solo a Vela Luka, all'altro capo dell'isola, dove abbiamo visitato un'antica grotta e da cui si può partire in barca per altre isole. Pare che l’isolotto di Prodzji sia imperdibile, noi l’abbiamo perso, anzi... l’abbiamo lasciato per la prossima volta che passiamo di qui!
Da questa parte ci sono poche spiagge e tutte di scoglio.
Il mare è comunque blu, quindi un tuffo vale sempre la pena.

Da Korçula partono gite in barca per numerose altre isole tra cui Miljet e Lastovo. Anche queste, le abbiamo lasciate per la prossima volta, non potevamo fare tutto!!!!!

I left my heart in Korçula too, mannaggia!!!!

giovedì 29 agosto 2013

2013 Croazia/Bosnia – Le bianche pietre di Spalato e Trogir

Volevo vedere Spalato. In particolare il centro storico, impiantatosi esattamente sopra il vecchio Palazzo dell'Imperatore Diocleziano.
Non è la prima volta che vedo una cosa del genere. Pensate alla Piazza dell'Anfiteatro a Lucca o alla spettacolare Piazza Navona a Roma. E non sono sicuramente gli unici esempi.
Volevo proprio andare lì. Attraversare i vicoli e sedermi nella piazza principale, il Peristilium. Accarezzare i marmi roventi per il sole e vivere la magia del luogo.

Così la prima tappa del viaggio è stata Spalato.

Chissà come doveva essere bello ai tempi di Diocleziano. Il Palazzo si affacciava direttamente sul mare, che spettacolo no? 



Ora invece c'è la cosiddetta Riva, una passeggiata a mare con bar e locali e il porto turistico, che percorre tutto il fronte del “Palazzo”.

 
All'interno il sole fa fatica ad insinuarsi nei vicoli stretti. Popolazioni di ogni dove si sono installate qui, allorchè il palazzo era ormai in decadenza e in disuso, ma ancora poteva offrire riparo e materiali da costruzione a chi invadeva dalle steppe del nord e dell'est. 

E oggi offre agli occhi dei visitatori attoniti un'esperienza di archeologia vivente con pochi paragoni.

Sapete quanto fascino esercitano su di me le pietre antiche.....












 





Per stare fuori dal caos della grande città, abbiamo alloggiato a Trogir, a Villa Roza, la migliore delle sistemazioni di questo viaggio, in mezzo alle boungavilles sulla collina appena prima della città.

Trogir è un'altra delle scoperte di questo viaggio. Diciamo che ne ignoravo l'esistenza prima di ora....
Invece è un gioiellino di pietra bianca e di richiami a Venezia, tra i cui vicoli e cortili è un piacere passeggiare.









Quando ci siamo stati noi faceva mooooooolto caldo e abbiamo preferito trascorrere la maggior parte del tempo a mollo nelle acque limpide dell'Isola di Chiovo e poi fare una passeggiata in città quasi al tramonto.

Era il momento più bello. Il momento in cui le pietre bianche si illuminano di una luce particolare, calda e calorosa come un abbraccio al mondo.



I left my heart in Spalato.
I left my heart in Trogir.

E siamo solo all'inizio del viaggio.