venerdì 5 dicembre 2014

I Luoghi Abbandonati dei Miei Viaggi - #sensomieiviaggi

A Mostar ci sono vari palazzi abbandonati. Forse è l'abbandono più toccante che io abbia mai visto. L'abbandono dopo una guerra. La guerra a Mostar si tocca con mano, anche se sono passati 20 anni. Anche se lo Stari Most e il centro storico sono stati ricostruiti e la città pullula di turisti e di viaggiatori. Ma fai due passi in più e trovi i segni delle granate su palazzi che hanno resistito in qualche modo ai bombardamenti, trovi le lapidi bianche - tutte con l'unica data del 1993 - , trovi angoli dimessi e voci che ti raccontano quello che puoi solo immaginare.
Un palazzo abbandonato mostra una volontà di ricostruire che non c'è o non c'è ancora o non c'è mai stata, una poca disponibilità di mezzi per farlo, e indica forse l'inutilità del tutto. L'inutilità della guerra, delle distruzioni. Chissà, magari a lasciarlo lì, potrà insegnare qualcosa a qualcuno.
Ma il turista passa via distratto e pochi alzano gli occhi per guardare oltre.



A volte è la forza della natura che costringe ad abbandonare un luogo.
Come è capitato a questo faro.


Siamo a Rubjerg Knude, sulla costa occidentale della Danimarca. Il faro si trova a 60 m sopra il livello del mare. Fu chiuso nel 1968 e si cercò di tenerlo in vita usando i due edifici adiacenti come caffè e museo. Ma il vento forte del Mare del Nord e l'erosione altrettanto forte della costa, hanno costretto il governo a chiuderlo definitivamente nel 2002. Da allora, in mezzo a bellissime dune di sabbia fine, è un luogo di una bellezza impressionante.
Salire sulla duna, in una tersa giornata dell'estate danese è stata un'esperienza bellissima. Nonostante i turisti, un silenzio magico. I bambini si sono rotolati giù almeno mille volte, ci siamo tolti le scarpe, abbiamo incontrato una famiglia della nostra zona - (che prima non conoscevamo  e che da allora sono diventati "quelli che abbiamo incontrato al faro!!!") - abbiamo scrutato l'orizzonte infinito del mare seguendo il volo dei parapendii e ci siamo goduti alla grande il vento del nord.

Vi lascio con questa notizia: la duna si sposta 10 metri all'anno dal mare verso la terra.  Quindi affrettatevi ad andarci, perchè altrimenti chissà dove la trovate!!!

Infine, non poteva mancare un sito archeologico, no? 
Ed ecco a voi una taberna di Ostia Antica. Una città, alla foce del Tevere, un tempo brulicante di vita, con un porto fluviale molto attivo e molto frequentato da navi provenienti da tutto il Mediterraneo. La porta di Roma, la porta dell'Italia. C'erano le terme, le latrine (!), la palestra, un teatro, la caserma dei vigili e moltissime insulae e cioè le case a più piani, non troppo diverse dai nostri condomini.
Poi la decadenza, l'abbandono, il saccheggio, il riutilizzo delle pietre come materiali da costruzione, il teatro trasformato in fortezza e un'area che la natura riconquistava a se' con paludi malsane.
Ma se passeggiate sulle strade del sito archeologico, ancora perfettamente conservate e vi affacciate nelle botteghe o alle terme, vi parrà di sentire ancora le voci degli avventori, i bambini che giocano per le strade, i venditori ambulanti e il rumore dei carri che si muovono traballanti. 


Quale foto preferite?

Vi aspetto il 10 dicembre per il post riassuntivo con le vostre foto!!! #sensomieiviaggi

8 commenti:

Norma ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Norma ha detto...

ara, mi piacciono moltissimo tutti i tuoi luoghi ma se devo scegliere scelgo la prima, i palazzi distrutti dalla guerra, dovrebbero stare a memoria di quello che l'uomo ha fatto, come i campi di concentramento perché la memoria è debole e mi sembra impossibile che qualcuno non creda che ci sia stata la deportazione nei campi nazisti.
Ogni guerra è terribile ed il brutto è che non viene mai fatta per il bene del popolo ma per interessi personali, se mi sbaglio correggetemi.
Adesso sto vivendo una guerra da vicino, le avevo sempre viste solo in televisione ma adesso la mia futura consuocera è nella zona filorussa dell'Ucraina che sta combattendo per l'indipendenza ed ogni giorno mi arrivano notizie orribili
Non voglio fare politica ma ogni guerra non è mai per il bene del popolo, ci sono altri interesso e di pochi.
Ciao
Norma

Chiara ha detto...

La prima foto mi tocca di più per motivi personali, ma devo ammettere che la foto che mi ha conquistato di più è stata quella del. Faro e mi hai fatto venire voglia di andarci.. .

Alessandra Gaddini ha detto...

La foto del faro ha una sua potente suggestione, come l'hanno tutti i fari,specie se abbandonati, ma anche io scelgo Mostar, città che ricordo come era prima della tragedia. Attraversando recentemente le campagne di Bosnia e Croazia mi è capitato più di una volta di incontrare casali abbandonati e crivellati di colpi, in quella che fu una guerra casa per casa, inutile e devastante come tutte le guerre.

monica ha detto...

Norma deve essere terribile! Ti abbraccio

monica ha detto...

Leggendo le parole che accompagnano la prima foto mi sono venuti in mente i laghi di plitvice ...
Lì è tutto nuovo, ma basta allontanarsi di una quindicina di km x ritrovare segni della guerra ovunque. Ricordo quei 2 gg benissimo, con tutte le emozioni che ho provato

Comunque dovendo sceglierne una scelgo la seconda come premio al governo/mentalitá danese di aver scelto di abbandonare un'opera dell'uomo piuttosto che fermare la forza della natura. Cosa assai rara di questi tempi

RobbyRoby ha detto...

foto n 2. Ciao e buon fine settimana.

Federica ha detto...

il faro è magico!