Proprio a questo gioco vorrei invitarvi a giocare con me stasera, con la variante, necessaria, di un racconto di sottofondo che vi farà immaginare anche rumori e il paesaggio circostante.
Allora si comincia. Innanzitutto immaginiamo di stare in cerchio, nel bosco (anche in casa, ma nel bosco è più bello, no?) e sul telo davanti a noi ci sono scatolette di varia forma e colore.
Odore numero uno.
C'è un forte odore di ruggine, sferragliamento di treni, schiocchi secchi di quando si aprono le porte, tantissima gente che va e che viene, mille lingue e anche odori diversi. A volte un vento freddo che viene da sopra; il sopra a volte è sopra a vari livelli, le piastrelle sono verdine anni '50, a volte ci sono mosaici, altre volte le pareti sono decorate. A volte il tutto si svolge in superficie, e allora lo sferragliamento è ancora più rumoroso, e allora si sente anche il profumo del kebab o del pane appena sfornato. L'odore di ruggine, di freni, di usato, di mondo, quello c'è sempre. Ed è inconfondibile.
Avete indovinato? E' l'odore della metropolitana di Berlino.
Odore numero due.
Si cammina sul sentiero tra le foglie rosse di autunno, profumo di funghi, di muschio, qualche castagna qua e là (la stagione volge verso l'inverno), baite abbandonate. Ad un tratto una fenditura nella roccia, siamo qui per questo. Ti avvicini e subito un gelo ancestrale ti assale: è il freddo dell'acqua che ha scavato quest'orrido, dell'acqua mai ferma, forte e potente. Ed è anche l'odore dell'acqua, del muschio sulle pareti, della terra che qui non asciuga mai. Lo senti fortissimo, quasi balsamico. Ti addentri nell'orrido e la sensazione di freddo aumenta. La carezza dell'acqua ha scavato il passaggio per i tuoi piedi, nei millanta anni passati. Ora è solo un rivolo. Ma annusi e la senti: è lei la padrona di casa. E' l'acqua che ha scavato gli Orridi di Uriezzo (VB).
Odore numero tre.
Il nostro annuale week end con le amicae. Odore di cuoio e di caldo. Di gente che lavora, di turisti che aspettano. Fuori il caldo abbacinante del luglio ateniese. La bottega è piccolissima e piena di sandali, sarà difficile scegliere il modello e sceglierne solo uno!!!! Pandelis Melissonos, l'artigiano segnalato anche dalla guida, pare che sia anche un poeta, e sicuramente la bottega è un posto magico. I sandali sono fatti su misura, adattati al tuo piede e sono comodissimi, se pensi che sono una suola e quattro listelli di cuoio. Ognuna di noi ha scelto un paio di sandali per se'; sono passati quasi cinque anni, e i sandali li abbiamo ancora, sanno ancora di cuoio, di Atene, di Grecia, di vento, di greek salad, di Plaka, di Partenone. Noi continuiamo a regalarci un week end all'anno in giro per l'Europa, ma l'odore dei sandali ateniesi non l'abbiamo mai più ritrovato.
Questo mese la cordata del Senso dei Miei Viaggi è guidato da Norma del blog Voglio il Mondo a Colori. Avete ancora un paio di giorni per partecipare. le regole sono sempre le stesse, tre foto scattate da voi, sogni e racconti.
Vi aspettiamo!
Seguiteci con l'hashtag #sensomieiviaggi!!!















