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domenica 30 novembre 2014

Al Museo con i bambini - L'Experimentarium di Copenaghen

A Copenaghen ci sono mille cose da fare per le famiglie con bambini. 


Una di queste è l'Experimentarium: una specie di museo dove si possono fare un sacco di esperimenti scientifici e nello stesso momento divertirsi un mondo. Non abbiate fretta e prevedete di starci un giorno intero. Considerato il costo, sarete d'accordo con me.
Tra l'altro, nella sua nuova sede (non so se temporanea o meno) si trova su un dock, esattamente di fronte al Nyhaven, a portata di traghetto urbano. Quindi, un saltino e siete di là, un altro saltino e siete di qua, nel cuore pulsante della città.




Noi, ovviamente, prima di scoprirlo, abbiamo fatto un lungo giro in autobus, poi un tratto di strada a piedi. Sulla guida, ovviamente, non c'era scritto che era sufficiente una fermata di traghetto.

Non so come fosse la sede precedente, attualmente il museo è ospitato da un grande capannone ex-industriale sul canale e quindi può dare l'impressione di una certa freddezza e di poco fascino.
Ma sarà sufficiente entrare e cominciare a "giocare", che anche se non siete dei bambini, non vorrete più venire via.

Quando siamo andati noi, l'estate scorsa, la prima sala era dedicata agli sport invernali. Tutti, dall'hockey su ghiaccio, allo sci di fondo+carabina, alla discesa, al curling, al bob. Con tanto di interazione, punti e applausi per il vincitore.







La seconda sala invece è dedicata agli esperimenti scientifici, e qui vi potrete sbizzarrire anche in base ai vostri interessi o passioni. Energia, acqua, suono, movimento, simulatori di velocità, ecologia, i cinque sensi, ce n'è davvero per tutti.








Ho letto alcune critiche negative, ma a noi è piaciuto molto.
Aspettatevi però che tutte le didascalie siano in inglese e danese, e vi toccherà comunque spiegare ai vostri figli anche teorie scientifiche su cui magari non siete molto ferrati.

D'estate, sulla terrazza esterna, fronte canale, viene allestito un playground con sabbia e acqua, che ai bambini piace molto. E' anche un posto piacevole per stare con i più piccoli, a cui magari gli esperimenti scientifici interessano meno.





Con il braccialetto che vi hanno dato all'ingresso, potete entrare e uscire dal museo quante volte volete durante la giornata. In teoria potete anche andare a pranzare a Nyhaven e poi tornare per proseguire la visita.
Oppure portatevi il pranzo: c'è moltissimo posto all'interno per fare una pausa.

Inoltre, nel capannone di fianco c'è un luogo molto carino e insolito, una specie di mercato dello street-food dove numerosi chioschi e furgoni vendono cibo di vario genere. Ce n'è anche uno che fa un discreto caffè espresso.




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Un consiglio per i biglietti: 
Il museo è abbastanza caro: 14 euro per i bambini 3-11 anni e 22 euro per gli adulti. Il biglietto d'ingresso non è compreso nella Copenaghen Card.
Però se avete un biglietto dei traghetti Scandilines (ad esempio dalla Danimarca alla Germania, come l'avevamo noi) potete ottenere il 20% di sconto.

Per qualsiasi ulteriore informazione: https://www.experimentarium.dk/frontpage/

domenica 26 ottobre 2014

Al Museo con i bambini - appuntamento nella Tinkering Zone

Nemmeno io sapevo cos'è il Tinkering, finchè non siamo capitati in uno dei nostri musei preferiti in un pomeriggio di inizio autunno, grazie all'Open Day Insegnanti.
Il papàprof con gli altri insegnanti e noi invece a zonzo per il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.

Il Museo è dietro casa, quindi per noi non è una novità.
Anzi l'abbiamo visto così tante volte, che ormai ci andiamo solo se ci sono eventi particolari (l'atelier con Herve Tullet, le Invasioni Digitali, ...) e se possiamo fare qualcosa di diverso.

Stavolta ci siamo dedicati al cosiddetto Tinkering.
Ma di cosa si tratta? Che si fa? E' per tutti? Lo posso fare anche io?

Vi do' una bella notizia! E' facile ed è per tutti. E ci diverte anche!!!


In due parole si può dire che è un modo creativo per inventare oggetti partendo da altri oggetti che mai vi sareste sognati vi avrebbero portato lì.
Il Tinkering è innovazione, inventiva, creatività, coinvolgimento, creazione.
E' stato sviluppato dal MIT di Boston (gli stessi di Scratch, gli stessi di MakeyMakey, insomma dei veri geni).

A dire il vero, a pensarci bene, l'avevamo già provato al Wired Next Fest in primavera dove Pao e il papàprof avevano partecipato ad un laboratorio collettivo - 100 persone - per costruire una lunghissima reazione a catena.

Quindi che si fa nella Tinkering Zone? Si crea, no? Si inventa! Si è fantasiosi, creativi, geniali! Si imparano - facendo - (e ritorna di nuovo il concetto di Learning by Doing, di cui parlava anche Baden-Powell, fondatore degli scouts, un altro genio) - un sacco di concetti legati al mondo della scienza, della natura, della fisica.

Alcune attività a cui abbiamo partecipato:

ROBOT DA DISEGNO
Con materiali di recupero e altri tipo bicchieri di plastica, stecchette di legno e simili, quattro pennarelli, una batteria e un motorino, abbiamo costruito un robottino che disegna cerchi sul foglio di carta. Magico!







I TUBI DEL VENTO

Con diversi materiali, non necessariamente leggeri, ci siamo industriati per costruire oggetti volanti. Poi li abbiamo messi nel tubo del vento e li abbiamo lasciati volteggiare sospinti dal flusso d'aria...alcuni erano così aerodinamici che il flusso li ha lanciati fuori dal tubo!!! E' stato bellissimo e non ci saremmo mai stancati di star lì incantati a guardare!!!!






PISTA PER BIGLIE ACROBATICHE

Abbiamo creato un percorso per biglie: abbiamo applicato ad un pannello verticale tubi, passerelle e imbuti e creato la via per le biglie.
Non è facilissimo e l'abbiamo smontato un paio di volte. Però è molto interessante perchè induce a ragionare su velocità e attrito, a collaborare ascoltando i pareri degli altri e a mettere in pratica le idee di ognuno e scoprire che magari così non può funzionare :).
Perfetto per due fratelli (due a caso...) che tendono a voler fare da soli ma che qui vengono "costretti" a lavorare insieme!!!!





SCULTURE IN EQUILIBRIO

Questa è la sezione dedicata ai 'mobile', avete presente le giostrine da culla? Ecco questa è una versione evoluta delle apette!
Il concetto di base è sempre lo stesso nel Tinkering. Uso qualsiasi tipo di materiale, qui anche dadi, bulloni, cerchi di legno, rondelle di plastica e chi ne ha più ne metta, per creare, per inventare, per costruire un 'mobile'. Qualcosa cioè che stia sospeso e in equilibrio. Si studiano gli equilibri, i pesi delle cose, per creare un'opera uguale a nessun'altra. Mica male no?





E allora che aspettate? La Tinkering Zone vi aspetta al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano! Cliccando qui sotto troverete la descrizione e il calendario delle attività: 




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Info pratiche: 
Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci"
Via San Vittore 21 - Milano
(MM Sant'Abrogio)

Tutte le attività sono comprese nel biglietto d'ingresso al Museo.
L'accesso è libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti.

Sito web: www.museoscienza.org

venerdì 8 novembre 2013

Al museo con i bambini: una mattina al Pompidou-Metz

Capita che un week end di Dicembre fai un lungo viaggio in macchina per andare a trovare degli amici a Metz.
E' la seconda volta che veniamo. A casa loro si sta bene; parliamo inglese e francese, qualche parola in polacco e in italiano. I bambini giocano insieme anche se non hanno (ancora) una lingua comune. Giocano con le spade e con i puzzle e parlano anche tra loro facendo grandi risate (ma che si diranno mai? e soprattuto come fanno a capirsi?).

A quattro passi da casa loro è sorto un nuovo museo che si chiama Centre Pompidou-Metz e che chiaramente è lo spin-off di quello di Parigi. 






Un po' come per il Guggenheim di Bilbao (ma meno spettacolarmente) e il Louvre di Lens (ma la zona è migliore), anche il Pompidou-Metz è stato collocato qui per rivivificare una città un po' addormentata e fuori dalle rotte turistiche. 
L'hanno costruito vicino alla stazione, in una zona con molto spazio da inventare. L'hanno fatto bello (almeno, a noi è piaciuto) e pare che in giro sia apprezzato.  E come potete vedere dalle foto qui sopra ha anche delle bellissime vetrate che guardano la città.





E' un luogo per mostre, per l'arte moderna, il design e so che Renata & Jerome sono andati anche a qualche bel concerto jazz. Quando ci siamo capitati noi, il museo ospitava una mostra di oggetti e arredamento ideati dai fratelli Bouroullec, due designer bretoni con molte ottime idee.
Alcune installazioni si potevano toccare, sui divani ci si poteva sedere, c'erano anche dei tablet dove si potevano scorrere tutte le loro creazioni.
Le mostre sono temporanee e quindi chissà voi cosa troverete?





Ma la cosa che ci ha più entusiasmato è stato il cosiddetto Textile Field, un grande tappeto morbido dai colori accattivanti, sui cui si poteva salire e rotolarsi a piacere (guardate qui lo stesso tappeto esposto alla V&A's Raphael Gallery a Londra. Un vero spettacolo.)

I bambini sono stati entusiasti di poter salire su un'installazione in un museo. A Franz e Paolo era già capitato in occasione del Fuorisalone, che in varie location di Milano offre ogni anno in primavera l'opportunità di toccare con mano e di provare  oggetti e mobili di desgin, altrimenti innavicinabili.




E infine a completamento di una visita che ci aveva già dato molte soddisfazioni, i bambini hanno partecipato ad un laboratorio didattico.
So cosa vi state chiedendo: ebbene sì il laboratorio era in francese e il nostro amico Jeremie parla solo il francese e il polacco. Ma l'animatrice - anche lei francese, bien sur - cercava la traduzione in italiano delle parole sullo smartphone e per questo meriterebbe di diventare direttrice del museo. Francesco e Paolo (a quel tempo 4 e 8 anni) hanno partecipato attivamente: il laboratorio inoltre aveva sul pavimento una mappa della zona e i bambini hanno giocato a cercare i luoghi chiave di un territorio: la stazione, i binari della ferrovia (mamma si capiscono anche se siamo in Francia!!!), i parchi (idem), gli ospedali. Infine i bambini hanno progettato, costruito e decorato una sedia di design. 
A conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che se la guida è in gamba, i bambini sono in grado di fare cose incredibili.





Abbiamo lasciato Metz con la promessa di tornare. Per i nostri amici, ovviamente, con i quali condividiamo molte passioni e per la città che abbiamo visto poco ( e che, non lo immaginereste mai, ha un'antichissima origine che risale a prima dei Romani).

Siamo diventati fans dei fratelli Bouroullec (non avremmo potuto fare altrimenti) e speriamo di rivedere le loro opere a Milano o altrove in Europa. Specialmente il prato colorato.

mercoledì 25 settembre 2013

Abbiamo fatto fiorire il Museo - atelier con Hervé Tullet

In una città che ha evidente bisogno di colore.
Una domenica pomeriggio.
Bambini e genitori.
Pennelli in mano.
Un genio del colore: Hervé Tullet.
Un Museo che amiamo.
Libri bellissimi, che vanno bene per tutte le età.
Perchè i sorrisi, i colori, i giochi, i blop non hanno mai fine!
Un autografo, quasi per caso.
Abbiamo fatto fiorire il Museo.
Sì, proprio a Milano. Incredibile no?










 





Chi ha mai visto il Museo (il nostro amato Museo) così colorato?
Come abbiamo potuto vivere finora senza conoscere Hervé Tullet? (mi sembra quasi incredibile)
Volevamo comprare tutti i suoi lbri, ma abbiamo scelto quello d Blop.
L'abbiamo già letto venti volte e ogni volta ci facciamo mille risate!!
Noi siamo tutti un po' Blop, voi no?